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M-Review: Need for Speed

NFS

Per quanto i videogiochi mi abbiano dato da mangiare per molto tempo, non sono mai stato un convinto assertore dei loro adattamenti cinematografici. Per carità, ci sono franchise che avrebbero potuto davvero brillare, se fossero stati trattati come si deve: penso a Silent Hill, ma anche a Max Payne, Resident Evil (ce ne fosse uno decente) o Mortal Kombat (per quanto l’originale sia ancora uno dei migliori film tratti da videogioco). Una licenza come Need for Speed può sembrare un errore madornale, ma in realtà, non essendo legata a personaggi e storie precise, fornisce la massima libertà di adattamento ai produttori e agli sceneggiatori. Nonostante il regista abbia affermato fin dal principio che la sua intenzione era quella di realizzare un B-Movie, sulla lunga distanza Need for Speed fallisce anche da questo punto di vista. Le sequenze in macchina sono da applausi a scena aperta, girate con una maestria che non si vedeva da tempo. Effetti speciali prossimi allo zero e stunt fatti come una volta, senza quei movimenti assurdi di telecamera a cui ci hanno abituato Fast & Furious e compagnia bella.

Il problema è che c’è anche il resto e, purtroppo, ce n’è pure molto. I 132 minuti di durata si sentono tutti e, anche se lo sforzo per approfondire i personaggi dovrebbe essere apprezzato, non ci si riesce, a causa di dialoghi terribili e scene lunghissime e prive di senso, che non portano alcun valore aggiunto. Da lodare, invece, il modo in cui gli sceneggiatori hanno infilato le modalità di gioco più significative: ogni inseguimento o gara rispecchia infatti qualcosa che ci è capitato di vedere nei vari NFS. Quel che sorprende ancor più in negativo, però, è la recitazione dei protagonisti, tra i quali si salva solo Imogen Poots (no, non solo perché è bellissima e quegli occhioni blu sono il viatico verso il paradiso). Aaron Paul è incredibilmente monoespressivo, Dominic Cooper è tutt’altro che convincente come villain, mentre gli altri sono praticamente non pervenuti. Anche il piccolo ruolo di Michael Keaton è così sopra le righe da risultare insopportabile. Dal punto di vista tecnico, nulla da dire: ottimi valori produttivi, sequenze in macchina da urlo (come già ribadito) e confezione di gran classe. Ah, anche il 3D è davvero inutile, visto che il film è stato convertito in post-produzione e la profondità di campo viene considerata soltanto in una manciata di scene. Se vi piacciono i macchinoni, le sequenze a tutta velocità vi cattureranno, ma non vedrete l’ora che tutto il resto finisca a una rapidità ancora più supersonica. Occasione sprecata, sul serio.

F1 Challenge: la prova (da Wired.it)

F1Challenge

Dopo un paio di tentativi decisamente infelici che hanno deluso sia la critica che il pubblico, Codemasters ha deciso di cambiare marcia. F1 Challenge è infatti il primo titolo della software house inglese dedicato al mondiale di Formula 1 a essere realizzato appositamente per smartphone. I primi due Formula 1 mobile usciti negli scorsi anni erano infatti adattamenti low-cost e mal riusciti degli omonimi titoli console, che avevano portato gli appassionati a richiedere a gran voce un gioco sul loro sport preferito di un certo livello

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/11/15/f1-challenge-prova-74382.html.

M-Review: Rush

Rush

Quello delle corse è senza dubbio uno dei “mondi” sportivi che più si presta a essere ritratto dal cinema. Le storie di duelli e di battaglie all’ultima curva sono appassionanti nella realtà e possono diventarlo ancora di più sul grande schermo. Rush racconta una storia vera, quella della prolungata rivalità tra Niki Lauda e James Hunt, il primo vera e propria leggenda della Formula 1, il secondo ricordato soltanto per essere stato protagonista della stagione 1976, quella in cui il pilota austriaco rischiò di perdere la vita al Nurburgring, dagli esiti emozionanti e inattesi. E il film, dopo aver introdotto i due personaggi, le loro vite e i loro modi completamente diversi di vivere, si getta a capofitto proprio sulle vicende di quel mondiale, che cambiò in modo irreversibile l’esistenza dei suoi due protagonisti. Se i trailer dipingono Hunt, interpretato da un Chris Hemsworth che dimostra di non essere soltanto Thor, come protagonista (è il marketing, bellezza), la realtà è che Ron Howard si concentra maggiormente  su Niki Lauda, magari non così accattivante per il pubblico, ma sicuramente più importante a livello storico.

A interpretarlo il tedesco Daniel Bruhl, che tutti ricordiamo nel bellissimo Goodbye Lenin risalente ormai a un decennio fa. L’attore è diventato Lauda, sia nell’aspetto che nei modi di fare, ma soprattutto nella voce (in originale sembra di sentir parlare il vero Niki). Anche il nostro Pierfrancesco Favino rende suo Clay Regazzoni, mentre Alexandra Maria Lara dona un’umanità senza eguali a Marlene, bellissima moglie del pilota austriaco (sì, c’è anche Olivia Wilde, ma il suo ruolo è quasi di contorno). Ron Howard dirige in modo praticamente perfetto, senza sbavature, sia nelle numerose sequenze di dialogo che nelle spettacolari scene in pista, dove viene aiutato da una fotografia clamorosamente bella e da effetti speciali di notevole caratura, che hanno trasformato la pista di Brands Hatch nelle varie Monza, Fuji e Paul Ricard degli anni ’70. Rush è un film che fa uscire dal cinema pienamente soddisfatti, ancora di più se si è appassionati di motori o di belle storie. Per me è davvero il miglior film dell’anno, ancora più di Gravity.

Real Racing 3, rivoluzione free-to-play (da Wired.it)

RealRacing3

Quando si parla di giochi di guida per piattaforme mobili, in particolare iOS, il primo nome che viene alla mente è senza dubbio quello di Real Racing. Il simulatore di guida sviluppato dagli australiani di Firemint e uscito nel 2009 ha segnato la storia degli smartphone di casa Apple, come il suo sequel, Real Racing 2, apparso su App Store nel 2010, e – con i suoi 2 milioni di dollari di budget – a lungo il gioco più costoso realizzato per iOS. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, Firemint è stata acquisita da Electronic Arts e, dopo essersi fusa con Iron Monkey, altro sviluppatore australiano responsabile di numerosi porting mobile per conto di EA, ha dato origine a Firemonkeys, che è diventato il riferimento per il megapublisher americano quando si parla di racing game su piattaforme tascabili.

Need for Speed: Most Wanted, uscito qualche mese fa, è stato il primo gioco realizzato dalla nuova software house ed è stato l’antipasto…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/03/06/real-racing-3-simulatore-guida-78365.html.

MXM Project (a.k.a. Il nuovo gioco Milestone) #mxmproject

MXMProject

Non parlo molto spesso del mio lavoro su questo blog, soprattutto perché ogni comunicazione legata ai prodotti su cui lavoro deve essere ovviamente approvata dal reparto marketing/PR dell’azienda. Potrei solo limitarmi a rilanciare comunicati stampa, screenshots e altro materiale ufficiale, ma non mi pare il caso, perché sono già abbondantemente condivisi in rete.

Mi andava però di sfruttare il giorno della vigilia di Natale per segnalare una cosa piuttosto caruccia, del tutto inedita in casa Milestone, che abbiamo fatto negli ultimi giorni. Martedì 11 Dicembre è stato lanciato www.mxmproject.com, teaser site per il nostro prossimo gioco. Sulla landing page trovate un bel countdown, che terminerà a Capodanno. E cosa succederà a quel punto? Eh eh, restate sintonizzati per saperlo, perché al momento non posso davvero dire nulla.

L’unico indizio che posso darvi è che sono lead producer anche di questo gioco, come lo sono stato di SBK Generations. Per saperne di più, attendete il nuovo anno! :)

V-Preview: F1 Online: The Game

Nota bene: l’articolo è stato pubblicato questa mattina su Wired.it. Lo trovate all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2012/08/22/f1-online-the-game-vinci-il-mondiale-di-formula-1-direttamente-dal-tuo-browser-183456.html. Questa è la versione “unedited”, senza alcuna modifica. :)

Diversificare l’offerta: deve essere questo il mantra che risuona da qualche tempo negli uffici britannici di Codemasters. Licenze importanti e costose come quelle di Formula 1 e MotoGP (gestita negli ultimi 5 anni da Capcom e attualmente rimasta al palo, mentre sembra prenderà altre strade nel 2013), il gioco di guida tradizionale non è più sufficiente a coprire i costi e si devono quindi trovare nuove strade per allargare il proprio bacino d’utenza.

Quest’anno, Codemasters ha deciso di provare ad accontentare un po’ tutti i palati. Oltre al classico F1 2012, in uscita a Settembre, la software house inglese cercherà di accalappiare tutta la famiglia con il coloratissimo e velocissimo F1 Race Stars, arcade dai personaggi super-deformed previsto per Novembre, ma anche quel nutrito gruppo di giocatori, magari provenienti da Facebook, che vuole limitarsi ad aprire una pagina web e giocare senza stare a pensarci troppo. F1 Online: The Game è la proposta di Codemasters per tutti i sostenitori di Ferrari, Red Bull, McLaren e compagnia bella, che potranno vincere un mondiale di Formula 1 correndo direttamente dal proprio browser. Il gioco, in open beta da poco più di un mese, è accessibile all’indirizzo www.f1onlinethegame.com. Dopo una veloce registrazione, potrai subito saltare a bordo di uno di questi bolidi a quattro ruote e sfidare avversari da ogni parte del globo su tutti i circuiti del campionato mondiale (e non solo…).

F1 Online è un gioco free-to-play, completamente gratuito da giocare, che fa uso di micropagamenti soltanto per acquistare decorazioni e altri upgrade visivi per la propria vettura. Nessun potenziamento al motore o alle parti meccaniche, per intenderci, può essere comprato. Per rendere la vettura più potente sarà necessario sudare sette camicie, vincendo gare su gare, senza possibilità di utilizzare scorciatoie o altri stratagemmi. La struttura di gioco e le modalità disponibili ricordano molto, seppur in versione semplificata, anche se con alcune importanti variazioni, quelle del fratello maggiore per console. Riassumendo, il cosiddetto “Official Mode” ti permetterà di scegliere uno dei team del mondiale e di buttarti subito in pista su uno dei circuiti ufficiali, in gare che possono ospitare fino a 24 giocatori in contemporanea.

Con la modalità Carriera, qui denominata “Crea il tuo team”, vestirai inizialmente i panni di un novellino a bordo della vettura di una squadra con ampie potenzialità di crescita. Il tuo compito sarà quello di portare a termine gli obiettivi definiti dal tuo team manager, in modo da guadagnare punti utili ad acquistare pezzi per potenziare o decorare il mezzo, salendo di livello e sbloccando a mano a mano nuovi circuiti e svariati elementi di gioco. Una volta scelti nome e nazionalità della squadra, avrai la possibilità di personalizzare la vettura e il casco del pilota selezionando una tra le varie combinazioni di colore disponibili. Potrai anche attaccare adesivi, scritte o altre decorazioni, ma soltanto dopo aver cominciato a conquistare gli obiettivi richiesti.

Lo stesso principio, come accennato prima, si applica anche ai miglioramenti tecnici, a motore, aerodinamica e carrozzeria. E’ necessario portare a termine gli obiettivi prefissati dal team per veder comparire nuovi pezzi da montare sulla tua Formula 1. La modalità Carriera prevede anche la possibilità di sviluppare e ampliare il quartier generale del proprio team. Gestire al meglio tutta la catena produttiva, dalla ricerca e sviluppo sino alla produzione effettiva e al marketing permette di rendere la squadra più efficiente e di migliorare le prestazioni in pista delle vetture, acquistando pian piano tutte quelle caratteristiche necessarie per andare a vincere il mondiale.


La modalità ufficiale ha invece un’impostazione molto più diretta: ogni 15 minuti partirà una nuova sessione di gioco che ti darà la possibilità di effettuare la tua scelta tra 3 dei 12 team disponibili. Potrebbe quindi capitarti di ritrovarti a scegliere tra Marussia, Toro Rosso e Force India quando magari vorresti saltare a bordo della Ferrari di Alonso o della Red Bull di Vettel per vincere a mani basse. In questi casi, ti toccherà aspettare la sessione successiva. Dopo aver scelto il team, comunque, potrai cimentarti in gare singole contro altri avversari o anche in veri e propri campionati, di lunghezza più o meno variabile. Se hai semplicemente voglia di allenarti e migliorare i tuoi record, potrai affrontare dei ghost nel classico time attack. Diversamente da quanto accadeva all’inizio della beta, Codemasters richiede di raggiungere almeno il livello 3 in carriera per accedere all’Official Mode. Speriamo di non ritrovare questa limitazione anche nella versione finale, perché sarebbe piuttosto fastidiosa.

L’altra grossa differenza tra le due modalità di gioco, come si può facilmente intuire, è quella relativa ai circuiti su cui gareggiare. In modalità ufficiale saranno disponibili quelli della stagione 2012, tra cui anche la nuovissima pista di Austin in Texas, mentre in carriera dovrai correre su una serie di circuiti di fantasia, sparsi tra paesi come la Gran Bretagna, la Russia e il Sudafrica, talvolta ispirati a piste realmente esistenti. Per dovere di cronaca, va detto che nella beta sono invece presenti le piste del mondiale 2011, che Codemasters provvederà, come detto prima, ad aggiornare a Settembre, non appena il gioco sarà lanciato ufficialmente.

Graficamente, F1 Online è davvero pregevole. Basato sul noto engine Unity 3D, usato ormai in una pletora di titoli per qualsiasi piattaforma, web compreso, il gioco sfrutta una visuale top-down, diventata ormai lo standard per i racing game sviluppati per device mobili e web. Piste e vetture sono una versione ridotta di quelle utilizzate nei titoli per console e lo si nota dalla qualità grafica molto elevata e dalla ricchezza di dettagli presenti su ogni circuito. L’utilizzo di Unity rende scalabile la grafica, consentendo anche a chi possiede vecchi PC o netbook non proprio performanti (N.B.: il gioco funziona anche su Mac) di potersi divertire senza grossi problemi, magari rimuovendo qualche dettaglio di troppo.

Il sistema di controllo è un elemento un po’ straniante, almeno inizialmente: si utilizza infatti il mouse per accelerare, frenare e sterzare. Ci si trova un po’ in difficoltà le prime volte si gioca, visto che non è molto preciso, ma dopo qualche gara si comincia a riprendere il controllo della situazione. L’alternativa è un ibrido mouse/tastiera, con il mouse usato per sterzare e la tastiera per tutto il resto, che si rivela molto pratico all’inizio, ma che non il passare delle gare lascia tranquillamente il passo al metodo “originale”, quello consigliato da Codemasters per giocare.


Non manca molto al lancio ufficiale di F1 Online: The Game. La software house inglese non ha ancora comunicato una data precisa, ma è facile intuire che avverrà attorno al 28 Settembre, release date del fratello maggiore per console e PC. Il gioco ha numerosi punti di forza, tra cui in primis quello di essere free-to-play, ma ancora diversi elementi da calibrare ulteriormente. Il fatto che sia un titolo esclusivamente online, comunque, garantisce un’evoluzione continua e non può che far ben sperare. Io, personalmente, ci sto dedicando qualche ora a settimana da quando la beta è stata aperta; mi piace la Formula 1, non stravedo per i giochi di guida, ma mi sto divertendo davvero molto. Non rimane quindi altro che collegarsi al sito ufficiale, iscriversi e cominciare a giocare!

V-Review: Final Freeway 2R

Più o meno un anno e mezzo fa Final Freeway usciva su iOS. Un vero e proprio omaggio nei confronti di Out Run, che andava a riempire l’incredibile buco lasciato da Sega su AppStore. Nonostante abbia rieditato diversi suoi classici per i dispositivi Apple, il gigante giapponese ha (volutamente? casualmente?) lasciato da parte il suo mitico racing da sala giochi. E così, il buon Davide Pasca, programmatore italiano trapiantato in Giappone da diversi anni, veterano della game industry, ha approfittato di questa mancanza e ha realizzato un titolo molto ben confezionato, che ha venduto decisamente bene e ha generato anche uno spin-off molto particolare (se ricordate, ho parlato di Fit Freeway qualche tempo fa). Il pubblico chiedeva a gran voce un sequel e dopo l’interlocutorio Fractal Combat (scusami Davide, ma ho trovato quel gioco un mero esercizio di stile 😀 ), ecco arrivare Final Freeway 2R.

Il gameplay è sempre quello vincente a cui ci hanno abituato sia Out Run che il primo episodio, ma ci sono stati notevoli miglioramenti ai controlli, con diverse configurazioni disponibili che sfruttano sia il touch che l’accelerometro e si adattano quindi a ogni possibile gusto. La grafica è molto più pulita, molto 16-bit (se il primo sembrava uscire dritto da un Master System, questo pare un titolo per Mega Drive 😀 ) e ricca di dettagli e tocchi di classe inseriti dal buon Pasca e dai suoi collaboratori. Anche la colonna sonora, targata Simone Cicconi, risulta più indovinata e meno derivativa di quella del primo episodio, ma va ricordato che c’è anche la possibilità di poter usare come sottofondo musicale le canzoni che avete caricato sul vostro device iOS. Inutile dire che Final Freeway 2R è un acquisto straconsigliato se vi piacciono gli arcade di guida, se siete nostalgici anni ’90 e se avete apprezzato il primo FF. L’applicazione è universale (iPhone/iPad), costa solo 0,79 € e, almeno per me, da fan del genere, è un must. La versione Android è in fase di sviluppo e arriverà appena è pronta. Non mi rimane quindi altro che augurarvi buon divertimento. :)

V-Review: Reckless Racing 2

Ormai, anche su iPhone e iPad, c’è un solo genere di giochi che non mi faccio problemi ad acquistare a prezzo pieno, ovviamente soltanto se il titolo che mi appresto a comprare risulta meritevole, sia chiaro. Si tratta di quello dei racer top-down, quei giochi di guida arcade con grafica tridimensionale, visuale dall’alto a 3/4, spesso e volentieri una bella telecamera mobile e dinamica per seguire attentamente l’azione, che solitamente garantiscono ore e ore di divertimento e mi tengono attaccati ai miei device Apple più di qualunque altro gioco. Un genere che trova il suo capostipite nei leggendari Micro Machines di Codemasters per la prima PlayStation, ma di cui mi sono innamorato grazie all’indimenticato, almeno per me, Ignition, titolo PC di fine anni ’90, pubblicato da Virgin, ma sviluppato dalla piccola software house svedese UDS (che ha purtroppo chiuso i battenti nel 2004). Realizzare racer top-down di qualità deve essere una tradizione nordica, visto anche Reckless Racing 2 arriva proprio dalla Svezia. Il gioco è l’ennesimo successo di Polarbit, developer con sede a Stoccolma che si è fatto notare in questi ultimi anni su iOS con titoli validi come il primo RR, Reckless Getaway e Raging Thunder, oltre che per le versioni Phone di giochi come FIFA 10 e Crash Bandicoot Nitro Kart Racing.

Il primo Reckless Racing, pubblicato da EA a fine 2010, era un gioco divertente ma un po’ scarso in quanto a contenuti. Questo sequel, uscito a Gennaio, migliora quanto c’era di buono nel primo titolo, oltre ad essere ricchissimo di modalità di gioco, veicoli e piste. Certo, si nota fortemente che Polarbit ha tratto grossa ispirazione da Death Rally, altro esponente del genere che ha avuto un gran successo su iOS negli ultimi mesi, ma la mancanza di originalità, in questo caso, non si fa proprio sentire. Alla fine si tratta sempre di un racing game e l’importante è che ci sia la possibilità di correre gare singole, campionati e sfide a obiettivi o giocare in multiplayer, che ci siano tanti veicoli e piste su cui correre. Questa volta sarà possibile anche potenziare i vostri mezzi con upgrade di vario tipo. Il modello di guida è assolutamente perfetto e il sistema di controllo, pur essendo un po’ ostico all’inizio, dopo un po’ di abitudine consente di guidare al meglio i veicoli. Graficamente RR2 è una vera e propria gioia per gli occhi e il supporto per Retina Display sui device che ne sono provvisti migliora ulteriormente le cose. Il gioco, che questa volta Polarbit si è pubblicato da sé, è una Universal App, funzionante sia su iPhone/iPod Touch che su iPad ed è disponibile su AppStore al prezzo di 3,99 € che, dal mio punto di vista, sono ampiamente meritati. A voi decidere se attendere gli inevitabili ribassi di prezzo o acquistarlo subito. :)

V-Review: DrawRace 2

Avevo già parlato dei finlandesi di RedLynx nel post dedicato a 1000 Heroz, endless runner iOS dalla progressione molto particolare e dalla notevole varietà. La software house nordica, acquisita una manciata di mesi fa da Ubi Soft, è però maggiormente nota per i suoi racing game, anch’essi non proprio convenzionali. Sequel di un gioco che aveva venduto molto bene sui dispositivi di casa Apple, DrawRace 2 è un titolo che mischia le quattro ruote con una logica da puzzle game che cattura letteralmente il giocatore e non lo fa più staccare dal suo iPhone (o iPad, nel caso).

Il concept di gioco è estremamente semplice, ma a dir poco perfetto: dovrete tracciare su circuiti di dimensioni e difficoltà diverse la traiettoria per i due giri di pista che dovrà percorrere il vostro veicolo. La visuale è dall’alto, a volo d’uccello, mentre la traiettoria si traccia, ovviamente, con il dito. La pressione determinerà la velocità alla quale vi muoverete, aspetto molto importante, soprattutto quando si deve gareggiare su circuiti tecnici pieni di curve e chicane, dove affrontare in modo efficace questi elementi del tracciato risulta fondamentale per la vittoria finale. Ma non crediate sia semplice, perché essere precisi, soprattutto sul piccolo schermo di un iPhone, è impresa difficile e non appena la situazione si fa dura, dopo qualche gara, la sfida si accende. Su iPad la precisione risulta maggiore, ma vien quasi da dire che il gioco risulti snaturato e sia molto più coinvolgente sui telefoni e i lettori mp3 della mela.

Ammetto di averlo acquistato con un po’ di diffidenza, ma mi sono trovato subito catturato grazie alla notevole giocabilità e all’alto livello di sfida che il gioco propone sin dalle prime piste. Se poi pensate che ce ne sono quasi 200, di sicuro non vi annoierete. Must buy, secondo me.

(P.S.: Se volete provare il gioco, su AppStore trovate anche una versione gratuita multiplayer, intitolata DrawRace 2 Free Multiplayer, sia per iPhone che per iPad).

DrawRace 2 (iPhone/iPod): 2,39 € / DrawRace 2 HD (iPad): 2,39 €

MUD: FIM Motocross World Championship | #mudthegame

Visto che il velo è caduto da ormai più di un mese, posso finalmente parlare di quello che è il primo gioco su cui ho lavorato da quando sono qui in Milestone (anche se poi WRC 2 è uscito prima). Si intitola MUD: FIM Motocross World Championship ed è il videogioco ufficiale del campionato mondiale di motocross.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Elvj9mHdn9s]

I piloti presenti sono ben 50, quelli delle classi MX1 e MX2 del campionato da poco concluso, con le loro livree ufficiali e tutto il resto, mentre i circuiti sono invece liberamente ispirati a quelli reali, pur portandone lo stesso nome. Questo perché l’obiettivo, sin dal primo giorno, è stato quello di massimizzare la giocabilità e il divertimento, che sono gli elementi chiave in un gioco di questo tipo. Le modalità presenti sono quelle classiche, dalla Quick Race al Campionato, oltre alla Carriera, che presenterà qualche novità molto interessante rispetto al solito. MUD presenta anche la possibilità di correre il Motocross of Nations, evento (che quest’anno si è tenuto sulla pista francese di Saint Jean d’Angely) nel quale si sfidano le “nazionali” dei vari paesi partecipanti al mondiale di motocross, che in gioco avrà la sua pista e gran parte dei rider che hanno corso l’ultima edizione.

Non manca logicamente il multiplayer, che permetterà di sfidarsi online in svariate modalità. Pur evitando di dare giudizi, visto che non sarebbe proprio il massimo dell’obiettività, lavorandoci su, devo dire che il gioco sta venendo fuori davvero alla grande e posso giurare che molti resteranno sorpresi dopo averlo provato, sia per quanto accade in gara che per tutto il contorno. MUD uscirà su PlayStation 3, Xbox 360 e PC all’inizio di Marzo (non c’è ancora una data precisa scritta sulla pietra, attualmente). Tornerò a parlarne presto, comunque, statene certi. :)