Tag Archive for killer

M-Review: Run All Night: Una Notte per Sopravvivere

runallnight

Terza collaborazione tra il regista spagnolo Jaume Collet-Serra e Liam Neeson, Run All Night è l’action più tradizionale tra quelli che li hanno visti lavorare insieme, dopo Unknown: Senza Identità e il frenetico Non-Stop, ma allo stesso tempo il più riuscito del lotto. Neeson è di nuovo un padre, ma questa volta dalla parte sbagliata della legge, perché il suo personaggio è quello di un sicario al soldo della malavita irlandese a New York. Per proteggere il figlio, onesto, con famiglia e lavoro, testimone di un omicidio compiuto dal figlio del suo “datore” di lavoro, non si fermerà davanti a nulla, nemmeno a chi gli ha permesso di vivere per la sua intera esistenza.

Per quanto non offra particolari colpi di scena e scorra in modo molto lineare, Run All Night riesce a intrattenere per tutti i suoi 110 e più minuti di durata. Merito di un Liam Neeson molto più umano del solito, di un Ed Harris contraltare di primissimo livello, del detective che ha il volto del redivivo Vincent D’Onofrio e dello spietatissimo sicario interpretato da Common, mentre Joel Kinnaman e l’unico personaggio femminile di una certa importanza, quello della moglie interpretata da Genesis Rodriguez, ne escono abbastanza con le ossa rotte. Sorretto da una sceneggiatura che va veloce come una fuoriserie, visto che tutto si svolge nell’arco di una notte, Collet-Serra prova come suo solito a inserire qualche elemento registico innovativo, azzeccando ogni scelta e rendendo il film ancora più fluido di quello che avrebbe potuto essere, chiudendo i conti con un doppio finale in stile western davvero soddisfacente. Se amate l’azione, cercate di recuperarlo in sala finché sarà disponibile (e domani, mercoledì 13 maggio, sarà proiettato in lingua originale in tutti gli UCI Cinemas), non resterete delusi.

M-Review: Clown

clown

Di Clown avevo sentito parlare per la prima volta un paio di anni fa, quando avevo letto che Eli Roth aveva intenzione di produrre un film tratto da un finto trailer comparso su YouTube. Scomparso totalmente dal radar, Clown mi si è riproposto qualche settimana fa, al cinema, sotto forma di un vero trailer che ne annunciava l’uscita italiana, in anteprima mondiale, per il 13 novembre. Solitamente, questo non indica nulla di buono, ma le immagini hanno comunque suscitato la mia curiosità e mi hanno spinto a sborsare 5,50 € per andarlo a vedere. La storia, molto semplice e lineare, è quella di un padre di famiglia che si traveste da clown per sostituire il pagliaccio ospite della festa di compleanno del figlioletto. Peccato che il vestito e la maschera che indosserà siano in realtà quelle di un demone mangia-bambini, che pian piano lo trasformeranno in un mostro.

Diretto dal debuttante Jon Watts, regista e protagonista del finto trailer di cui sopra, Clown ha come unico volto noto quello di Peter Stormare, mentre i protagonisti sono tutti attori sconosciuti, ma bravi, come dovrebbe essere in tutti gli horror low-budget che si rispettino. Il film ha una prima parte piuttosto classica, dopo la quale comincia a sorprendere, più volte, con idee e soluzioni azzeccate e spesso anche al limite del borderline (e sospetto che sia questo il motivo per cui non ha ancora avuto distribuzione negli USA, nonostante tra i produttori ci siano pure i fratelli Weinstein). Il finale non è quello che vi aspettereste, ma allo stesso tempo diventa chiaro quando si capisce che corrisponde alla scelta più “safe”. Ed è un peccato, perché regista e sceneggiatore avrebbero potuto osare di più e procedere verso l’happy ending (una strada molto più truculenta di quanto pensiate), che a mio avviso sarebbe stata la scelta più giusta. Molto bravo lo sconosciuto protagonista Andy Powers, la cui trasformazione nel mostro, aiutata da ottimi effetti di trucco e progressiva perdita di umanità sono davvero eccellenti. Contrariamente a tutte le previsioni, Clown si è rivelato un buon horror, decisamente migliore di gran parte delle proposte di questo genere negli ultimi anni. Certo, come già detto, non mi ha convinto il finale, ma se amate il genere, questo è un film che vi consiglio di andare assolutamente a vedere. Non ve ne pentirete.

M-Review: 7 Psicopatici

Ci sono voluti quattro anni per veder tornare Martin McDonagh dietro la macchina da presa. Il regista inglese si era rivelato nel 2008 con il bellissimo In Bruges, black comedy con un cast di tutto rispetto, guidato da Colin Farrell, Brendan Gleeson e Ralph Fiennes, dall’ambientazione atipica e dall’invidiabile sceneggiatura. 7 Psicopatici è un altro viaggio all’insegna del surreale, in cui realtà e finzione si mescolano in continuazione, solleticando la mente dello spettatore e tenendolo incollato allo schermo. La storia è quella di un giovane sceneggiatore, interpretato ancora da Colin Farrell, che soffre del blocco dello scrittore. La sua vita viene sconvolta quando viene coinvolto da un amico nel rapimento di uno Shih Tzu di proprietà di un gangster, cosa che porterà a conseguenze inimmaginabili.

La fredda Bruges, in questo caso, è sostituita dall’assolata California, ma molti degli elementi visti nell’opera prima del regista trovano l’ovvia evoluzione in questo film. La sceneggiatura è senza dubbio il fiore all’occhiello della pellicola, per la sua capacità di mescolare cose all’apparenza reaii con le creazioni che escono dalla penna dello sceneggiatore. Ci sono diversi colpi di scena che lasciano spiazzati, all’apparenza un po’ assurdi, ma che però funzionano perfettamente nell’insieme creato da McDonagh. Farrell è affiancato da un cast di pesi massimi, del quale fanno parte Sam Rockwell, Christopher Walken, Woody Harrelson e Tom Waits, con Abbie Cornish e Olga Kurylenko che, nonostante appaiano sulla locandina, hanno parti davvero insignifcanti. Dire altre cose sul film risulta difficile, perché si rischia di spoilerare a manetta. Sappiate che a me è piaciuto tanto e sono uscito dal cinema davvero soddisfatto. Promosso a pieni voti.

M-Review: Looper

Di Looper avevo già parlato qualche mese fa, in occasione dell’uscita del primo trailer. Anche in quel caso, come per diversi film di quest’anno, hype a manetta. Un’arma a doppio taglio, perché porta a caricarsi di aspettative che, spesso e volentieri, restano deluse. La pellicola di Rian Johnson, invece, non delude e, anzi, mostra pure alcune carte in più rispetto a quelle presentate inizialmente (tutta la seconda parte del film, infatti, non viene menzionata manco di striscio nel trailer, ma eviterò di spoilerare per non rovinarvi la sorpresa). Come già detto l’altra volta, i looper sono assassini che hanno il compito di uccidere bersagli provenienti dal futuro, dove è possibile, pur essendo illegale, viaggiare nel tempo, ricompensati con una serie di lingotti d’argento attaccati alla schiena della vittima. Il giovane Joe si ritrova ad affrontare un dilemma morale quando scopre di dover uccidere il sé stesso più anziano di circa 30 anni.

Aggiungete a questa intrigante premessa un’ambientazione futuristica plausibile, famiglie con poteri telecinetici, serial killer che portano lo stesso nome di un romanzo di John Grisham e gli ovvi paradossi temporali per capire che ci troviamo di fronte a un mix potenzialmente esplosivo, che può dare origine sia a un capolavoro che a una cagata pazzesca di fantozziana memoria. Fortunatamente, siamo più dalle parti del primo che della seconda, grazie a un ottimo lavoro del cast, in primis Joseph-Gordon Levitt e Bruce Willis, a una trama che regge nonostante qualche piccolissimo e inevitabile buco e a un crescendo finale che soddisfa tantissimo e chiude il film ancora meglio di come era iniziato. Looper è la dimostrazione che Rian Johnson merita di passare a pellicole con un budget più alto, ma in cui deve riuscire a mantenere la sua libertà creativa. Tenete d’occhio questo nome, perché ora ci ha regalato uno dei migliori film sci-fi dal 2000 in poi, in futuro chissà. Looper esce in Italia il 31 Gennaio e immagino che dopo aver letto questa recensione anche l’hype da parte vostra salirà a livelli inenarrabili. Ultraconsigliato.

Video: Christina Aguilera – Your Body

Gli ultimi anni della carriera di Christina Aguilera non sono stati proprio facilissimi. Mentre quella della rivale di sempre Britney procedeva senza soste, Xtina ha ha trovato sulla sua strada anche Lady GaGa. Ed è forse l’aver cercato una rivalità con Miss Germanotta ad averla particolarmente danneggiata, visto che avrebbe potuto andare avanti per la sua strada ed evitare di scendere su un ring in cui avrebbe inevitabilmente perso. Bionic era un album molto strano, con diverse chicche di un certo spessore (che conservo ancora sul mio iPod). La Aguilera poi aveva visto lontano e si era fatta scrivere parecchi pezzi da Sia, prima che tutti gli altri (Guetta, Flo Rida, Rihanna e compagnia cantante) si accorgessero del suo talento come autrice. Le uniche note stonate erano proprio le canzoni nate per scimmiottare lo stile della Germanotta, come Not Myself Tonight, singolo che non c’entrava davvero nulla con la maggior parte dell’album.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=6cfCgLgiFDM]

Moves Like Jagger e la partecipazione come giudice a The Voice sono servite a riportarla sulla retta via, mentre Your Body, il nuovo singolo, ha tutte le potenzialità per diventare una hit. Prodotto da Max Martin e Shellback, può contare su un beat semplice ma efficace e su un testo alquanto “spinto”, che ci riporta direttamente ai tempi di Dirrty in una dimensione in cui Xtina si muove davvero bene. La voce è quella potentissima di sempre e il pezzo, che in mani altrui avrebbe corso il rischio di sembrare banale, qui diventa trascinante. Il video, invece, è molto GaGa-esque, ma non è affatto un male. Diretto dall’esperta Melina Matsoukas (sì, la stessa di Just Dance e di We Found Love di Rihanna), il clip sembra quasi uno spin-off di Telephone, tra pick-up ed esplosioni rosate, vernice al posto del sangue e un tripudio di colori, contrastati da una fotografia naturale e senza particolari eccessi. Io l’ho apprezzato molto, come la canzone. Ben fatto Xtina, adesso speriamo che l’album sia all’altezza delle aspettative.

Trailer: Looper

Per fortuna a Hollywood esistono ancora dei registi che si prendono il loro tempo tra un film e l’altro. Prendete Rian Johnson, il cui debutto, il bellissimo Brick, datato 2005, convinse moltissimo la critica e quelle persone che ebbero modo di scoprirlo. Tre anni dopo è arrivato The Brothers Bloom, divertente e spiritoso caper movie con un cast di tutto rispetto, con protagonisti Rachel Weisz, Adrien Brody e Mark Ruffalo. A Settembre di quest’anno, a 4 anni dal film precedente, arriverà l’attesissimo (almeno per me) Looper, pellicola di fantascienza che si basa su una premessa davvero interessante. Un gruppo di sicari viene inviato nel futuro a uccidere, peccato che uno di loro si ritrovi a dover fare fuori una vittima inaspettata: sé stesso.

Joseph-Gordon Levitt (che era il protagonista di Brick) e Bruce Willis interpretano lo stesso personaggio a distanza di 30 anni, e come potrete notare dal trailer, il lavoro fatto per far assomigliare il giovane attore americano al suo collega più anziano è davvero notevole. La storia pare davvero eccellente e il film, che vede nel cast anche Emily Blunt, Piper Perabo, Paul Dano e Jeff Daniels, promette davvero bene. Mi sento di dar fiducia a Johnson nonostante ci siano dei viaggi nel tempo di mezzo e chi scrive, anche solo per hobby, sa perfettamente quanto sia difficile essere coerenti quando ci sono di mezzo i paradossi temporali. Come già detto, uscita prevista per fine Settembre negli USA e, speriamo, poco dopo anche da noi.