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#ParrotFlowerPower: il pollice verde tecnologico

Parrot

Il bello della tecnologia è che ci viene soprattutto d’aiuto in quelle cose in cui abbiamo un sacco di difficoltà. Io con le piante non ci ho mai saputo fare, per dire. Diciamo che non mi sono mai interessate più di tanto e, di conseguenza, quelle poche volte in cui ho dovuto star dietro alle piante di casa, ho sempre abbastanza fallito: non so valutare se c’è abbastanza acqua, non so valutare se l’illuminazione che ricevono è corretta e via dicendo. Sì, è un argomento di cui non so proprio una beneamata ceppa (ma d’altronde, mica si può essere tuttologi, no?).

Pianta

Per noi negati nel rapporto con le piante è arrivata in aiuto la tecnologia,  rappresentata in questo caso da Parrot Flower Power. Di che si tratta? Di un sensore wireless (che sembra una fionda senza elastico), che va inserito nella terra della vostra pianticella e grazie al quale, tramite un’applicazione mobile disponibile al momento solo su iOS, potrete ricevere una serie di informazioni utili, che vanno dalla valutazione della quantità d’acqua presente a quella del fertilizzante, dal grado di insolazione alla temperatura.

Globale

Ho ricevuto, assieme al prodotto da testare, una piccola begonia che dopo più di un mese di utilizzo è ancora viva, magari non completamente in salute come all’inizio, ma decisamente in forma. Mi è stato sufficiente aprire l’applicazione regolarmente (ammetto di averlo fatto soltanto nei weekend, cioè quando sono a casa in Romagna, dove ho messo la pianta), ma i vari indicatori mi hanno permesso di tenere sotto controllo tutte quelle cose che, se lasciate al caso, l’avrebbero fatta morire in una settimana o giù di lì.

Menu

La app vi permette di tenere monitorata più di una pianta: per ricevere i dati vi basterà spostare il Parrot Flower Power da un vegetale all’altro e, così, riuscirete ad avere una panoramica di tutte le piante che avete in casa. Che dire quindi? Si tratta di uno strumento che aiuterà sicuramente tutti i più negati a gestire meglio qualsiasi pianta si trovi tra le vostre quattro mura. Personalmente non mi ha cambiato la vita, perché continuo a non provare alcun interesse nei confronti dei vegetali da appartamento (poi, si sa, io sono in continua #spendingreview e le piante costano), ma per chi è davvero negato e volesse provarci, è un aiuto davvero notevole.

BegonieFinal

(Ah, queste sono le begonie dopo più di un mese di utilizzo di Parrot Flower Power).

V-Review: Leo’s Fortune (da fuorigio.co)

Leo

Leo’s Fortune è uno di quei giochi mobile che, se fossi un publisher, avrei spinto per veder realizzati anche su console. Questo platform degli svedesi di 1337 & Senri è una piccola gemma che unisce un gameplay immediato e una realizzazione tecnica davvero sontuosa, entrambi degni, come già detto, di un titolo per altri tipi di device. Il protagonista si chiama Leo, una palla di pelo baffuta dall’aspetto simpatico che, un giorno, si sveglia e scopre che qualcuno gli ha rubato tutte le sue ricchezze

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Fuorigio.co all’indirizzo: http://fuorigio.co/2014/05/recensioni/leos-fortune/23193/

V-Review: Joe Dever’s Lone Wolf – Act 2: Forest Hunt (da fuorigio.co)

Jlone

Il mix tra libro game e azione del primo capitolo di Joe Dever’s Lone Wolf, intitolato Blood On the Snow, ci aveva decisamente convinto ai tempi della sua recensione, alla fine dello scorso anno. Un’ottima versione moderna di questo genere che andava tantissimo in edizione cartacea negli anni ’80 e di cui Lupo Solitario era l’esponente più popolare. Forest Hunt è il secondo episodio di questa “prima” serie, disponibile via in-app purchase dalla app originale.

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Fuorigio.co all’indirizzo: http://fuorigio.co/2014/04/recensioni/joe-devers-lone-wolf-act-2-forest-hunt/21939/

Anki Drive, le macchinine che si guidano da sole (da Wired.it)

AnkiDrive

La commistione tra videogiochi e giochi “fisici” è uno di quei trend in costante crescita da qualche anno a questa parte. Skylanders, Disney Infinity, Cupets e compagnia cantante (ne avevamo parlato in estate su queste pagine) sono tra le varie declinazioni di questo mix, che da qualche settimana ha un ulteriore esponente chiamato Anki Drive. Si tratta del primo prodotto di un’azienda con sede a San Francisco, denominata proprio Anki, nata sei anni fa dagli sforzi di un trio di studenti di robotica alla Carnegie Mellon University, desideroso di veder applicata questa scienza anche sul mercato consumer, non solo in ambito industriale e militare…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://www.wired.it/gadget/accessori/2014/01/14/ces-2014-anki-drive/.

F1 Challenge: la prova (da Wired.it)

F1Challenge

Dopo un paio di tentativi decisamente infelici che hanno deluso sia la critica che il pubblico, Codemasters ha deciso di cambiare marcia. F1 Challenge è infatti il primo titolo della software house inglese dedicato al mondiale di Formula 1 a essere realizzato appositamente per smartphone. I primi due Formula 1 mobile usciti negli scorsi anni erano infatti adattamenti low-cost e mal riusciti degli omonimi titoli console, che avevano portato gli appassionati a richiedere a gran voce un gioco sul loro sport preferito di un certo livello

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/11/15/f1-challenge-prova-74382.html.

T-Review: Sony MDR-XB910

MDR-XB910

Lo so, è raro vedere test di prodotti “tech” su questo blog, ma siccome ogni tanto mi capita di riceverne e di poterli provare, parlarne è quasi d’obbligo. Il prodotto in questione è un bel paio di cuffie, ricevuto questa estate (ci ho messo un po’ a scriverne, ok? Se non vi va bene, la porta è di là…), le Sony MDR-XB910. Il gigante giapponese descrive questo bel pezzo di accessorio, dal prezzo di listino di circa 200 €, come dotato di bassi eccezionali.

Sono cuffie, come si può notare dall’immagine, dalle dimensioni tutt’altro che ridotte, come vogliono i trend attuali (le Beats di Dr. Dre hanno, purtroppo, fatto scuola), quindi non esattamente consigliate a chi è abituato ad andare in giro con gli auricolari. Non si può però negare che, una volta in testa, siano davvero comode (pur essendo piuttosto pesanti, circa 300 grammi), grazie ai cuscinetti molto morbidi che andranno ad avvolgere i vostri padiglioni auricolari. Inutile dire che l’archetto superiore è regolabile, quindi potrete adattarlo facilmente a qualsiasi circonferenza cranica.

Un macrocefalo come il sottoscritto ha spesso difficoltà nel farsi stare un paio di cuffie in testa, ma queste superano la prova a pieni voti. Sono completamente snodabili e pieghevoli, quindi possono essere racchiuse in uno spazio piuttosto piccolo. Per quanto riguarda il cavo, Sony ha optato per una soluzione piatta, con l’obiettivo di evitare qualsiasi tipo di attorcigliamento, oltre a dare la possibilità di collegare all’accessorio anche un microfono, in modo da non dover cambiare cuffia quando magari le si sta utilizzando per ascoltare musica dallo smartphone e c’è una chiamata in arrivo.

Il suono è avvolgente e uniforme, con le cuffie capaci di isolarvi dal rumore circostante anche a volumi non troppo elevati. I bassi sono effettivamente molto potenti, ma questo è il massimo del giudizio “qualitativo” che posso darvi, visto che non sono un audiofilo, ma un semplice utilizzatore. Ah, volete sapere con cosa le ho provate? Sia con il mio iPhone 4S che attaccandole al MacBook Pro e confermo per entrambi i casi tutto quel che ho detto finora. Riassumendo, si tratta di un prodotto molto buono, ma che ha un prezzo tutt’altro che popolare (certo, Amazon le vende a 147 €, circa il 25% in meno del prezzo di listino, ma son sempre una bella cifra). A voi la scelta. :)

V-Review: Asphalt 8: Airborne (da Fuorigio.co)

Asphalt8

L’annuale appuntamento con Asphalt è atteso dai possessori di smartphone tanto quanto quello con la serie Need for Speed per chi possiede una console: se c’è un gioco che è stato in grado di impedire ad EA di dominare su iOS, quello è sicuramente l’adrenalinico racing game di casa GameLoft. Asphalt 8 prosegue sulla strada percorsa dai precedenti episodi, inserendo novità non troppo sostanziali…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Fuorigio.co all’indirizzo: http://fuorigio.co/2013/10/recensioni/asphalt-8-airborne-ios/12657/

Real Racing 3, rivoluzione free-to-play (da Wired.it)

RealRacing3

Quando si parla di giochi di guida per piattaforme mobili, in particolare iOS, il primo nome che viene alla mente è senza dubbio quello di Real Racing. Il simulatore di guida sviluppato dagli australiani di Firemint e uscito nel 2009 ha segnato la storia degli smartphone di casa Apple, come il suo sequel, Real Racing 2, apparso su App Store nel 2010, e – con i suoi 2 milioni di dollari di budget – a lungo il gioco più costoso realizzato per iOS. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, Firemint è stata acquisita da Electronic Arts e, dopo essersi fusa con Iron Monkey, altro sviluppatore australiano responsabile di numerosi porting mobile per conto di EA, ha dato origine a Firemonkeys, che è diventato il riferimento per il megapublisher americano quando si parla di racing game su piattaforme tascabili.

Need for Speed: Most Wanted, uscito qualche mese fa, è stato il primo gioco realizzato dalla nuova software house ed è stato l’antipasto…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/03/06/real-racing-3-simulatore-guida-78365.html.

La nascita di fuorigio.co

Fuorigiocoheader

Mero post auto-promozionale oggi. Venerdì scorso, il sottoscritto con altri quattro failmen, gli amici Andrea (Contz), Giovanni (Gioxx), Lorenzo S. (Lukather) e Lorenzo G. (nomoreme), ha aperto fuorigio.co. Di che si tratta? Di un bel blog collettivo dedicato a quella che è una delle nostre maggiori passioni e che, per me in particolare, è pure lavoro: i videogiochi.

Ho notato nei miei quattro compagni di avventura e sventura un entusiasmo pari a quello che avevo provato ben 16 anni fa (minchia se ne è passato di tempo) quando avevo aperto AVOC: Videogames On-Line, il secondo magazine online italiano dedicato all’argomento, nato qualche mese dopo Ludus.

Temo però che per altri impegni lavorativi e motivi di tempo, purtroppo, sarò quello che tra gli offsiders farà sentire meno la propria voce. Poche cose, ma buone. Comunque, sharate questo post, inserite il blog nei feed, fate conoscere fuorigio.co ai vostri amici. Abbiamo anche un feed Twitter e una pagina Facebook a cui potete fare riferimento.

Non mi rimane altro che augurarvi buona lettura. :)

Il 2013 degli sviluppatori indie italiani (da Wired.it)

Quest Rush Header

Nota bene: l’articolo è stato pubblicato Lunedì 14 Gennaio su Wired.it. Lo trovate anche all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/01/14/indie-videogiochi-59260.html.

Si parla spesso di industria videoludica italiana, ma la realtà è che la situazione del settore nel nostro Paese è tutt’altro che rosea. Se poi viene paragonata a quella di altri Paesi europei, sia più grandi che più piccoli, il confronto è davvero impietoso. Ci sono solo due aziende che impiegano diverse decine di persone: una è tutta italiana (Milestone), l’altra è la filiale italiana di Ubisoft, entrambe specializzate in determinati generi di videogioco, la prima nei racing games, la seconda ormai nei titoli per Kinect. C’è però un sottobosco composto da piccole/piccolissime imprese e team indipendenti che sono al lavoro su svariati titoli molto interessanti. Magari non sono giochi per PlayStation 3 e Xbox 360, ma solo per PC e mobile, ma si tratta di proposte che pensiamo siano in grado di dire la loro sul mercato internazionale. Diamo quindi un’occhiata a quali sono i titoli indie italiani in uscita nel 2013 che, secondo noi, hanno una marcia in più.

La milanese Digital Tales, dopo il successo del racing game Ducati Challenge (con i suoi 2 milioni di download) ha deciso di proseguire sulla strada tracciata dal loro ultimo gioco, l’RPG cartoonoso Battleloot Adventure (1 milione di download, oltre a diversi premi) e proporrà Quest Rush, titolo che mantiene lo stesso particolarissimo stile grafico del predecessore, mescolando elementi di gioco provenienti da generi diversi. Il mix tra un runner alla Canabalt, tiri di spada e quest da portare a termine, come in un gioco di ruolo, quanto piu rapidamente possibile, sembra un azzardo a prima vista, ma alla prova dei fatti si rivela un’alternativa efficace e originale al monotono gameplay proposto dai titoli alla Monster Dash che hanno affollato l’App Store in questi anni. Ci sono poi una storia, la possibilità di scegliere tra più personaggi e potenziarli, una progressione reale, proprio come in un normale RPG. Il gioco ci ha ricordato, per alcuni tratti, un paio di titoli per PSP, come Patapon e Half Minute Hero e ci ha letteralmente tenuti incollati al device mentre lo provavamo. L’Action-RPG Quest Rush uscirà su iOS e su Android nella primavera del 2013.

Quest Rush

I torinesi Mixed Bag sono invece al lavoro da diversi mesi su Forma.8, un metroidvania sviluppato con Unity, presentato allo scorso E3, dove ha attirato l’attenzione di numerosi publisher. Ma che cos’è un metroidvania? Si tratta di un genere, i cui capostipiti sono ovviamente gli originali Metroid e Castlevania, che mescola elementi di azione, avventura, progressione, trama ed esplorazione, in grado quindi di soddisfare sia chi cerca qualcosa di frenetico, ma allo stesso tempo riflessivo. Forma.8 ha un’ambientazione fantascientifica e uno stile grafico che richiama tantissimo quello di un inarrivabile capolavoro del genere, Another World, oltre che dei titoli della serie Pixeljunk usciti su PlayStation 3. Da quanto abbiamo visto, il gioco promette davvero bene e sembra in grado di poter dire la sua nell’affollato mercato iOS, unica piattaforma per cui al momento è previsto. Cercatelo nella prima metà del 2013.

Forma 8

Un altro metroidvania è invece quello su cui sta lavorando, da diversi anni e nel tempo libero, Fledermaus, nickname sotto il quale si nasconde Michele Caletti, game director di giochi come SBK X, MUD e MotoGP 13 per Milestone. Si intitola The Waste Land e l’ispirazione ai due capostipiti del genere è davvero palese. Lo stile è infatti volutamente retrò e, in un periodo in cui la pixel art è tornata prepotentemente di moda, può essere uno degli elementi che potranno decretarne il successo. Una delle particolarità del gioco, come accennato brevemente in precedenza, è il fatto di essere stato completamente sviluppato in solitaria da Caletti, con GameMaker (come l’acclamato Hotline Miami) durante i viaggi in treno, le pause pranzo in ufficio e le serate a casa, proprio come accadeva un paio di decadi fa. The Waste Land uscirà inizialmente soltanto per PC e dovrebbe essere pronto, se tutto andrà bene, durante la prossima estate.

The Waste Land

Tiny Colossus, piccolo team indipendente guidato da Ciro Continisio, ha invece un primato. Sono infatti gli unici italiani a essere riusciti a farsi finanziare, con poco più di 10mila dollari, un proprio gioco dagli utenti, tramite Kickstarter. Il titolo in questione è poi anche una delle proposte indie italiane più interessanti del 2013, si intitola UFHO 2 e mischia strategia a turni ed enigmi. Dopo aver scelto uno degli alieni protagonisti, dovrai sfidare il tuo avversario su un labirinto 3D a caselle esagonali, sfruttando acume e tattica per dimostrarti più furbo di lui. Il gioco doveva essere pronto lo scorso Ottobre, ma è slittato al 2013, anno in cui lo vedremo sicuramente (LOL 😀 ). Lo troverete per PC, Mac, iOS e Android.

UFHO 2

Dream Chamber è invece il titolo dell’avventura ambientata negli anni ‘30 sviluppata da Darkwave Games, primo episodio di una, si spera, lunga serie. Un vero e proprio noir videoludico, dalla trama ricca di colpi di scena e dallo stile grafico intrigante e quasi artistico. Un gioco che, da quanto abbiamo visto, può tranquillamente rivaleggiare con le più blasonate avventure di Telltale Games, come The Walking Dead e la nuova versione di Sam & Max. L’uscita è prevista per PC, Mac e iPad nella prima metà del 2013.

Dream Chamber

Syder Arcade è già uscito da qualche mese per PC/Mac, dimostrando già tutto il suo valore (anche se si meriterebbe una vetrina di maggiore prestigio, come quella di Steam), ma i bolognesi di Studio Evil sono alacremente al lavoro su una versione per dispositivi iOS, ma non solo. Il team è infatti uno tra i pochi che, al momento, sta lavorando su Ouya, la console Android finanziata con Kickstarter, che si baserà su un modello free-to-play. Una scommessa che potrebbe sortire ottimi risultati.

Syder Mobile