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Vademecum semiserio sulle piste ciclabili al mare in estate

CerviaCiclabile

Uno dei motivi per cui amo tanto l’estate, oltre al caldo, è per la possibilità di fare lunghe pedalate in bicicletta (sfiga vuole che quest’anno stia passando il primo weekend davvero estivo a letto con la febbre, ma vabbé). Una delle cose per cui siamo molto fortunati al mare è la presenza di numerose piste ciclabili da percorrere, evitando così di stare in strada alla mercé del traffico.

Nei weekend e nelle due settimane centrali d’agosto, il mare diventa più incasinato e caotico di una metropoli, con orde di turisti impazziti che si muovono generando entropia, fottendosene bellamente di qualsiasi norma di comportamento civile soprattutto quando si trovano su una pista ciclabile.

Eppure non è che ci voglia molto: come dice il termine stesso, la ciclabile è un percorso fatto apposta per il transito delle biciclette, su cui dovrebbero essere seguite le stesse norme di comportamento valide per strada. Peccato che, invece, sia una specie di zona franca, dove a subire i maggiori disagi sono proprio i ciclisti che si comportano civilmente.

E a quelli che dicono “Eh, visto che la ciclabile è così, stai in strada”, io rispondo “No cari, in un paese civile le cose dovrebbero funzionare diversamente, non sono io che devo andarmene via visto che è mio diritto passare di lì, ma quelli che non si comportano come si deve”.

Ci sono varie tipologie di personaggi a cui andrebbero insegnate un bel po’ di norme di comportamento. Anche qui, come per strada, dovrebbero fioccare multe se ci si comporta in modo incivile, ma mi rendo conto che è davvero un’utopia.

  • Quelli che procedono uno a fianco all’altro, occupando interamente la ciclabile e impedendo il passaggio a chi arriva più velocemente alle loro spalle. Capisco che vogliate parlarvi, capisco che siate in relax, però l’altra corsia deve essere libera, come accade per strada. Alcuni capiscono che c’è qualcuno in arrivo e si spostano per tempo, ma la maggior parte proprio se ne frega, anzi, sembra addirittura scocciata da chi ha turbato la loro tranquillità.
  • Gli insicuri. Sono quelli che salgono in bicicletta soltanto nella settimana (o più, se sono fortunati) che passano al mare, e si nota subito. Sembra che facciano fatica ad andare avanti, spesso si muovono a zig zag e sono dei veri pericoli pubblici, perché mentre sorpassate c’è il rischio che si spostino verso di voi e, involontariamente, vi facciano cadere. Già accaduto, non è piacevole.
  • I testardi (andrebbero chiamati in un altro modo, ma pazienza). Sono quelli che se ne stanno nel bel mezzo della ciclabile e non si spostano nemmeno se scampanelli continuamente. Non capitano spesso, ma se ne incontrano almeno cinque o sei nel corso di un’estate. Bisogna mettersi in scia e superarli di prepotenza come Marquez in MotoGP, a gomiti larghi se ce n’è bisogno, visto che per qualche strano motivo saranno sempre portati a chiudervi la strada.
  • Gli invorniti. Sarà il fatto di essere in vacanza, non lo so, ma sembra che non appena la gente mette piede sulla ciclabile, manda il cervello in stand-by e non risponde più di quello che fa. Attraversano la strada, poi varcano la ciclabile e improvvisamente non guardano più se sta arrivando qualcuno, magari fermandosi proprio in mezzo, costringendo chi la sta percorrendo a frenare di botto per non investirli. Vi posso assicurare che la maggior parte delle persone che attraversano si comporta così, tanto che quando passo davanti alla zona dei bagni, sia a Cervia che a Valverde/Villamarina di Cesenatico, metto in conto almeno una decina di inchiodate come si deve per non centrare in pieno questa gente che perde improvvisamente l’uso delle proprie capacità mentali.
  • Gli attraversatori. Sono come gli invorniti, con l’unica differenza che non sono a piedi, ma si muovono in bicicletta, in scooter o in moto. Però hanno lo stesso comportamento: appena mettono una ruota del loro mezzo sulla ciclabile, si dimenticano improvvisamente di tutto quel che gli sta capitando attorno, costringendovi all’immancabile frenata con inchiodata per non andargli addosso. Ogni tanto, ma raramente, qualcuno si accorge di aver fatto una cazzata, ma sempre all’ultimo momento, cosa che li porta a pronunciare un flebile “Scusa/Scusi” perché si rendono conto di essere nel torto. Però la volta successiva si comporteranno esattamente allo stesso modo.
  • Gli abusivi. Sono quelli che, nonostante ci sia il marciapiede a fianco completamente libero camminano comunque sulla ciclabile. La cosa si commenta da sé.

Non credo che in nord Europa, dove le ciclabili sono molto diffuse, la gente si comporti in questo modo. Non ci vuol molto a essere civili, sul serio.

Anche voi durante le vostre pedalate estive sul lungomare avete incontrato fauna simile? :)

Il mio 2013: bilanci e speranze

2013

Mancano poco più di 24 ore alla fine dell’anno e, come capita sempre in questo periodo, è il momento di tirare le somme dei 12 mesi appena trascorsi.

Come capita ormai da qualche anno, questi sono anche i giorni dello State of the Union, il lunghissimo post in cui faccio un bilancio dell’anno che sta per finire. Un po’ di auto-analisi che non guasta mai e che, ho notato, ha sempre un ottimo numero di lettori. Lo trovate qui.

Nel frattempo, a me non rimane che augurarvi un buon anno, oltre che di passare un bel capodanno. Ci si rilegge nell’anno nuovo! :)