Archive for Teatro

M-Review: Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance) #LeVieDelCinema

Birdman

Pare che uno dei trend del cinema americano di questo 2014 sia quello di raccontare sé stesso o, per essere più precisi, i personaggi che popolano questo mondo. Se in The Humbling (di prossima recensione su queste pagine), Al Pacino interpreta un attore sul viale del tramonto che deve ritrovare sé stesso per dare una scossa alla sua carriera, qui in Birdman il protagonista è un attore reso celebre da un ruolo da supereroe che, nonostante siano passati 20 anni da quel periodo, non è ancora riuscito a scollarselo di dosso. E l’unico modo per fare qualcosa di diverso è adattare un racconto di Raymond Carver per il teatro, cosa che invece lo farà scontrare con i suoi demoni interiori. Alejandro Gonzales Inarritu ha deciso di affidare questo ruolo a Michael Keaton, in quella che è probabilmente l’interpretazione più autobiografica della sua carriera. Certo, magari l’attore americano non ha mai avuto voci alla Batman che risuonavano nella sua testa, figlie in rehab o giovani attrici con cui ha avuto relazioni che passano velocemente a lesbicheggiare con le altre co-star, ma è innegabile che la maggior parte del pubblico lo ricordi per essere stato il primo uomo pipistrello, analogamente a quanto accade al suo Riggan Thomson.

Keaton offre una performance attoriale davvero pazzesca, ma non è il solo del cast a darsi da fare, visto che chiunque, da Edward Norton a Zach Galfianakis, da Emma Stone a Naomi Watts, si impegna tantissimo. Virtuoso della macchina da presa, Inarritu (con la collaborazione di Emmanuel Lubezski, direttore della fotografia anche di Gravity) gira l’intero film in piano sequenza, staccando ovviamente tra una scena e l’altra, ma coinvolgendo lo spettatore e permettendogli di immedesimarsi ancora di più in quanto viene raccontato. Ci sono tanti riferimenti alla realtà, al cinema hollywoodiano contemporaneo (il bellissimo dialogo iniziale in cui sono citati Fassbender e Jeremy Renner ne è un esempio), ma allo stesso tempo ci sono tante concessioni ai sogni e ai pensieri, che danno origine alle sequenze più spettacolari e allo stesso tempo poetiche. Certo, ogni tanto si perde qualche punto di riferimento durante le divagazioni del protagonista, ma metabolizzando quanto si è visto tutto torna perfettamente. Birdman non è un film facile, ma al termine delle due ore vi lascerà davvero soddisfatti, visto che regia, sceneggiatura e recitazione sono ai massimi livelli. Negli USA esce a ottobre, ma per l’Italia dovrete purtroppo aspettare febbraio 2015.

Il mio 2013: bilanci e speranze

2013

Mancano poco più di 24 ore alla fine dell’anno e, come capita sempre in questo periodo, è il momento di tirare le somme dei 12 mesi appena trascorsi.

Come capita ormai da qualche anno, questi sono anche i giorni dello State of the Union, il lunghissimo post in cui faccio un bilancio dell’anno che sta per finire. Un po’ di auto-analisi che non guasta mai e che, ho notato, ha sempre un ottimo numero di lettori. Lo trovate qui.

Nel frattempo, a me non rimane che augurarvi un buon anno, oltre che di passare un bel capodanno. Ci si rilegge nell’anno nuovo! :)

Il mio 2012: consapevolezze e bilanci

2012

Beh, siamo così arrivati all’ultimo giorno del 2012. Il mondo non è finito e siamo ancora tutti vivi e vegeti. Devo dire che per il sottoscritto, quest’anno non è andato affatto male.

Raramente parlo della mia vita su questo blog, però voglio sfruttare questo 31 Dicembre e per linkarvi un post che ho scritto sull’altro spazio in rete su cui posto ogni tanto qualche riflessione molto personale, il mio Tumblr.

Come dodici mesi fa, ho scritto un lunghissimo post sul mio 2012, su quel che ho fatto, su quel che ho vissuto, su quel che ho imparato e su quel che ho capito. Se avete voglia di leggerlo, lo trovate qui.

Nel frattempo, a me non rimane che augurarvi un buon anno, oltre che di passare un bel capodanno. Ci si rilegge nell’anno nuovo! :)

M-Review: National Theatre Live: Frankenstein

Non sono mai stato un gran appassionato di teatro, però va detto che, se vivessi a Londra o a New York, probabilmente lo frequenterei più del cinema. Quando si va a scorrere la lista degli spettacoli presenti in queste città, si può notare quanti attori celebri per le loro interpretazioni cinematografiche siano in realtà anche protagonisti di svariate piece teatrali (per farvi un esempio, con Scarlett Johansson a fare da protagonista della Gatta Sul Tetto Che Scotta, probabilmente sarei a teatro almeno due volte al giorno). Mesi fa ho avuto modo di vedere, per caso, il trailer di National Theatre Live: Frankenstein, riproposizione cinematografica dello spettacolo teatrale che Danny Boyle, regista di Trainspotting e 28 Giorni Dopo, ha diretto al National Theatre di Londra all’inizio del 2011. La peculiarità di questa piece, adattamento del romanzo di Mary Shelley, sta nei ruoli interpretati dai due attori protagonisti, Jonny Lee Miller e Benedict Cumberbatch. Entrambi, infatti, vestono i panni sia del Dottor Frankenstein che della creatura, ma a giorni alterni: quando Miller fa il dottore, Cumberbatch è il mostro, mentre il giorno successivo i ruoli si invertono.

Nexo Digital ha deciso di portare in Italia questa opera, in una serie di cinema selezionati sparsi un po’ per tutta la penisola, in lingua originale con i sottotitoli in inglese. Da quel che ho capito, l’unica versione proiettata è stata quella che ho visto anch’io, con lo Sherlock americano* (ed ex-marito di Angelina Jolie) nei panni del dottore e lo Sherlock made in BBC* in quelli della creatura. Visto che il National Theatre non pare interessato al riversamento in DVD/BluRay della piece, difficilmente noi italiani riusciremo a vedere l’altra versione. Nonostante questo, devo dire che la visione è stata alquanto soddisfacente. La storia è leggermente diversa da quella che conosciamo, ma la cosa non si nota: sia Miller che Cumberbatch, soprattutto il secondo, sono straordinariamente bravi nei loro ruoli. Il futuro Smaug dello Hobbit conferisce un’incredibile umanità alla creatura, caratteristica che non ho mai visto così spiccata negli altri adattamenti. A parte Naomie Harris (007: Skyfall, 28 Giorni Dopo e gli ultimi Pirati dei Caraibi), non ci sono altri volti noti nello spettacolo. La colonna sonora è invece, ovviamente, dei preferiti di Boyle, quegli Underworld che gli hanno anche musicato la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Londra. Non so se farete ancora in tempo a vederla (qui trovate l’elenco delle proiezioni), ma nel caso, correte al cinema. Nonostante il biglietto costi 10 €, ne vale davvero la pena.

*Benedict Cumberbatch interpreta Sherlock Holmes nell’acclamatissima mini-serie targata BBC, mentre Jonny Lee Miller veste i panni di Holmes nel clone americano della serie, quella Elementary cominciata negli USA da un mesetto. Maggiori info qui.