M-Review: Ogni Maledetto Natale

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In un panorama cinematografico desolato come quello italiano, qualsiasi cosa sfornata dal trio creativo dietro a quel capolavoro di serie TV che risponde al nome di Boris, viene vista più o meno come l’avvento dei messia della commedia, grazie alla loro capacità di prendere un genere e di decostruirlo in maniera tale da crearne un’esilarante parodia. Il suo trailer ha venduto Ogni Maledetto Natale come la loro versione delle tipiche commedie natalizie che, purtroppo, portano un sacco di gente in sala. L’incipit è uno di quelli tipici del genere: due ragazzi (Alessandro Cattelan e la splendida Alessandra Mastronardi) di diversa estrazione sociale che si conoscono un giorno per caso e si innamorano l’uno dell’altra alla velocità della luce. Poi capita che la ragazza chieda a lui di passare la vigilia di Natale a casa della sua famiglia, in un casolare sperduto nelle campagne della Tuscia. Ed è qui che comincia la tragedia e, quindi, nel nostro caso, si comincia a ridere.

L’idea geniale del trio Vendruscolo/Ciarrapico/Torre è stata quella di prendere un gruppo di attori, la quasi totalità proveniente da Boris (Pannofino, Sartoretti, Caterina e Corrado Guzzanti) o dalla loro precedente sit-com Buttafuori (Giallini, Mastandrea), con l’aggiunta di una favolosa Laura Morante e del corpulento Stefano Fresi (Smetto Quando Voglio) e di fargli interpretare sia la famiglia di lei, i provinciali e campagnoli Colardo e quella di lui, i ricchissimi e surreali Martinelli Lops, parodia non troppo celata delle famiglie stile-Agnelli o simili. Sono tutti fantastici, in particolare Guzzanti e Mastandrea, che sono i depositari delle battute migliori e dei personaggi più esilaranti, in grado di provocare risate ogni volta che compaiono in scena. Se nella prima parte ci si sganascia per il contrasto tra l’urbano e borghese Cattelan e la terribile famiglia di lei, nella seconda parte il focus si sposta sulle vicende interne al clan, con un tipo di commedia molto meno immediata e che purtroppo non fa ridere come dovrebbe, nonostante alcuni momenti letteralmente da pancia in mano. Il risultato è un film che dà una sensazione di incompiuto e che avrebbe potuto far ridere molto di più, ma per colpa di una sceneggiatura un po’ svogliata, in alcuni momenti (quante volte avranno premuto F4?), cala parecchio di ritmo. La scelta di Cattelan, poi, è inspiegabile, visto che il conduttore alessandrino recita come se stesse presentando una puntata di X-Factor, con un tono totalmente monocorde. A Milano si dice “Ofelé fa el to mesté” e mi sento di sposare pienamente questo proverbio, nel suo caso. Nonostante i difetti, Ogni Maledetto Natale è un film da andare a vedere, se non altro per cercare di convincere i produttori italiani a investire molto di più su prodotti di questo tipo.

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