Archive for December 29, 2014

M-Review: Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate

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Ecosì, dopo due lunghi anni, siamo giunti al termine della seconda trilogia tolkeniana. Lo Hobbit: La Battaglia delle Cinque Armate è senza dubbio il miglior film del trittico dedicato al prequel del Signore degli Anelli, ma come gli altri due soffre di non pochi problemi. D’altronde, adattare su tre film un libercolo breve e non troppo denso di eventi…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Lega Nerd all’indirizzo: https://leganerd.com/2014/12/26/lo-hobbit-la-battaglia-delle-cinque-armate/

M-Review: L’Amore Bugiardo-Gone Girl

GoneGirl

Riuscire a creare un thriller da due ore e mezza di durata in grado di tenere attaccati alla poltrona fino alla fine non è assolutamente impresa facile. David Fincher ci è riuscito, prendendo un libro di discreto successo, facendo scrivere la sceneggiatura alla stessa autrice e mettendo in scena la più lucida disamina della vita di coppia mai vista sullo schermo. Tutto comincia con la scomparsa di una donna da una piccola cittadina del Missouri, una moglie all’apparenza perfetta e senza scheletri nell’armadio. Un evento che in realtà è un MacGuffin per introdurre lo spettatore in una vicenda con colpi di scena continui, in cui nulla è scontato, ma su cui non si può dire di più per evitare di cadere nei famigerati spoiler (a me non frega niente, detto tra noi, ma la gente nel 2014 si infervora ancora quando qualcuno gli svela come finisce un film, un videogioco o un libro… mah!).

Ben Affleck è perfetto per interpretare il tipico ciccisbeo della provincia americana, schiavo degli eventi e apparentemente privo di carisma, massimo sospettato per la scomparsa della moglie. Davvero brava, come sempre d’altronde, Rosamund Pike, visto che il suo è il personaggio più complesso e difficile dell’intero film. Molto valido anche l’intero cast di comprimari, tra cui si segnalano un inedito Neil Patrick Harris e la poco conosciuta Carrie Coon, che avevamo già avuto modo di ammirare nella prima serie di The Leftovers. Da notare anche la fantastica colonna sonora del duo Trent Reznor/Atticus Ross, ormai collaboratori fissi di Fincher e gli altissimi valori tecnici, con la fotografia di Jeff Croneweth, altro fedelissimo del regista, che si meriterebbe qualche premio. Peccato non poter approfondire maggiormente la trama, ma vi assicuro che uscirete dal cinema davvero soddisfatti e tutto quel che vedrete vi aiuterà a riflettere molto, se avete una relazione, sul vostro rapporto di coppia.

Nota finale sulla distribuzione: l’Italia è proprio un paese diverso dal resto del mondo. Qui si spostano film dal Natale per paura di farli cannibalizzare dai cinepanettoni, ma si posticipano incomprensibilmente altri film, previsti inizialmente in contemporanea mondiale, per farli uscire a Natale. L’Amore Bugiardo è l’unica proposta natalizia fuori dal coro e forse è questa l’unica motivazione plausibile per i 3 mesi di ritardo rispetto alla release americana.

M-Review: Big Hero 6

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Da quando Disney ha acquisito Marvel, una delle cose che i fan vorrebbero più di ogni altra cosa è l’unione tra il marchio fumettistico e il mondo Pixar, un connubio potenzialmente esplosivo per ogni appassionato di cinema, animazione o fumetti. Questa opzione, però, non sembra essere nei piani di casa Disney, che ha relegato i principali personaggi Marvel, per quanto riguarda i cartoni, alle svariate serie che manda in onda sui suoi canali satellitari e via cavo

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Lega Nerd all’indirizzo: https://leganerd.com/2014/12/07/big-hero-6-la-recensione/

M-Review: Ogni Maledetto Natale

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In un panorama cinematografico desolato come quello italiano, qualsiasi cosa sfornata dal trio creativo dietro a quel capolavoro di serie TV che risponde al nome di Boris, viene vista più o meno come l’avvento dei messia della commedia, grazie alla loro capacità di prendere un genere e di decostruirlo in maniera tale da crearne un’esilarante parodia. Il suo trailer ha venduto Ogni Maledetto Natale come la loro versione delle tipiche commedie natalizie che, purtroppo, portano un sacco di gente in sala. L’incipit è uno di quelli tipici del genere: due ragazzi (Alessandro Cattelan e la splendida Alessandra Mastronardi) di diversa estrazione sociale che si conoscono un giorno per caso e si innamorano l’uno dell’altra alla velocità della luce. Poi capita che la ragazza chieda a lui di passare la vigilia di Natale a casa della sua famiglia, in un casolare sperduto nelle campagne della Tuscia. Ed è qui che comincia la tragedia e, quindi, nel nostro caso, si comincia a ridere.

L’idea geniale del trio Vendruscolo/Ciarrapico/Torre è stata quella di prendere un gruppo di attori, la quasi totalità proveniente da Boris (Pannofino, Sartoretti, Caterina e Corrado Guzzanti) o dalla loro precedente sit-com Buttafuori (Giallini, Mastandrea), con l’aggiunta di una favolosa Laura Morante e del corpulento Stefano Fresi (Smetto Quando Voglio) e di fargli interpretare sia la famiglia di lei, i provinciali e campagnoli Colardo e quella di lui, i ricchissimi e surreali Martinelli Lops, parodia non troppo celata delle famiglie stile-Agnelli o simili. Sono tutti fantastici, in particolare Guzzanti e Mastandrea, che sono i depositari delle battute migliori e dei personaggi più esilaranti, in grado di provocare risate ogni volta che compaiono in scena. Se nella prima parte ci si sganascia per il contrasto tra l’urbano e borghese Cattelan e la terribile famiglia di lei, nella seconda parte il focus si sposta sulle vicende interne al clan, con un tipo di commedia molto meno immediata e che purtroppo non fa ridere come dovrebbe, nonostante alcuni momenti letteralmente da pancia in mano. Il risultato è un film che dà una sensazione di incompiuto e che avrebbe potuto far ridere molto di più, ma per colpa di una sceneggiatura un po’ svogliata, in alcuni momenti (quante volte avranno premuto F4?), cala parecchio di ritmo. La scelta di Cattelan, poi, è inspiegabile, visto che il conduttore alessandrino recita come se stesse presentando una puntata di X-Factor, con un tono totalmente monocorde. A Milano si dice “Ofelé fa el to mesté” e mi sento di sposare pienamente questo proverbio, nel suo caso. Nonostante i difetti, Ogni Maledetto Natale è un film da andare a vedere, se non altro per cercare di convincere i produttori italiani a investire molto di più su prodotti di questo tipo.

T-Review: Sony Walkman NZ-WS613

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Il Walkman di Sony è stato uno dei prodotti simbolo degli anni ’80 e ’90: portarsi la musica in giro, sia in cassetta che in CD, significava possedere un prodotto della famiglia o, comunque, qualcosa di simile. Il Walkman è stato per la musica “fisica” (passatemi il termine) quello che iPod è stato per la musica digitale. Il lettore portatile della Mela è stato il prodotto che l’ha scalzato dall’immaginario collettivo e che ha costretto Sony a ripensare la propria strategia nell’ambito della “portable music“, portandola a proporre dispositivi dalle caratteristiche molto peculiari, in grado di andare a conquistare nicchie di mercato specifiche dove un prodotto “generalista” come iPod non può arrivare.

L’NZ-WZ613 è il prodotto con cui Sony vuole rivitalizzare il brand Walkman. Si tratta di un auricolare in-ear senza fili, Bluetooth e con una memoria interna di 4 Gb. Qual è la sua peculiarità? Andate in piscina ma vi annoia nuotare sentendo solo il vociare degli altri occupanti oppure il silenzio ovattato di quando siete sott’acqua? Con questo Walkman potrete tranquillamente ascoltare musica mentre nuotate, con la testa sott’acqua. Il dispositivo è completamente waterproof e grazie alla sua conformazione e agli auricolari in-ear, resterà attaccato alla testa, senza muoversi e permettendovi di nuotare senza alcuna preoccupazione, ma con un bel sottofondo musicale.

SonyNWZWS613

Questa sua caratteristica lo rende perfetto anche per i runner come il sottoscritto: non vogliamo tra le scatole i fili delle cuffie mentre corriamo e desideriamo qualcosa che rimanga ben fisso alle orecchie e non debba essere sistemato ogni 10 secondi. Vi basterà indossare l’NZ-WS613 per risolvere il problema.

Come detto prima, il prodotto dispone del supporto Bluetooth, cosa che vi permetterà di collegarlo al telefono e di ascoltare la musica presente al suo interno o in streaming attraverso Spotify, Deezer e compagnia bella. Quando sarete sott’acqua, però, il Bluetooth non funzionerà e dovrete utilizzare la memoria interna (ma tranquilli, in 4 Gb ce ne stanno tantissimi di mp3). Siccome i controlli sulle cuffie non sono propriamente accessibili mentre si è impegnati a nuotare, avrete a disposizione un piccolo telecomando a forma di anello, anche questo subacqueo, che dovrete mettere su un dito della mano e con cui potrete controllare la riproduzione della musica mentre siete in acqua. Bello, no? Inutile dire che vi sarà molto utile anche durante una corsa, con il telefono collegato, visto che i controlli su di esso non sono proprio pratici mentre si corre.

Walkman

Caricare la musica sulla memoria interna è molto semplice: attaccate il dispositivo con il suo cavo USB al computer, poi spostate semplicemente i file all’interno della cartella Music, oppure utilizzate il software (disponibile sia per PC che per Mac) per fare drag ‘n’ drop delle canzoni e vederle spostare automaticamente dove necessario. Per controllare il contenuto da smartphone o tablet, invece, scaricate dagli store (iOS/Android) l’applicazione gratuita SongPal, dalla quale potrete accedere anche a impostazioni avanzate come l’equalizzatore e altri parametri relativi all’audio.

La qualità sonora è veramente buona e le cuffie vi avvolgeranno totalmente i padiglioni auricolari, isolandovi dall’esterno e permettendovi di ascoltare la vostra musica preferita senza rumori e interferenze.

Personalmente, come avrete capito dalla recensione, ho trovato il Walkman NZ-WS613 un prodotto perfetto per le mie esigenze. Non sono un nuotatore (non nuoto né in mare né in piscina ormai dal 1997), ma sono un runner e poter disporre di una cuffia comoda, avvolgente, con un’ottima qualità sonora, che resta fissa alle orecchie e si collega facilmente allo smartphone, mi ha risolto un problema che andava avanti da mesi, quello di avere una cuffia con fili che mi provocava più fastidi che altro.

Certo, non è così economico come un paio di auricolari, ma si tratta chiaramente di un prodotto molto diverso. Se volete farvi un bel regalo di Natale, lo trovate su Amazon con più del 20% di sconto (di listino costa 150 €, adesso è a 112 €).