M-Review: Dracula Untold

Dracula

Ritengo che rivisitare storie celebri, grandi classici della letteratura e del cinema che fanno parte della nostra cultura, non sia affatto un male. Il tempo passa e, se si vogliono riproporre determinati personaggi, è giusto cambiare un po’ le carte in tavola. Il revisionismo storico, dopo aver reso Maleficent un personaggio positivo, è arrivato al principe delle tenebre. In Dracula Untold, il principe Vlad Tepes è diventato un uomo che sceglie di passare al lato oscuro per proteggere moglie, figlio e il suo popolo dalle scorribande dei turchi guidati da Maometto II, ma che gli eventi trasformeranno in quello che è il mostro che tutti conosciamo. Nato come Dracula Year Zero, il cui script gira in rete ormai da diversi anni, il film è stato soggetto a una pratica tornata pericolosamente in vigore a Hollywood di recente, quella del completo rimaneggiamento in post-produzione, con trame cambiate, attori totalmente eliminati in fase di montaggio e chi più ne ha più ne metta. Ed è così che l’avventura del principe è stata semplificata per venire incontro alle ridotte facoltà mentali del pubblico americano.

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Alcuni dei personaggi che incontrava nella sua avventura (e apparsi pure nel trailer qua sopra), interpretati da Charlie Cox e Samantha Barks, sono completamente svaniti ed è stato aggiunto quello che i titoli definiscono “Master Vampire“, interpretato da un Charles Dance tornato profondamente in auge grazie a Game of Thrones, vero deus ex machina della storia e probabile motore di quello che sarà il Monster Universe in stile Marvel di casa Universal (la scena finale, girata un paio di mesi prima dell’uscita, serve proprio a questo). Luke Evans ha il physique-du-role da action hero, Sarah Gadon è leggiadra e bella come non mai, Dominic Cooper aggiunge un altro cattivo alla sua filmografia e il giovane Art Parkinson, anche lui visto in GoT, è forse la sorpresa più interessante a livello di cast. È il film? Tutta la parte iniziale funziona, ma dal momento della bevuta del sangue in poi si nota il continuo e perdurante taglia e cuci (il regista, il debuttante irlandese Gary Shore, proveniente dalla pubblicità, si è probabilmente limitato a eseguire ordini provenienti dall’alto). Scene che durano pochissimo, buchi di trama clamorosi, momenti topici risolti in quattro e quattr’otto e, come detto prima, una coda finale che fa sembrare tanto questo Dracula il Captain America dell’universo mostruoso della major americana. Ci si lamenta di film che durano troppo e meriterebbero tagli, mentre per Dracula Untold capita l’esatto contrario: dura 84 minuti, titoli di coda esclusi e servirebbe un’altra mezz’ora, quella finita nel cestino, per non far sembrare tutto così frettoloso e confuso. I risultati al botteghino, buoni anche se non esaltanti, indicano che nonostante tutto Universal ci ha preso: il film è stato massacrato, ma il pubblico pare non curarsene. Personalmente non ho apprezzato Dracula Untold, ma non mi sento di sconsigliarvene la visione. A voi la scelta.

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