Archive for November 18, 2014

M-Review: Clown

clown

Di Clown avevo sentito parlare per la prima volta un paio di anni fa, quando avevo letto che Eli Roth aveva intenzione di produrre un film tratto da un finto trailer comparso su YouTube. Scomparso totalmente dal radar, Clown mi si è riproposto qualche settimana fa, al cinema, sotto forma di un vero trailer che ne annunciava l’uscita italiana, in anteprima mondiale, per il 13 novembre. Solitamente, questo non indica nulla di buono, ma le immagini hanno comunque suscitato la mia curiosità e mi hanno spinto a sborsare 5,50 € per andarlo a vedere. La storia, molto semplice e lineare, è quella di un padre di famiglia che si traveste da clown per sostituire il pagliaccio ospite della festa di compleanno del figlioletto. Peccato che il vestito e la maschera che indosserà siano in realtà quelle di un demone mangia-bambini, che pian piano lo trasformeranno in un mostro.

Diretto dal debuttante Jon Watts, regista e protagonista del finto trailer di cui sopra, Clown ha come unico volto noto quello di Peter Stormare, mentre i protagonisti sono tutti attori sconosciuti, ma bravi, come dovrebbe essere in tutti gli horror low-budget che si rispettino. Il film ha una prima parte piuttosto classica, dopo la quale comincia a sorprendere, più volte, con idee e soluzioni azzeccate e spesso anche al limite del borderline (e sospetto che sia questo il motivo per cui non ha ancora avuto distribuzione negli USA, nonostante tra i produttori ci siano pure i fratelli Weinstein). Il finale non è quello che vi aspettereste, ma allo stesso tempo diventa chiaro quando si capisce che corrisponde alla scelta più “safe”. Ed è un peccato, perché regista e sceneggiatore avrebbero potuto osare di più e procedere verso l’happy ending (una strada molto più truculenta di quanto pensiate), che a mio avviso sarebbe stata la scelta più giusta. Molto bravo lo sconosciuto protagonista Andy Powers, la cui trasformazione nel mostro, aiutata da ottimi effetti di trucco e progressiva perdita di umanità sono davvero eccellenti. Contrariamente a tutte le previsioni, Clown si è rivelato un buon horror, decisamente migliore di gran parte delle proposte di questo genere negli ultimi anni. Certo, come già detto, non mi ha convinto il finale, ma se amate il genere, questo è un film che vi consiglio di andare assolutamente a vedere. Non ve ne pentirete.

M-Review: Interstellar

Interstellar

Se c’è una cosa di cui bisogna dare atto a Christopher Nolan è che, nonostante sia ormai completamente invischiato nei meccanismi hollywoodiani (lapalissiano, con i budget che maneggia), il suo cinema resta una spanna sopra quel che la mecca del cinema produce abitualmente. Interstellar è un film molto più ambizioso di quello che era stato Inception, in grado di far digerire a un pubblico che generalmente si ciba di blockbuster ad alto contenuto di testosterone e poco di materia grigia un meccanismo a incastri tutt’altro che banale. Qui ci sono vera fantascienza, un presente/futuro alternativo in cui la terra è sull’orlo del collasso, missioni spaziali dall’esito tutt’altro che scontato, ma soprattutto il rapporto tra un padre e una figlia che trascende i confini dello spazio e del tempo.

Nolan è rimasto uno dei pochi a fare cinema come una volta, in pellicola, cercando di realizzare gli effetti speciali direttamente in camera (ove possibile) e non soltanto al computer. Sono tutte cose che in Interstellar si vedono eccome ed evidenziano l’ambizione da parte del regista britannico di realizzare un film che unisca autorialità e spettacolarità. Il cast è un ensemble di nomi di un certo spessore, ma tutto si regge sulle spalle di quel Matthew McConaughey che ha scoperto solo da pochi anni di essere un vero attore. Non siamo ai livelli raggiunti con Dallas Buyers Club, ma si prova empatia per quanto sta accadendo grazie alla sua performance. Bravissime anche la piccola Mackenzie Foy (la Renesmee di Twilight) e la splendida Jessica Chastain, due età diverse dello stesso personaggio. Gli altri, invece, da Michael Caine ad Anne Hathaway, da John Lithgow a Matt Damon (ah sì, c’è pure lui), se la cavano bene, ma non in modo da finire negli annali. I due talloni d’Achille sono i dialoghi, spesso un po’ troppo ovvi e forzati e il terzo atto, in cui il film tende a incartarsi su sé stesso, con una conclusione non proprio soddisfacente. Con questo non si vuole dire che Interstellar sia un brutto film (ce ne fossero così), ma che questa volta Nolan è volato troppo in alto ed è lui stesso finito nel wormhole in cui i suoi personaggi si imbattono nel corso della storia. La messa in scena è sontuosa, la regia è eccellente come il cast, ma la sceneggiatura non proprio esaltante lo rende soltanto un buon film e non un capolavoro. Se vi definite appassionati di cinema, non perdete tempo e andate a vederlo.

M-Review: Dracula Untold

Dracula

Ritengo che rivisitare storie celebri, grandi classici della letteratura e del cinema che fanno parte della nostra cultura, non sia affatto un male. Il tempo passa e, se si vogliono riproporre determinati personaggi, è giusto cambiare un po’ le carte in tavola. Il revisionismo storico, dopo aver reso Maleficent un personaggio positivo, è arrivato al principe delle tenebre. In Dracula Untold, il principe Vlad Tepes è diventato un uomo che sceglie di passare al lato oscuro per proteggere moglie, figlio e il suo popolo dalle scorribande dei turchi guidati da Maometto II, ma che gli eventi trasformeranno in quello che è il mostro che tutti conosciamo. Nato come Dracula Year Zero, il cui script gira in rete ormai da diversi anni, il film è stato soggetto a una pratica tornata pericolosamente in vigore a Hollywood di recente, quella del completo rimaneggiamento in post-produzione, con trame cambiate, attori totalmente eliminati in fase di montaggio e chi più ne ha più ne metta. Ed è così che l’avventura del principe è stata semplificata per venire incontro alle ridotte facoltà mentali del pubblico americano.

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Alcuni dei personaggi che incontrava nella sua avventura (e apparsi pure nel trailer qua sopra), interpretati da Charlie Cox e Samantha Barks, sono completamente svaniti ed è stato aggiunto quello che i titoli definiscono “Master Vampire“, interpretato da un Charles Dance tornato profondamente in auge grazie a Game of Thrones, vero deus ex machina della storia e probabile motore di quello che sarà il Monster Universe in stile Marvel di casa Universal (la scena finale, girata un paio di mesi prima dell’uscita, serve proprio a questo). Luke Evans ha il physique-du-role da action hero, Sarah Gadon è leggiadra e bella come non mai, Dominic Cooper aggiunge un altro cattivo alla sua filmografia e il giovane Art Parkinson, anche lui visto in GoT, è forse la sorpresa più interessante a livello di cast. È il film? Tutta la parte iniziale funziona, ma dal momento della bevuta del sangue in poi si nota il continuo e perdurante taglia e cuci (il regista, il debuttante irlandese Gary Shore, proveniente dalla pubblicità, si è probabilmente limitato a eseguire ordini provenienti dall’alto). Scene che durano pochissimo, buchi di trama clamorosi, momenti topici risolti in quattro e quattr’otto e, come detto prima, una coda finale che fa sembrare tanto questo Dracula il Captain America dell’universo mostruoso della major americana. Ci si lamenta di film che durano troppo e meriterebbero tagli, mentre per Dracula Untold capita l’esatto contrario: dura 84 minuti, titoli di coda esclusi e servirebbe un’altra mezz’ora, quella finita nel cestino, per non far sembrare tutto così frettoloso e confuso. I risultati al botteghino, buoni anche se non esaltanti, indicano che nonostante tutto Universal ci ha preso: il film è stato massacrato, ma il pubblico pare non curarsene. Personalmente non ho apprezzato Dracula Untold, ma non mi sento di sconsigliarvene la visione. A voi la scelta.