M-Review: Transformers 4: L’Era dell’Estinzione

Transformers4

Michael Bay, lo sai che ti adoro. Lo sai che ho visto The Rock più di 90 volte (anche se non è il mio film preferito), che Armageddon e Bad Boys II li vedo quando sono giù di morale e ho bisogno di divertirmi e che trovo sia The Island che Pain & Gain dei film tremendamente sottovalutati. Se c’è una cosa che non ti ho mai perdonato, oltre a Pearl Harbor, c’è tutta la prima trilogia dei Transformers. Va bene gli incassi, va bene i soldi facili, ma stare dietro a questi robottoni non ti è mai stato congeniale. Certo, il tuo stile si vede tutto, ma le sceneggiature non ti permettono di mostrare davvero quello che sai fare quando dietro c’è una scrittura degna di tale nome (certo, è anche colpa tua che non fai molto per opporti). Speravamo che, come avevi dichiarato, mollassi questa saga, ma invece sei tornato per acclamazione popolare a dirigere Transformers 4: L’Era dell’Estinzione. Questa volta ci sono un inventore (Mark Wahlberg, LOL) con figlia 17enne a carico (la gnocchissima e 19enne Nicola Peltz), un cacciatore di taglie alieno e un uomo d’affari che ha scoperto il Transformium, la molecola alla base delle trasformazioni ma non si capisce da che parte sta.

Ah, poi ovviamente ci sono tutti gli Autobot, qualche traccia di Decepticon e pure i Dinobot (anche se solo per due minuti alla fine), oltre a un sacco di personaggi inutili. Perché senza questi ultimi sarebbe impossibile riuscire ad allungare il brodo per ben 2 ore e 45 di nulla, in cui Bay salta di palo in frasca fregandosene totalmente di buchi di sceneggiatura così grandi da farci passare Optimus Prime in tutta tranquillità. Certo, ci sono le trasformazioni, le esplosioni, i soliti dialoghi perfetti per un bimbo di 10 anni e le classiche inquadrature altezza lato B del regista americano (solo che la Peltz è molto più giovane di tutte le sue omologhe del passato). Ma si respira pure un senso di noia e di “ma quando finisce sta roba?” e pure gli effetti speciali non sono così impeccabili come sempre. A essere onesti bisognerebbe pure dire che Bay muove la camera con molta più calma rispetto al solito, probabilmente a causa delle cineprese IMAX che lo limitano fortunatamente nel movimento e che Stanley Tucci è l’unico attore che non ne esce con le ossa rotte (ma questa è un po’ una costante di tutti i Transformers, in cui di solito a salvarsi sono solo i veri attori). Il punto è che Transformers 4, nonostante gli incassi abbiano sfracellato i record dei precedenti un po’ in tutto il mondo, Cina in primis, è davvero una cagata pazzesca. Se i primi tre film avevano qualche elemento di redenzione, qui invece siamo davvero al disastro più totale. Nota di merito finale per il cinema UCI Romagna di Savignano, che l’ha proiettato in lingua originale in una delle sue sale per un intero weekend di fine luglio. Vuoi per il periodo vacanziero, vuoi perché c’era bel tempo, ero da solo in sala. Speriamo che i risultati scoraggianti non li facciano demordere e comincino a proporre proiezioni di questo tipo anche in altri momenti dell’anno.

One comment

  1. […] ricche, forse troppo per i gusti degli spettatori, che preferiscono cose decisamente più light (se Transformers 4 passa il miliardo di dollari di incassi worldwide, un motivo c’è). Jupiter Ascending è il […]

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