M-Review: Dawn of the Planet of the Apes (Apes Revolution: Il Pianeta delle Scimmie)

DawnApes

Rise of the Planet of the Apes è stato la sorpresa cinematografica dell’estate 2011. Nessuno avrebbe scommesso mezzo cent su questo reboot, soprattutto dopo il disastroso remake targato Tim Burton, ma la trasformazione del tutto in una origin story e lo spostamento del focus dagli umani alle scimmie hanno reso il film un ottimo nuovo inizio per questa saga. Dawn of the Planet of the Apes si svolge dieci anni dopo le vicende narrate nel primo episodio: il virus che ha reso intelligenti i primati ha decimato la razza umana e i pochi sopravvissuti di San Francisco decidono di provare a trattare con Caesar e il resto delle scimmie, che vivono in pace e tranquillità all’interno della foresta, per accedere a una diga che potrebbe fornire loro nuovamente energia. Non sto a dirvi come procedono le cose perché ci arrivate benissimo da soli (nel caso non troviate la soluzione, magari guardate pure il trailer qua sotto).

Dawn of the Planet of the Apes (mi rifiuto di usare il titolo italiano) ci dimostra che le tecnologie di performance capture sono giunte a livelli impensabili solo 3 anni fa e che le scimmie sono molto più realistiche di qualsiasi attore truccato o animatronico. Il lavoro di Andy Serkis, Toby Kebbell (futuro Doctor Doom dei nuovi Fantastici 4 e qui nei panni del vero villain, il cattivissimo Koba) e degli altri performer è davvero eccellente e continuo a chiedermi perché non si voglia finalmente candidarli a qualche premio importante. Il film scorre via che è un piacere, è ben recitato e, come già detto, eccelle soprattutto dal punto di vista tecnico. Si potrebbe dire che l’unico suo problema è proprio la presenza degli umani: in questo caso sono personaggi davvero inutili, che si comportano quasi sempre in modo stupido e non fanno praticamente nulla per opporsi alle scimmie, se non cose ancora più stupide. Il finale è praticamente un’introduzione a quello che vedremo nell’ovvio terzo episodio (confermato dal gran successo ai botteghini di tutto il mondo) e la speranza è che si arrivi presto a un film in cui non compaia nessun umano. Si potrebbe essere d’accordo con Koba, qui sono gli umani i veri nemici.

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