M-Review: X-Men: Giorni di un Futuro Passato

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X-Men: L’Inizio ha rappresentato la volontà di Fox di far ripartire da zero la sua saga fumettistica più prestigiosa, dopo due ottimi film iniziali e un altro paio di pellicole assolutamente disastrose. Nonostante ci sia un secondo (francamente evitabile) Wolverine di mezzo, X-Men: Giorni di un Futuro Passato è il sequel diretto del reboot, ispirato a un albo molto amato dai fan della serie, che funge da occasione per un vero e proprio passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo cast (un po’ come era successo per Star Trek con il mai dimenticato Generazioni). In un futuro alquanto cupo, in cui i mutanti vengono eliminati senza pietà dalle mostruose Sentinelle, gli X-Men sopravvissuti decidono di mandare Wolverine indietro nel tempo, agli anni ’70, per impedire a Mystique di uccidere lo scienziato Bolivar Trask, responsabile del programma di sviluppo di questi robottoni. Dopo aver abbandonato sciaguratamente la serie poco meno di un decennio fa ed essersi dedicato a pellicole piuttosto mediocri, Bryan Singer torna alla regia della saga, ma il suo lavoro risulta troppo discontinuo, soprattutto a causa di una sceneggiatura piuttosto traballante, che alterna momenti azzeccati a intere sequenze completamente prive di senso.

La scena che ha come protagonista Quicksilver, personaggio che nei fumetti è figlio di Magneto (c’è una battuta molto divertente rivolta ai fan), è girata in modo fantastico, ma il suo mood scanzonato stona completamente rispetto al resto del film, che si prende invece parecchio sul serio. Tutta la parte finale, per esempio, è un gigantesco WTF, in cui il bisogno di creare qualcosa di spettacolare che giustifichi il budget speso cozza pesantemente con la coerenza della storia. Certo, sarà questa d’ora in poi la nuova timeline, ma forse andare a distruggere eventi così importanti raccontati in passato non è stata la scelta più saggia. Il villain, Bolivar Trask, interpretato al suo meglio da Peter Dinklage soffre dello stesso problema della maggior parte dei villain fumettistici degli ultimi anni: non incute alcun timore. Per il resto, nulla da dire sul cast, sia per quanto riguarda i vecchi che per i giovani: Stewart e McKellen sono sempre un piacere, Ellen Page trasforma sempre i miei occhi in cuoricioni (nonostante il coming out), Hugh Jackman recita col pilota automatico, mentre il trio Lawrence/Fassbender/McAvoy è impossibile da mettere in discussione (e Nicholas Hoult sembra un po’ più sicuro e convincente rispetto all’altra volta). Anche i nuovi mutanti introdotti sono aggiunte molto interessanti, ma temo siano un capitolo chiuso, vista l’evoluzione della trama. Per il sottoscritto, X-Men: Giorni di un Futuro Passato è una gigantesca occasione mancata: da una parte ci sono un cast da sogno e una tecnica eccelsa, dall’altra una sceneggiatura sotto le aspettative e una regia che avrebbe potuto risolvere parecchi problemi dello script senza però farlo. Delusione.

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