Se non sai vendere te stesso, non potrai mai vendere nient’altro

VendereSèStessi

Una delle discussioni cicliche che faccio spesso, sia nella vita di tutti giorni che in rete, è quella relativa alle capacità commerciali delle persone, sia per quanto riguarda la vendita classica che per quella, forse più importante, relativa al vendere sé stessi.

E’ una discussione che, solitamente, è strettamente legata a una mia teoria, secondo la quale se non si possiede una determinata abilità o una certa skill non sarà possibile impararla. Ci sono skill che scopriamo di avere subito e altre che sono invece “dormienti” e saltano fuori nel momento in cui decidiamo di impegnarci e di applicarci.

A me è successo con la cucina, per esempio, come dimostrano i post che vedete su questo blog ormai da un paio d’anni. Ho scoperto che mi piaceva, mi sono appassionato e i risultati sono venuti fuori. Con gli strumenti musicali, invece, nonostante l’impegno e l’applicazione, non c’è mai stato verso. Ci ho provato, più volte, ma i risultati erano davvero disastrosi. Mi vien quindi da dire, facendo un paragone con i videogiochi, che la skill “cucinare” faceva parte del gruppo di abilità di cui disponevo (ma era solo a livello 1), mentre la skill “suonare uno strumento” non faceva invece parte di questo pool. E, non essendo presente, non era nemmeno imparabile o perfezionabile.

Trovo che la skill commerciale sia proprio una delle tante che mi manca: non sono né un bravo venditore di me stesso, né di qualsiasi altra cosa. La motivazione l’ho spiegata in una serie di commenti a un post su Facebook che parlava proprio di questo argomento:

Io trovo che per vendere sia necessario mentire e che il concetto di “menzogna” sia estremamente personale. Perché per me la menzogna non è soltanto “ti dico A, ma in realtà è B”, ma anche nascondere o omettere rientrano nella categoria.

E per vendere, spesso si enfatizzano i pregi e si omettono o celano i difetti. Non è una vendita “di rapina” perché non stai dicendo balle in senso lato, ma stai puntando sulle cose positive quando magari ciò che stai tentando di vendere ha anche cose negative, che però ometti, nascondi o riduci di importanza, perché altrimenti non riusciresti a vendere.

Faccio due esempi molto semplici:
– Se un’azienda mi dice che un abbonamento costerà 29,90 € al mese e poi in fattura mensile gli Euro mensili diventano 34,90 €, allora ha detto una menzogna bella e buona.
– Se un’azienda mi dice che un abbonamento costerà 29,90 € al mese, però poi non specifica che questo prezzo promozionale durerà soltanto 6 mesi (per passare a, tipo, 39,90 € al mese) e che le spese di disattivazione abbonamento sono pari a 100 €, non mi ha detto una balla vera e propria, però ha omesso una serie di particolari che avrebbero potuto influire sulla mia scelta e spingermi a non procedere. Non è una menzogna, è una omissione, ma per me sono la stessa cosa.

Approfondisco parlando di una cosa personale: io dico sempre che non riesco a vendere me stesso né sul lavoro, né con le persone, perché mi piace essere trasparente fin da subito, per rispetto nei confronti altrui e per carattere.

Ergo, metto sullo stesso piano pregi e difetti, senza enfatizzare né l’una né l’altra categoria. Il problema è che i difetti vengono sempre percepiti in modo molto peggiore dei pregi, mentre per vendere bene me stesso dovrei puntare sui miei punti di forza e omettere/nascondere/celare i punti deboli. Solo che non ne sono capace.

Ci ho provato, ma per un selezionatore o per chiunque sia abituato a giudicare persone, è facilissimo capire dalle mie microespressioni e dal linguaggio del corpo che non sono a mio agio perché non sono trasparente fino in fondo. E in un mondo come quello odierno, tutto basato sull’apparire e sulla perfezione, che ripudia le imperfezioni, è un grosso limite.

Inutile dire che, se non riesco a vendere me stesso, non potrò mai vendere nient’altro. Non ho questa skill, non fa parte del mio carattere. Se ne facesse parte, anche solo in maniera minimale, potrei migliorarla o perfezionarla (come è stato per la cucina, io fino a 30 anni non avevo mai cucinato nulla), ma se non la possiedo, ritengo di non poterla imparare.
E la cosa si complica perché poi va fortemente a cozzare con quelli che sono i miei principi personali, ossia che non so assolutamente mentire.

A questo punto si potrebbe scatenare un dibattito sulla necessità di doversi comportare in un certo modo, nel mondo odierno, per puro senso di sopravvivenza. Ma per come la vedo io, non trovo che sia logico “peggiorarsi” per ottenere dei risultati. Bisognerebbe mirare sempre a migliorarsi, nella mia ottica.

Però mi rendo conto che è una visione estremamente personale.

Ergo, feel free to discuss (quei nei commenti, su Facebook, su Twitter, dove volete). :)

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