M-Review: Non-Stop

NonStop

Ambientare un film all’interno di un aereo non è certo una novità, è una cosa che capita sin dai tempi dei vari Airport “anno a caso”. Riuscire però a girare un thriller che, nonostante diverse evidenti forzature di sceneggiatura e alcuni momenti WTF riesca comunque a funzionare, non è invece cosa che capita spesso. Squadra che vince non si cambia e, così, dopo aver collaborato nel discreto Unknown: Senza Identità, il regista spagnolo Jaume Collet-Serra e Liam Neeson sono tornati a lavorare insieme con questo Non-Stop. La storia è quella di uno sceriffo dell’aria, interpretato proprio dall’attore irlandese, devastato da problemi familiari e di alcolismo, che su un volo New York-Londra si ritrova oggetto delle attenzioni di un misterioso personaggio, che comunica con lui via messaggistica istantanea e che minaccia di uccidere qualcuno a bordo ogni 20 minuti. L’obiettivo? Farlo passare per un terrorista che sta dirottando l’aereo e uscirne puliti e con 150 milioni di dollari di riscatto in tasca. Nonostante le premesse facessero pensare a una baracconata senza arte né parte, come già accennato prima, Non-Stop riesce a tenere incollati alla poltrona per tutti i suoi 100 minuti di durata.

Merito di un regista che si inventa metodi originali per muoversi all’interno dell’aereo e ricorre a espedienti molto furbi (come la visualizzazione dei messaggi in sovraimpressione, tradotti nella lingua in cui il film è doppiato) per non essere obbligato a inquadrare continuamente cellulari e altri dispositivi elettronici. Il personaggio di Neeson è un parente molto prossimo del Bryan Mills di Taken e dimostra quanto l’attore irlandese sia ormai una action star vera e propria. Interpretazione molto di maniera invece per Julianne Moore, probabilmente il volto più noto di un cast che comprende parecchie facce televisive (Michelle Dockery di Downtown Abbey, Corey Stoll di House of Cards, per citarne un paio) e una Lupita Nyong’o in un ruolo davvero marginale, nonostante il film sia stato girato dopo 12 Anni Schiavo. Compare anche l’italiano Edoardo Costa, che nonostante la condanna per truffa che ha ricevuto dalle nostre parti continua bellamente a recitare all’estero. Mah! Come già all’inizio, la sceneggiatura chiede di ricorrere spesso e volentieri alla sospensione dell’incredulità, soprattutto nel finale, dove parte un pippone psico-politico francamente insensato, ma tutto è cosi ben girato, montato e interpretato che ci si chiude un occhio. Se amate il genere, Non-Stop è una delle migliori proposte in ambito thriller di questo 2014.

Piccola nota a margine: il film è uscito al cinema durante la settimana della Festa del Cinema. La cosa assurda è che non compariva in nessuna lista delle uscite,  non ho mai visto né trailer in sala né locandine e nessuno dei maggiori siti del settore (BadTaste, ScreenWeek, etc) lo ha recensito. L’ho scoperto per caso guardando quali film fossero proiettati nel mio cinema di fiducia. Misteri della distribuzione.

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