M-Review: Godzilla

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La stagione cinematografica estiva è ufficialmente cominciata con The Amazing Spider-Man 2 (che pur avendo incassato discretamente è ben lontano dalle previsioni iniziali, probabilmente perché è un film terribile) e si preannuncia ricca, forse pure troppo, di blockbuster pieni zeppi di effetti speciali. Il reboot di Godzilla targato Legendary/Warner è la seconda proposta di peso di questa stagione, che grazie a una campagna promozionale davvero azzeccata e trailer molto emozionali e d’atmosfera, è riuscita a suscitare un notevole interesse nel pubblico (come testimonia anche il primo weekend di uscita, estremamente superiore alle aspettative). C’è la storia di una famiglia distrutta, nel corso di 15 anni, da una serie di incidenti nucleari che fanno molto Fukushima: il capostipite (Bryan Cranston) è uno scienziato che perde la moglie durante una di queste tragedie e continua a sostenere, per tutto il tempo, che non siano dovute a problemi tecnici, ma a qualcosa di molto più pericoloso che il governo nipponico sta cercando di nascondere.

Che Gareth Edwards fosse un regista di talento lo si era capito dal suo Monsters, realizzato 4 anni fa con un budget ridottissimo ed effetti speciali fatti in casa con Adobe After Effects. La scelta della produzione di affidargli un film da 160 milioni di dollari ha fatto storcere il naso a molti, ma il risultato finale dà ragione a chi gli ha dato fiducia. Questa nuova versione di Godzilla è un monster-movie con una grande atmosfera, dai valori tecnici molto elevati e con sequenze che resteranno nella memoria degli spettatori, dal paracadutaggio dei soldati su una San Francisco distrutta dai mostri a ogni apparizione degli antagonisti MUTO, creature gigantesche e davvero terrificanti. Certo, su due ore di film, il tempo passato sullo schermo dal mostro titolare e dalle altre due creature non supera i 10 minuti, ma non è così fondamentale vederli combattere a lungo. E’ molto interessante vedere che c’è una trama dietro e nonostante Godzilla si veda relativamente poco, ne sia comunque il vero e indiscusso protagonista. Io l’ho definito lo Hulk di Ang Lee dei monster-movie ed è forse per questo che chi si aspettava qualcosa di simile a Pacific Rim, probabilmente ne resterà deluso. Ha i suoi difetti, sia chiaro, ma i pregi sono decisamente superiori. Andate a vederlo!

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