Archive for May 30, 2014

Oggi Cucino Io! #121: Mini Clafoutis di Primavera

Clafoutis

Ammetto la mia ignoranza: prima di fare questa ricetta non avevo la minima idea di cosa fosse il clafoutis. Potrei dire che l’ho percepita come una moda culinaria degli ultimi anni ed è per questo che l’avevo sempre ignorato. Ma nel primo weekend di ritorno dal nuovo lavoro a Milano, ero alla ricerca di qualcosa da fare che fosse un po’ diverso dal solito. Ho preso alcune ricette e le ho rielaborate, sfornando questi mini clafoutis di primavera. Si tratta di un dolce molto facile e veloce da fare, davvero a prova di incapace. Questi sono gli ingredienti che ho utilizzato (per 10 mini clafoutis):

  • 125 g di latte
  • 50 g di zucchero semolato
  • 25 g di farina
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pesca
  • 1 albicocca

Il procedimento è davvero semplice: mettete insieme farina, zucchero e sale, poi aggiungete l’uovo e montate il composto con una frusta, quindi versate anche il latte e continuate a montare finché la pastella non è tutta uniforme e ha un colore giallo tendente al bianco.

Pastella

Prendete uno stampo da muffin come quello della foto sotto, imburrate ogni stampino, tagliate a fettine la pesca e l’albicocca e mettetene qualche pezzo in ciascuno spazio, poi con un mestolo ricopriteli con la pastella, cercando di renderli quanto più possibile uniformi.

Stampo

Il tutto va informato a 200 °C in forno ventilato per 20 minuti. Attenzione, però, perché dopo 15 minuti dovrete tirare fuori lo stampo dal forno e spolverare ogni mini clafoutis con un po’ di zucchero. Dopodiché, accendete il grill per gli ultimi cinque minuti di cottura in modo che lo zucchero possa caramellarsi.

Zucchero

A questo punto, lasciate raffreddare, in modo che i clafoutis diventino più consistenti e poi cominciate a mangiare.

Claf

Buon appetito! :)

M-Review: Godzilla

GodzillaPoster

La stagione cinematografica estiva è ufficialmente cominciata con The Amazing Spider-Man 2 (che pur avendo incassato discretamente è ben lontano dalle previsioni iniziali, probabilmente perché è un film terribile) e si preannuncia ricca, forse pure troppo, di blockbuster pieni zeppi di effetti speciali. Il reboot di Godzilla targato Legendary/Warner è la seconda proposta di peso di questa stagione, che grazie a una campagna promozionale davvero azzeccata e trailer molto emozionali e d’atmosfera, è riuscita a suscitare un notevole interesse nel pubblico (come testimonia anche il primo weekend di uscita, estremamente superiore alle aspettative). C’è la storia di una famiglia distrutta, nel corso di 15 anni, da una serie di incidenti nucleari che fanno molto Fukushima: il capostipite (Bryan Cranston) è uno scienziato che perde la moglie durante una di queste tragedie e continua a sostenere, per tutto il tempo, che non siano dovute a problemi tecnici, ma a qualcosa di molto più pericoloso che il governo nipponico sta cercando di nascondere.

Che Gareth Edwards fosse un regista di talento lo si era capito dal suo Monsters, realizzato 4 anni fa con un budget ridottissimo ed effetti speciali fatti in casa con Adobe After Effects. La scelta della produzione di affidargli un film da 160 milioni di dollari ha fatto storcere il naso a molti, ma il risultato finale dà ragione a chi gli ha dato fiducia. Questa nuova versione di Godzilla è un monster-movie con una grande atmosfera, dai valori tecnici molto elevati e con sequenze che resteranno nella memoria degli spettatori, dal paracadutaggio dei soldati su una San Francisco distrutta dai mostri a ogni apparizione degli antagonisti MUTO, creature gigantesche e davvero terrificanti. Certo, su due ore di film, il tempo passato sullo schermo dal mostro titolare e dalle altre due creature non supera i 10 minuti, ma non è così fondamentale vederli combattere a lungo. E’ molto interessante vedere che c’è una trama dietro e nonostante Godzilla si veda relativamente poco, ne sia comunque il vero e indiscusso protagonista. Io l’ho definito lo Hulk di Ang Lee dei monster-movie ed è forse per questo che chi si aspettava qualcosa di simile a Pacific Rim, probabilmente ne resterà deluso. Ha i suoi difetti, sia chiaro, ma i pregi sono decisamente superiori. Andate a vederlo!

V-Review: Broforce (da fuorigio.co)

BROFORCE

Spesso rifletto su come si è evoluta la storia dei videogiochi e mi ritrovo a pensare che la situazione che si è creata negli ultimi anni era davvero difficile da prevedere. Da una parte giochi con una grafica sempre più fantasmagorica e fotorealistica, mentre dall’altra un ritorno al passato con la pixel art tornata grande protagonista da qualche anno a questa parte, prima su computer e poi, grazie all’avvicinamento tra Sony e gli indie, anche sulle varie console della famiglia PlayStation. E non sono solo coloro che videogiocano da più di due decenni ad aver gradito questo ritorno…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Fuorigio.co all’indirizzo: http://fuorigio.co/2014/05/recensioni/broforce/22685/

Oggi Cucino Io! #120: Tartellette di Grano Saraceno ai Mirtilli

Tartellette

Da quando ho cominciato a mangiare un po’ meno per dimagrire (siamo già a circa 7 kg persi in 2 mesi), ho cominciato a fare qualche prova con farine diverse da quelle classiche e più leggere, anche sui dolci. Tanto, in casa, ci sono 15 tipi differenti di farina, visto che mia madre fa acquisti piuttosto variegati, quindi non è certo un problema provare con qualche ingrediente alternativo rispetto al solito. Per le tartellette di grano saraceno ai mirtilli ho usato questi ingredienti:

  • 250 g di farina di grano saraceno
  • 50 g di farina di riso
  • 125 g di burro
  • 125 g di zucchero a velo
  • 1 uovo
  • 150 g di marmellata di mirtilli
  • Scorza di mezzo limone
  • Un pizzico di sale

Cominciate preparando la pasta frolla: impastate il burro con metà della farina, poi aggiungete lo zucchero a velo, la scorza di limone, il sale e l’uovo. Unite poi il resto delle farine, continuando a impastare finché non avete tra le mani un panetto compatto, che dovrà stare in frigo a riposare per almeno 2 ore.

Impasto

Quando la pasta è pronta, stendetela con uno spessore pari a 4 mm e con un coppapasta create il fondo della tartelletta, da inserire poi all’interno dello stampo che utilizzerete per cuocerle.

Fondo

Con un coppapasta di diametro leggermente inferiore al primo e un’altro molto più piccolo, create il coperchio “bucato” che dovrà chiudere la tartelletta. Non prima, però, di averne riempita ciascuna con un cucchiaino di marmellata ai mirtilli.

Tart

Chiudete le tartellette e infornate in forno ventilato a 180 °C per circa 20 minuti, poi una volta cotte fatele raffreddare e gustatele, magari accompagnate da una bella tazza di té verde.

Finale

Buon appetito! :)

M-Review: Non-Stop

NonStop

Ambientare un film all’interno di un aereo non è certo una novità, è una cosa che capita sin dai tempi dei vari Airport “anno a caso”. Riuscire però a girare un thriller che, nonostante diverse evidenti forzature di sceneggiatura e alcuni momenti WTF riesca comunque a funzionare, non è invece cosa che capita spesso. Squadra che vince non si cambia e, così, dopo aver collaborato nel discreto Unknown: Senza Identità, il regista spagnolo Jaume Collet-Serra e Liam Neeson sono tornati a lavorare insieme con questo Non-Stop. La storia è quella di uno sceriffo dell’aria, interpretato proprio dall’attore irlandese, devastato da problemi familiari e di alcolismo, che su un volo New York-Londra si ritrova oggetto delle attenzioni di un misterioso personaggio, che comunica con lui via messaggistica istantanea e che minaccia di uccidere qualcuno a bordo ogni 20 minuti. L’obiettivo? Farlo passare per un terrorista che sta dirottando l’aereo e uscirne puliti e con 150 milioni di dollari di riscatto in tasca. Nonostante le premesse facessero pensare a una baracconata senza arte né parte, come già accennato prima, Non-Stop riesce a tenere incollati alla poltrona per tutti i suoi 100 minuti di durata.

Merito di un regista che si inventa metodi originali per muoversi all’interno dell’aereo e ricorre a espedienti molto furbi (come la visualizzazione dei messaggi in sovraimpressione, tradotti nella lingua in cui il film è doppiato) per non essere obbligato a inquadrare continuamente cellulari e altri dispositivi elettronici. Il personaggio di Neeson è un parente molto prossimo del Bryan Mills di Taken e dimostra quanto l’attore irlandese sia ormai una action star vera e propria. Interpretazione molto di maniera invece per Julianne Moore, probabilmente il volto più noto di un cast che comprende parecchie facce televisive (Michelle Dockery di Downtown Abbey, Corey Stoll di House of Cards, per citarne un paio) e una Lupita Nyong’o in un ruolo davvero marginale, nonostante il film sia stato girato dopo 12 Anni Schiavo. Compare anche l’italiano Edoardo Costa, che nonostante la condanna per truffa che ha ricevuto dalle nostre parti continua bellamente a recitare all’estero. Mah! Come già all’inizio, la sceneggiatura chiede di ricorrere spesso e volentieri alla sospensione dell’incredulità, soprattutto nel finale, dove parte un pippone psico-politico francamente insensato, ma tutto è cosi ben girato, montato e interpretato che ci si chiude un occhio. Se amate il genere, Non-Stop è una delle migliori proposte in ambito thriller di questo 2014.

Piccola nota a margine: il film è uscito al cinema durante la settimana della Festa del Cinema. La cosa assurda è che non compariva in nessuna lista delle uscite,  non ho mai visto né trailer in sala né locandine e nessuno dei maggiori siti del settore (BadTaste, ScreenWeek, etc) lo ha recensito. L’ho scoperto per caso guardando quali film fossero proiettati nel mio cinema di fiducia. Misteri della distribuzione.

V-Review: Leo’s Fortune (da fuorigio.co)

Leo

Leo’s Fortune è uno di quei giochi mobile che, se fossi un publisher, avrei spinto per veder realizzati anche su console. Questo platform degli svedesi di 1337 & Senri è una piccola gemma che unisce un gameplay immediato e una realizzazione tecnica davvero sontuosa, entrambi degni, come già detto, di un titolo per altri tipi di device. Il protagonista si chiama Leo, una palla di pelo baffuta dall’aspetto simpatico che, un giorno, si sveglia e scopre che qualcuno gli ha rubato tutte le sue ricchezze

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Fuorigio.co all’indirizzo: http://fuorigio.co/2014/05/recensioni/leos-fortune/23193/

Oggi Cucino Io! #119: Pastine alle Fragole

Pastine

Quando mi intestardisco a voler provare una ricetta, non c’è verso di togliermelo dalla testa. Le fragole sono un frutto di questa stagione, il più buono e dolce tra quelli primaverili, ma non si trovano molte ricette di biscotti che le contengono. Questo perché hanno un altissimo contenuto d’acqua e si sa bene che l’accoppiata biscotti/umidità non lega molto. Ho trovato però un modo per renderle più asciutte, senza spadellarle col burro (come si fa di solito con frutti ricchi d’acqua, come ad esempio mele o pere), che mi ha portato a preparare queste pastine alle fragole. Gli ingredienti che ho usato sono:

  • 250 g di farina 00
  • 100 g di zucchero di canna
  • 75 g di zucchero semolato
  • 110 g di burro
  • 1 uovo
  • 150 g di fragole
  • 4 g di lievito per dolci
  • Un pizzico di sale

Togliete la parte verde alle fragole, poi tagliatele a pezzi: più sono piccoli, meglio si distribuiranno nell’impasto. Aggiungete un cucchiaio di zucchero, mescolate e lasciatele riposare.

Fragole

Per quanto riguarda l’impasto, cominciate montando il burro e gli zuccheri con le fruste elettriche, aggiungendo infine l’uovo e continuando a montare finché il composto non è cremoso e omogeneo.

Crema

Aggiungete quindi la farina, il lievito e il sale e impastate per un po’, poi prendete le fragole dalla tazza, asciugatele il più possibile utilizzando qualche foglio di carta assorbente, poi versatele nell’impasto e lavoratelo finché non si sono amalgamate bene. La consistenza sarà piuttosto morbida, visto che comunque il contenuto d’acqua delle fragole, per quanto ridotto, sarà ancora sensibile.

Impasto

Usate due cucchiai o le mani per creare i biscotti, disponendoli sul classico stampo ricoperto di carta forno, abbastanza distanti l’uno dall’altro perché, grazie al lievito, si allargheranno durante la cottura.

Stampo

Infornate a 180 °C in forno ventilato per circa 15 minuti, poi lasciate raffreddare finché non si saranno induriti. Consumateli quanto più velocemente possibile (al massimo in un paio di giorni), perché comunque l’umidità delle fragole, dopo un po’, comincerà inevitabilmente a farsi sentire.

PastineFine

Buon appetito! :)

M-Review: Jack Ryan: L’Iniziazione

JackRyanPoster

Il personaggio di Jack Ryan, creato dalla penna di Tom Clancy, ha cambiato volto quasi quanto James Bond durante i suoi trascorsi cinematografici: un film per Alec Baldwin, due per Harrison Ford e uno per Ben Affleck, tutti solidi e di buon successo. Era inevitabile che, in un’epoca di reboot, non fosse anche lui oggetto della stessa sorte. Dopo essere diventato il nuovo Capitano Kirk, Chris Pine è stato preso per vestire i panni dell’agente della CIA che, in questa nuova storia, comincia la sua carriera spionistica nel periodo dell’11 settembre e, una decina di anni più tardi, si ritrova a dover affrontare un pericolo proveniente dalla Russia, che minaccia l’ordine attraverso spietate operazioni in ambito finanziario. Il successo di Star Trek ha spinto Paramount a seguire la stessa trafila anche con un’altra delle sue property più valide, scegliendo Kenneth Branagh sia dietro che davanti alla macchina da presa (nei panni del cattivo) e inserendo nel cast due volti noti come quelli di Keira Knightley e Kevin Costner.

Il maggior difetto di Jack Ryan: L’Iniziazione è che si tratta di un film senza infamia e senza lode, che intrattiene per un paio d’ore, ma non ha nulla che lo renda particolarmente memorabile. Chris Pine se la cava discretamente bene, è abbastanza scavezzacollo come il suo quasi coetaneo, all’epoca, Ben Affleck e riesce a conferire al personaggio quell’aria da persona normale che lo ha da sempre caratterizzato. Costner ha più senso come mentore che come action hero (di recente ho avuto modo di vedere anche 3 Days to Kill, prodotto da Besson, ancora inedito qua da noi, davvero da mani nei capelli), mentre la Knightley, col suo inusuale accento americano, risulta addirittura meno antipatica del solito. Branagh dirige con piglio sicuro e se la cava anche nel ruolo del villain. Un paio di scene carine ci sono, ma il problema è che lo script è talmente lineare e prevedibile nel suo svolgimento, senza colpi di scena o capovolgimenti di fronte che, come detto inizialmente, lo rendono un compitino ben realizzato ma che non lascia nulla. Nemmeno il botteghino USA lo ha premiato, tanto che l’uscita al cinema in Italia, prevista inizialmente per Gennaio e poi per Marzo, è stata annullata, per farlo uscire in home video la scorsa settimana. Scelta alquanto discutibile, lasciatemi affermare, considerate certe porcate che arrivano sul grande schermo.

Videogiochi, il sesso è ancora tabù (da Wired.it).

MassEffect

I videogiochi vengono ancora visti da molti semplicemente come un prodotto per bambini o per adolescenti. Quante volte ci è capitato di sentirci dire cose del tenore diMa perdi ancora tempo a giocare?” o “Sempre lì a giocare. Cresci un po’”. Cose che non succedono, invece, quando si decide di andare al cinema o si è davanti alla TV per guardarsi l’ultimo episodio di una serie. Quali sono le componenti che rendono più “adulto” un videogioco e che non mancano assolutamente nella settima arte?

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://www.wired.it/gadget/videogiochi/2014/05/02/videogiochi-sesso-tabu/.

Oggi Cucino Io! #118: Frollini al Tè Verde

Biscotti

Era da un po’ che volevo provare a fare i frollini al té verde. Complice questa nuova voglia di salutismo e di dimagrimento, un sabato mattina sono andato a comprarmelo (è un ottimo antiossidante e, in teoria, dovrebbe pure accelerare il metabolismo) e, tornato a casa, mi son messo a fare questi semplici frollini aromatizzati. Gli ingredienti che ho usato sono:

  • 250 g di farina 00
  • 100 g di burro
  • 75 g di zucchero a velo
  • 25 g di zucchero semolato
  • 1 uovo
  • 10 g di té verde
  • 4 g di lievito per dolci
  • Un pizzico di sale
  • Un pizzico di cannella

Lavorate burro, zucchero e té verde con le fruste elettriche, fino a che non si è formata una crema, poi aggiungete l’uovo e continuate a lavorare il composto finché non si è amalgamato per bene.

Parte1

A questo punto, aggiungete la farina, il lievito, il sale e la cannella, impastando finché non avete creato un panetto compatto, che dovrà poi riposare in frigorifero per almeno un’ora.

Parte2

Tirate una sfoglia alta circa 4 mm e con una formina ricavate i biscotti, che andranno disposti sul classico stampo foderato di carta forno.

Stampo

Infornate a 180 °C in forno ventilato per 15/18 minuti, poi lasciateli raffreddare. Se volete, decorate con un po’ di zucchero a velo.

Biscotti

Buon appetito! :)