M-Review: The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro

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Con The Amazing Spider-Man, Sony era riuscita a dare un colpo di spugna all’insopportabile carrozzone targato Sam Raimi, conferendo un taglio più moderno e meno scanzonato alla storia di Peter Parker e del suo alter-ego in calzamaglia. Certo, non era affatto esente da difetti, in primis un villain minaccioso ma assolutamente bidimensionale, ma si lasciava guardare con piacere dall’inizio alla fine. Il film riscuote, ovviamente, un gran successo al botteghino e la major nippo-americana ne manda subito in produzione il sequel. Ciò che va detto fin da subito è che The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro soffre della classica maledizione del secondo capitolo, quella per cui deve essere messa tantissima carne al fuoco: il problema è che praticamente niente viene approfondito e il film sembra un semplice assemblaggio di pezzi messi uno dopo l’altro. Nonostante il chiaro ed esplicito intento della produzione sia quello di creare un universo analogo al Marvel Cinematic Universe, sfruttando tutti i personaggi legati a Spider-Man, si è perso il senso di una storia più ampia che trasudava dal primo episodio e tutti i rimandi al futuro (il film su Venom, quello sui Sinistri Sei e gli altri due sequel già previsti) avvengono attraverso easter eggs o brevi cameo che possono essere colti soltanto dagli appassionati. La scelta di tagliare la scena prevista nei titoli di coda (durante i quali vi troverete un breve clip di X-Men: Giorni di un Futuro Passato, dovuto a un accordo tra Sony e 20th Century Fox) e di tagliare un sacco di cose viste nei trailer o annunciate, come già era successo col primo film, è davvero inspiegabile, soprattutto considerando gli obiettivi di Sony.

E cosa abbiamo quindi in questi estenuanti 142 minuti? Tre villain, uno dei quali apre e chiude la pellicola, mentre per gli altri ci sono due origin story davvero deludenti e dozzinali (Electro è un mix tra L’Enigmista di Batman Forever e il Dr. Manhattan di Watchmen) e sequenze action anche spettacolari da vedere ma davvero povere di contenuti. L’assurdità, poi, è che il villain principale è Harry Osborn/Green Goblin, ma nel titolo viene celebrato Electro, che però ai fini della trama conta come il due di coppe. Tutte queste cose sono gestite così male che si prova molto più interesse nei confronti delle paturnie adolescenziali della coppia Peter Parker-Gwen Stacy, grazie all’incredibile intesa tra Andrew Garfield ed Emma Stone (teoricamente fidanzati anche nella vita reale, ma si sa che a Hollywood anche storie simili potrebbero essere state gestite a livello PR) che per qualsiasi altra cosa messa in scena. Jamie Foxx e Dane DeHaan se la cavano bene col pessimo materiale con cui devono lavorare, soprattutto il secondo, la cui lucida follia pervade anche le scene in cui non è ancora incominciata la sua discesa verso gli inferi. Paul Giamatti si limita a sbraitare con un pesante accento russo e a illudere gli spettatori che si troveranno di fronte a un sequel migliore del primo episodio (vorrei segnalare poi gli occhioni di Felicity Jones, che illumina lo schermo nelle due scene in cui compare e che speriamo di vedere, magari con addosso la tutina attillata di Black Cat, nel terzo episodio). The Amazing Spider-Man 2 è un film disastroso, che riporta questa nuova “serie” dell’Uomo Ragno ai pericolosissimi livelli della trilogia di Raimi. Per carità, i botteghini verranno nuovamente sbancati, ma visto come si erano messe le cose due anni fa, l’involuzione è stata davvero notevole. X-Men, salvateci voi!

One comment

  1. […] stagione cinematografica estiva è ufficialmente cominciata con The Amazing Spider-Man 2 (che pur avendo incassato discretamente è ben lontano dalle previsioni iniziali, probabilmente […]

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