M-Review: The LEGO Movie

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La transizione dal fisico al digitale non è mai cosa facile: dopo alcuni tentativi non proprio azzeccati, LEGO ci è riuscita. La chiave di volta è stata affiancare ai classici mattoncini licenze forti come quelle di Star Wars, Indiana Jones, Marvel e DC Comics, grazie ai quali l’azienda danese ha vissuto una seconda giovinezza, soprattutto in ambito videoludico. Quello che ancora mancava era un film e Warner ha affidato l’arduo compito alla coppia Phil Lord/Chris Miller, capace in passato di brillare sia con l’animazione (Piovono Polpette) che con il live action (21 Jump Street). The LEGO Movie è, come si poteva prevedere, un gigantesco spot per i mattoncini che noi tutti amiamo ma allo stesso tempo anche un film davvero solido, con una sceneggiatura degna di certi lavori Pixar e contenente una serie di critiche sociali e una morale che non è proprio tipico trovare a Hollywood e dintorni. La trama è un patchwork che mette insieme, in maniera eccellente, citazioni dall’immaginario cinematografico, personaggi di ogni genere e un po’ di pubblicità alle creazioni dell’azienda danese (erano anni che non sentivo parlare di Fabuland e dei Duplo, il bimbo che c’è in me ha fatto la ola).

Il film, costato soltanto 60 milioni di dollari, utilizza una tecnica che mescola CG e stop motion classica, decisamente azzeccata, perché sembra proprio di veder prendere vita le costruzioni su cui abbiamo passato anni della nostra esistenza. Lord e Miller hanno infarcito tutto di gag visive esilaranti, personaggi tutt’altro che monodimensionali (nota a margine: il doppiaggio di Batman a opera di Claudio Santamaria ha più senso qui che in tutta la trilogia di Nolan), cameo inattesi e trovate davvero geniali. Il film sarebbe potuto crollare miseramente nel finale, ma tutto va per il verso giusto e in modi che non vi aspettereste nemmeno. Non dico altro perché altrimenti rischio di spoilerare troppo. Come avrete capito, The LEGO Movie mi è piaciuto davvero tantissimo e non vedo l’ora di mettere le mani sul BluRay, quando uscirà, per gustarmelo in lingua originale, visti i nomi di primo piano coinvolti nel doppiaggio. Se quando leggerete questa recensione sarà ancora in sala (considerando gli incassi non proprio esaltanti fatti da queste parti non ci scommetterei), correte a vederlo, perché “è meraviglioso”.

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