M-Review: Need for Speed

NFS

Per quanto i videogiochi mi abbiano dato da mangiare per molto tempo, non sono mai stato un convinto assertore dei loro adattamenti cinematografici. Per carità, ci sono franchise che avrebbero potuto davvero brillare, se fossero stati trattati come si deve: penso a Silent Hill, ma anche a Max Payne, Resident Evil (ce ne fosse uno decente) o Mortal Kombat (per quanto l’originale sia ancora uno dei migliori film tratti da videogioco). Una licenza come Need for Speed può sembrare un errore madornale, ma in realtà, non essendo legata a personaggi e storie precise, fornisce la massima libertà di adattamento ai produttori e agli sceneggiatori. Nonostante il regista abbia affermato fin dal principio che la sua intenzione era quella di realizzare un B-Movie, sulla lunga distanza Need for Speed fallisce anche da questo punto di vista. Le sequenze in macchina sono da applausi a scena aperta, girate con una maestria che non si vedeva da tempo. Effetti speciali prossimi allo zero e stunt fatti come una volta, senza quei movimenti assurdi di telecamera a cui ci hanno abituato Fast & Furious e compagnia bella.

Il problema è che c’è anche il resto e, purtroppo, ce n’è pure molto. I 132 minuti di durata si sentono tutti e, anche se lo sforzo per approfondire i personaggi dovrebbe essere apprezzato, non ci si riesce, a causa di dialoghi terribili e scene lunghissime e prive di senso, che non portano alcun valore aggiunto. Da lodare, invece, il modo in cui gli sceneggiatori hanno infilato le modalità di gioco più significative: ogni inseguimento o gara rispecchia infatti qualcosa che ci è capitato di vedere nei vari NFS. Quel che sorprende ancor più in negativo, però, è la recitazione dei protagonisti, tra i quali si salva solo Imogen Poots (no, non solo perché è bellissima e quegli occhioni blu sono il viatico verso il paradiso). Aaron Paul è incredibilmente monoespressivo, Dominic Cooper è tutt’altro che convincente come villain, mentre gli altri sono praticamente non pervenuti. Anche il piccolo ruolo di Michael Keaton è così sopra le righe da risultare insopportabile. Dal punto di vista tecnico, nulla da dire: ottimi valori produttivi, sequenze in macchina da urlo (come già ribadito) e confezione di gran classe. Ah, anche il 3D è davvero inutile, visto che il film è stato convertito in post-produzione e la profondità di campo viene considerata soltanto in una manciata di scene. Se vi piacciono i macchinoni, le sequenze a tutta velocità vi cattureranno, ma non vedrete l’ora che tutto il resto finisca a una rapidità ancora più supersonica. Occasione sprecata, sul serio.

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