Archive for March 31, 2014

MotoGP 2014, la categoria Open e le novità Ducati (da Wired.it)

simpaticissimoyonny

Il 2014 sarà un anno di cambiamenti per la MotoGP. Da qualche anno, prima in seguito al progressivo abbandono di costruttori storici come Suzuki e Kawasaki, poi per lo spropositato aumento dei costi, il motomondiale non brilla più come una volta. Soprattutto in confronto alla Formula 1, dove c’è un giro di soldi molto superiore. Una serie di fastidi non indifferenti che Dorna, la società spagnola che organizza il mondiale (e gestisce anche, dallo scorso anno, il campionato Superbike), si è trovata a subire. Una situazione scomoda, che ha portato a un sensibile calo di pubblico sia televisivo che in pista.

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://www.wired.it/gadget/motori/2014/03/07/la-motogp-nel-2014-la-categoria-open-e-le-novita-di-ducati/.

Oggi Cucino Io! #112: Lemon Cookies #cristilemoncookies

LemonCookies

Sì, lo so, dalla foto sembrano amaretti, ma in realtà sono dei gustosissimi Lemon Cookies. Si tratta di una ricetta facile e piuttosto veloce, per la quale vanno utilizzati questi ingredienti:

  • 270 g di farina 00
  • 120 g di zucchero semolato
  • 100 g di burro
  • 1 uovo
  • 25 ml di succo di limone
  • Scorza di un limone
  • 4 g di lievito
  • Zucchero a velo/zucchero semolato per copertura

Montate burro e zucchero con i frustini elettrici, poi aggiungete l’uovo, il succo e la scorza di limone. Quindi unite le polveri, impastando a mano.

Impastare

L’impasto risultante sarà piuttosto morbido e dovrà riposare in frigo per almeno un’ora.

Impasto

Una volta che lo avrete tirato fuori dal frigo, fate delle palline (nel mio caso, il peso era di circa 12/13 g l’una) e ricopritele prima di zucchero semolato e poi di zucchero a velo, quindi disponetele sulla teglia abbastanza distanti l’una dall’altra.

Zucchero

A questo punto, infornate a 180° C per 10/12 minuti, poi lasciate raffreddare.

Post-Forno2

Buon appetito! :)

Per dovere di cronaca, ho approfittato di un paio di giorni a Milano per portarli a qualche amico e farglieli assaggiare. I risultati li trovate su Twitter seguendo l’hashtag #cristilemoncookies. :)

M-Review: Need for Speed

NFS

Per quanto i videogiochi mi abbiano dato da mangiare per molto tempo, non sono mai stato un convinto assertore dei loro adattamenti cinematografici. Per carità, ci sono franchise che avrebbero potuto davvero brillare, se fossero stati trattati come si deve: penso a Silent Hill, ma anche a Max Payne, Resident Evil (ce ne fosse uno decente) o Mortal Kombat (per quanto l’originale sia ancora uno dei migliori film tratti da videogioco). Una licenza come Need for Speed può sembrare un errore madornale, ma in realtà, non essendo legata a personaggi e storie precise, fornisce la massima libertà di adattamento ai produttori e agli sceneggiatori. Nonostante il regista abbia affermato fin dal principio che la sua intenzione era quella di realizzare un B-Movie, sulla lunga distanza Need for Speed fallisce anche da questo punto di vista. Le sequenze in macchina sono da applausi a scena aperta, girate con una maestria che non si vedeva da tempo. Effetti speciali prossimi allo zero e stunt fatti come una volta, senza quei movimenti assurdi di telecamera a cui ci hanno abituato Fast & Furious e compagnia bella.

Il problema è che c’è anche il resto e, purtroppo, ce n’è pure molto. I 132 minuti di durata si sentono tutti e, anche se lo sforzo per approfondire i personaggi dovrebbe essere apprezzato, non ci si riesce, a causa di dialoghi terribili e scene lunghissime e prive di senso, che non portano alcun valore aggiunto. Da lodare, invece, il modo in cui gli sceneggiatori hanno infilato le modalità di gioco più significative: ogni inseguimento o gara rispecchia infatti qualcosa che ci è capitato di vedere nei vari NFS. Quel che sorprende ancor più in negativo, però, è la recitazione dei protagonisti, tra i quali si salva solo Imogen Poots (no, non solo perché è bellissima e quegli occhioni blu sono il viatico verso il paradiso). Aaron Paul è incredibilmente monoespressivo, Dominic Cooper è tutt’altro che convincente come villain, mentre gli altri sono praticamente non pervenuti. Anche il piccolo ruolo di Michael Keaton è così sopra le righe da risultare insopportabile. Dal punto di vista tecnico, nulla da dire: ottimi valori produttivi, sequenze in macchina da urlo (come già ribadito) e confezione di gran classe. Ah, anche il 3D è davvero inutile, visto che il film è stato convertito in post-produzione e la profondità di campo viene considerata soltanto in una manciata di scene. Se vi piacciono i macchinoni, le sequenze a tutta velocità vi cattureranno, ma non vedrete l’ora che tutto il resto finisca a una rapidità ancora più supersonica. Occasione sprecata, sul serio.

Non c’è peggior fallito di chi voglia fallire #life

FallitoChiVuolFallire

Tutto è cominciato qualche giorno fa, chiacchierando con ex-colleghi e amici. Son tornato a pensare al passato e ai miei rimpianti per certe idiozie con il gentil sesso. Poi, ho annunciato su Facebook che avrei raccontato queste storielle.

Ed eccole qua:

La prima storia è carina, la seconda è molto più divertente (e ridicola).

Buona lettura. :)

Oggi Cucino Io! #111: Rondelle al Caffé

Rondelle

I vecchi giornali di cucina di mamma, roba che risale agli anni ’80, sono perfetti per trovare ricette non ancora provate. Spesso e volentieri, però, contengono dosi sbagliate: si parla di impasti che dovrebbero essere sodi e compatti, ma quasi sempre c’è un eccesso di liquidi che li rende molli e collosi. In questa ricetta, nella versione “originale”, c’erano pure 50 ml di vino, oltre a un maggiore quantitativo di burro. Se avessi messo tutto così, l’impasto sarebbe stato perfetto per essere usato con il sac à poche. Gli ingredienti che ho usato per queste rondelle al caffé sono:

  • 200 g di farina di mais
  • 100 g di farina 00
  • 125 g di burro
  • 100 g di zucchero semolato
  • 2 uova
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di scorza d’arancia
  • 5 g di caffé solubile

Impastate tutti gli ingredienti, ricordandovi che il caffé deve essere sciolto in un goccio di latte per potersi amalgamare all’impasto.

Impasto

Dividete in due il panetto e preparate due filoni di 3/4 cm di diametro, che dovrete poi mettere in freezer a riposare per mezz’ora.

Filoni

Una volta pronti, tagliate delle rondelle di circa mezzo cm di spessore e disponetele sul solito stampo ricoperto di carta forno.

Taglio

Spolveratele con lo zucchero a velo, quindi infornate a 180 °C, in forno ventilato, per 20 minuti.

Zucchero

Una volta cotti, tirate fuori i biscotti dal forno e lasciateli raffreddare prima di mangiarli, magari pucciati nel latte per colazione o con un po’ di panna come dolce a fine pasto.

Fine

Buon appetito! :)

M-Review: Knights of Badassdom

KnightsOfBadassdom

Ci sono film dalla gestazione alquanto travagliata, che ci mettono anni a trovare una distribuzione, per poi comunque uscire estremamente in sordina, con poca pubblicità ed esclusivamente sul mercato VOD/home video. E’ il caso di Knights of Badassdom, girato addirittura quattro anni orsono, nell’estate del 2010, ma che non ha visto la luce fino alla fine dello scorso anno. E pare davvero assurdo, perché il cast è composto da volti piuttosto noti, che recitano in serie TV (come Game of Thrones o True Blood) seguite dallo stesso target di pubblico a cui si rivolge questo film. La storia è quella di un gruppo di amici che amano partecipare a giochi di ruolo live, ma che durante uno di questi evocano per sbaglio alcuni demoni, che trasformeranno il loro gioco in un’avventura incredibile e oltre la realtà. Certo, forse le tematiche sono un po’ troppo geek/nerd, potrebbe dire qualcuno, ma visti gli ascolti che fanno in televisione The Big Bang Theory e le serie sopracitate, non dovrebbero porsi problemi distributivi, per come la vedo io.

Ryan Kwanten (per gli amici Jason Stackhouse) e Peter Dinklage (alias Tyrion Lannister) sono i protagonisti, coadiuvati dal più esperto Steve Zahn e da quei due gran pezzi di signorine che rispondono ai nomi di Summer Glau (alias River Tam) e Margarita Levieva (alias Amanda Clarke). Il regista Joe Lynch, specialista in horror a basso costo, mette in scena uno script ricco di battute divertenti, momenti esilaranti e trovate geniali. Il film ha lo stesso spirito scanzonato di L’Armata delle Tenebre e non è sbagliato dire che ci sono molti punti di contatto tra i due, dall’incantesimo sbagliato all’umorismo che pervade quelli che dovrebbero essere i momenti più macabri (non vi spoilero nulla, ma ce ne sono svariati). Il risultato è una pellicola che diventerà quasi sicuramente un piccolo cult e che merita di essere visto in una serata tra amici, tra una birra e l’altra. Personalmente mi sono molto divertito e ve ne consiglio la visione. Purtroppo, al momento, non potrete recuperarlo in modo legale (è giusto dirlo) ma sono sicuro che vi verrà voglia di rivederlo, se dovesse uscire in VOD/home video anche da noi.

Oggi Cucino Io! #110: Biscotti alle Zucchine con Glassa al Limone

Biscotti

Biscotti con verdura. Eh sì, prima o poi si doveva arrivare anche a questo. Li ho fatti semplicemente per provare a vedere cosa sarebbe venuto fuori e devo dire che il risultato finale è stato decisamente positivo. Gli ingredienti che ho usato per questi biscotti alle zucchine con glassa al limone sono:

  • 120 g di farina 00
  • 50 g di zucchine
  • 50 g di mandorle
  • 45 g di zucchero
  • 1/2 uovo
  • 30 g di burro
  • 1 pizzico di sale
  • 2 g di lievito vanigliato
  • Buccia di 1 limone

Cominciate grattugiando le zucchine, per poi tritare piuttosto finemente le mandorle. Grattugiate anche la buccia di un limone.

Ingredienti

Montate con le fruste elettriche burro e zucchero, poi aggiungete il tuorlo di un uovo e parte del suo albume, continuando a montare. Dopodiché, versate nell’ordine la scorza di limone, la farina (in cui avete già messo lievito e sale), le zucchine e le mandorle.

Impastare

Il panetto risultante sarà piuttosto compatto.

Impasto

Dividetelo in due filoni di 3/4 cm di diametro e mettetelo a congelare in freezer per almeno mezz’ora.

Filoni

Una volta fuori dal freezer, con un bel coltello tagliateli a fettine e disponeteli successivamente sul solito stampo ricoperto di carta forno.

Stampo

Metteteli a cuocere in forno ventilato a 180 °C per circa 15 minuti.

Forno1

Non è ancora finita, è il momento di preparare la glassa (che andrà spennellata sui biscotti ancora tiepidi). Per farlo, ho usato:

  • 25 g di zucchero a velo
  • 2 cucchiaini di succo di limone
  • 1 goccia di colorante alimentare in gel (giallo)

Versate il succo nello zucchero e mescolate finché non ha raggiunto una consistenza cremosa, poi aggiungete il colorante per renderla gialla.

Glassa

Usate un pennello per metterne un po’ sui biscotti ancora tiepidi, lasciandola successivamente rassodare prima di servirli.

Finale1

Buon appetito! :)

Oggi Cucino Io! #109: Spaghetti alla Finta Carbonara

FintaCarbonara

Cosa fare quando si ha voglia di carbonara, ma dall’alto (madre) arriva un niet secco perché viene ritenuto un piatto troppo calorico e, quindi, un veleno vero e proprio? Qualcuno potrebbe rispondere “ci si fa comunque la carbonara”, ma per il quieto vivere bisogna trovare un’alternativa più light, perché intanto non c’è modo di far cambiare idea a chi di dovere. Ho pensato che questi spaghetti alla finta carbonara fossero il modo migliore per avere l’illusione di gustarsela. Gli ingredienti che ho usato (dose da 2 persone) sono:

  • 240 g di spaghetti
  • 200 g di ricotta
  • 2 fette di speck (abbastanza spesse)
  • 1 bustina di zafferano
  • Olio, parmigiano, sale e pepe q.b.

Cominciate tagliando lo speck a cubetti, per poi farlo sudare in padella e metterlo da parte quando è pronto.

Speck

Nel frattempo, mettete a cuocere la pasta.

Pasta

Fate andare la ricotta a fuoco lento per qualche minuto, nella stessa padella usata per lo speck, poi aggiungete olio, parmigiano, sale, pepe e lo zafferano (sciolto in un cucchiaio di acqua di cottura), mescolando con un cucchiaio per colorarla in modo uniforme.

Ricotta

Scolate la pasta quando è cotta, poi mettetela nella padella, aggiungendo infine lo speck e un altro po’ d’olio.

Padella

Fatela saltare, in modo che il sugo si distribuisca uniformemente, poi servite.

Piatto1

Certo, non è gustosa come l’originale, ma è comunque una valida e piacevole alternativa.

Piatto2

Buon appetito! :)

M-Review: 300: L’Alba di un Impero

300loc

L’esperienza insegna che quando passa troppo tempo tra l’uscita di un film e quella del suo sequel, solitamente non è buon segno. Se poi a questo si aggiunge un’uscita annunciata per l’estate 2013, successivamente rimandata fino al marzo 2014, allora diventa naturale insospettirsi. Stavolta, però, Warner Bros. ha giocato bene le sue carte e questo 300: L’Alba di un Impero è un film che, pur nelle mani di un nuovo regista (l’israeliano Noam Munro, un quasi cinquantenne veterano del mondo pubblicitario), rispetta lo stile stabilto da Frank Miller con la sua graphic novel e da Zack Snyder col suo adattamento cinematografico, riuscendo però a metterci comunque in mezzo qualche trovata che non fa assolutamente rimpiangere l’originale. Ispirato da un’altra graphic novel di Miller, intitolata Xerxes, che dovrebbe finalmente uscire quest’anno in libreria, il film non è altro che un’estensione della storia raccontata qualche anno fa, siccome le vicende narrate si svolgono prima, durante e dopo quanto visto nel primo 300. Il focus è tutto sui personaggi di Artemisia, astuta e fortissima guerriera di origini greche ma a capo della flotta persiana e Temistocle, valoroso combattente ateniese il cui carisma, purtroppo, è pari a quello di una sogliola.

Ed è proprio Sullivan Stapleton (Strike Back), che lo interpreta, il punto debole del film, soprattutto se paragonato a una Eva Green in stato di grazia: affascinante come sempre, ma con quel pizzico di follia e intelligenza che la rende a dir poco irresistibile. Aggiungiamoci una scena di sesso tra le più “hot” degli ultimi tempi, che pur mostrando nudità solo per qualche istante, riesce a essere incredibilmente erotica ed efficace (tranquilli, in quei pochi secondi in cui la Green mostra le sue grazie conferma ancora una volta di avere un fisico che rasenta la perfezione). Artemisia è uno dei migliori cattivi cinematografici da un po’ di tempo a questa parte, fidatevi. Dal punto di vista della confezione, Munro dimostra di non essere uno sprovveduto: sangue a fiumi (e in 3D rende straordinariamente), sequenze che sembrano prese pari pari da certi videogiochi di ultima generazione (e non è un male, ve lo assicuro) e una slow motion usata con criterio che riesce a non essere per nulla fastidiosa. Il risultato è un film leggermente inferiore all’originale per diversi elementi, ma che intrattiene, si lascia guardare piacevolmente e che, devo essere sincero, è molto meglio di quanto mi aspettassi.

Oggi Cucino Io! #108: Pebber Nodder

PebberNodder

Sì, lo so, i biscotti speziati danesi sono dolcetti natalizi. Ma siccome non c’era mai il cardamomo in casa, era impossibile farli. Mi sono ricordato di andare a comprarlo, et voila, ecco i Pebber Nodder. Questi sono gli ingredienti che ho usato:

  • 200 g di farina 00
  • 115 g di burro
  • 80 g di zucchero
  • 1 uovo
  • 5 baccelli di cardamomo
  • 1 cucchiaino di cannella

Cominciate polverizzando il cardamomo con il pestello, poi versatelo nella farina assieme alla cannella.

Cardamomo

Usando il frustino elettrico, montate prima burro e zucchero, poi aggiungete l’uovo e continuate a mescolare. Versate quindi tutta la farina e impastate finché non avete ottenuto un panetto soffice ma uniforme.

Impasto

Create quindi dei filoncini con l’impasto, come se steste preparando degli gnocchi.

Filoni

Tagliate i biscotti a coltello e disponeteli sul classico stampo foderato di carta forno.

PreForno

Cuocete a 180 °C per 18/20 minuti, possibilmente in forno ventilato.

Finale1

Lasciateli raffreddare prima di gustarli.

Finale2

Buon appetito! :)