M-Review: The Wolf of Wall Street

Wolf

Credo di avervi già raccontato che ai tempi del liceo, come molti altri ragazzi della mia età, probabilmente, odiavo Leonardo DiCaprio. Titanic era appena uscito e lo aveva fatto diventare una superstar, le ragazzine impazzivano per lui e noi liceali avremmo voluto vederlo affondare realmente. Poi arriva l’età della ragione, metti da parte le bambinate e ti rendi conto che il buon Leo è senza dubbio uno dei migliori attori della sua generazione, che si sceglie i film da interpretare con cura e che non sbaglia mai praticamente un colpo. The Wolf of Wall Street, ispirato alla vera storia di Jordan Belfort, trader americano diventato straricco con metodi tutt’altro che legali, è un’opera eccellente, diretta da un Martin Scorsese in grandissima forma, sorretta dall’ottima sceneggiatura del fido Terrence Winter e con un DiCaprio che se quest’anno non vince l’Oscar, davvero, non lo vincerà mai più. Belfort è un personaggio borderline ed eccessivo, che l’attore di Django Unchained e Shutter Island riesce a far suo in maniera fastidiosamente perfetta.

Nonostante le tre ore di durata, il film è così denso di eventi e di battute che non si ha praticamente mai tempo per respirare (diventa chiaro perché Scorsese e la sua montatrice Thelma Schoonmaker abbiano faticato a tagliare via un’ora e mezza). Frenetica, irriverente e spesso molto cattiva, la pellicola non ha un momento morto. Ma non è solo DiCaprio a eccellere, ma anche il resto del cast, con il cameo iniziale di Matthew McConaughey che resterà negli annali e un Jonah Hill davvero in palla. E poi c’è Margot Robbie (per cui avevo predetto grandi cose ai tempi di Pan-Am, serie andata in onda un paio di anni fa e cancellata brutalmente dopo pochi episodi), giovane australiana che oltre a essere tremendamente bella e avere un fisico da sballo (ci sono un paio di scene di nudo in cui potrete ammirarla in tutto il suo splendore) si scopre pure molto brava. La sua carriera esploderà dopo questo film, potete starne certi. Per il resto, non c’è davvero nulla di storto, nemmeno dal punto di vista tecnico. La colonna sonora, che contiene esclusivamente musica anni ’70 e ’80, include anche Gloria di Umberto Tozzi, utilizzata addirittura in una delle scene clou. Personalmente, ritengo che The Wolf of Wall Street sia il miglior film di Scorsese dai tempi di Casinò e che avrebbe surclassato anche Rush nella mia classifica dei migliori del 2013 se l’avessi visto nell’anno vecchio. Per il 2014 sarà molto difficile scalzarlo.

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