M-Review: American Hustle

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Squadra che vince non si cambia. Probabilmente questo è uno dei pensieri balenati nella mente di David O’ Russell pensando al cast del suo nuovo film, American Hustle, che arriva a meno di un anno di distanza dal grande successo di Il Lato Positivo e a una manciata di anni dall’ottimo The Fighter. I protagonisti del suo nuovo lavoro sono infatti quelli dei film sopracitati: Bradley Cooper e Jennifer Lawrence dal primo, Christian Bale e Amy Adams dal secondo. La storia è ispirata a un’operazione compiuta dall’FBI tra gli anni ’70 e gli anni ’80, con l’obiettivo di stanare politici corrotti. L’attore di Batman e la principessa di Come d’Incanto sono due artisti della truffa colti in flagrante e costretti a collaborare con il governo americano per dare una ripulita alla politica, soprattutto locale, di quel periodo.

A complicare le cose ci si mettono una storia d’amore inattesa, una moglie bellissima ma stabile quanto una polveriera e tanti personaggi poco raccomandabili. O’ Russell dirige un film frenetico, che procede a ritmo forsennato per tutte le due ore di durata, con una sceneggiatura ricca di capovolgimenti di fronte e dialoghi frizzanti, sorretto da un cast che è la sua più grande forza. Bale, ingrassato di almeno di 30 kg, si dimostra il Robert De Niro (che qui appare in un breve cameo, non accreditato) della sua generazione. La Adams è affascinante e intrigante, la Lawrence è come sempre straordinaria (oltre a sembrare più gnocca del solito, come vedete dalla locandina in alto), mentre Cooper è forse quello più sottotono tra i quattro. Questo è un altro di quei film che rischia di fare incetta di Oscar, soprattutto lato recitazione e, personalmente, devo dire di averlo davvero apprezzato molto. Promosso a pieni voti.

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