M-Review: Machete Kills

Machete

Quando il trash è consapevole, quasi tutto è permesso. I dubbi si manifestano nel caso in cui quella che dovrebbe essere una trashata consapevole, per il suo bene, si prende troppo sul serio. Il primo Machete rappresentava il giusto mezzo tra action movie semi-serio e film trash, in cui le due parti riuscivano a compensarsi abbastanza tra loro. Machete Kills è praticamente Austin Powers (il finale mi ha spaventosamente ricordato il secondo episodio della serie), ma senza ironia: una trashata che si piglia eccessivamente sul serio e, per questo, risulta piuttosto ridicola. Questa volta, il nostro eroe tatuato viene assoldato dal governo americano per assicurare alla giustizia un trafficante d’armi che minaccia di lanciare un’arma spaziale.

Il grosso problema di Machete Kills risiede proprio nella sceneggiatura, che il buon Robert Rodriguez ha consegnato nelle mani del debuttante Kyle Ward, fallendo miseramente. Una trama che non ha né capo né coda, con personaggi che spesso compaiono per 2 minuti, poi svaniscono nel nulla. Va bene il trash, ma un minimo di coerenza sarebbe gradita. Il regista di origini messicane, come per il primo episodio, si è accaparrato un sacco di guest star, che però sono sfruttate malissimo: Charlie Sheen e Mel Gibson hanno praticamente tre scene per uno (ok, il secondo resta in scena qualche minuto di più), ma tante delle altre apparizioni, da Lady GaGa ad Antonio Banderas, sono praticamente impercettibili. Danny Trejo ormai interpreta Machete Cortez col pilota automatico, ma si vede che pure lui non è che ne abbia più tanta voglia, ma da vero stakanovista cinematografico quale lui è va avanti per la sua strada. Quel poco di buono che c’è in Machete Kills è stato condensato nel trailer, il resto tende al disastroso. E con grandissimo rammarico, devo dire che è davvero un peccato, perché sono un fan di Rodriguez e mi dispiace vedergli dirigere film del genere.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *