M-Review: Questione di Tempo

AboutTimeRichard Curtis è il nume tutelare della commedia romantica british da un ventennio a questa parte, prima soltanto come sceneggiatore (Quattro Matrimoni e un Funerale e Notting Hill), poi come regista (Love Actually). Questione di Tempo è il suo terzo film dietro la macchina da presa, a qualche anno di distanza dal notevole I Love Radio Rock (che vi straconsiglio), in cui il cineasta britannico torna alle storie e ai temi che gli sono più cari. La storia è quella di Tim, imbranato giovanotto inglese che, nel giorno del suo 21° compleanno, scopre dal padre che tutti i maschi della loro famiglia hanno la possibilità di viaggiare nel tempo, semplicemente rinchiudendosi da qualche parte, stringendo i pugni e pensando a dove vogliono andare. Dopo essersi trasferito a Londra per fare praticantato come avvocato, il ragazzo conosce Mary, ragazza americana di cui si innamora perdutamente e decide di sfruttare questa sua abilità per conquistarla.

La bravura di Curtis sta nell’utilizzare il viaggio nel tempo come un semplice stratagemma narrativo e non come un elemento fondamentale della trama, perché in Questione di Tempo sono le relazioni umane a farla da padrone. Se il rapporto amoroso tra Domnhall Gleeson e la sempre adorabile Rachel McAdams procede seguendo i binari classici della commedia romantica, è quello tra il ragazzo e il padre, interpretato da un ipercarismatico Bill Nighy, ad avere quel qualcosa in più (e lo dico francamente, mi ha molto toccato nella parte finale del film, ma non dico nulla per evitare spoiler). Ci troviamo di fronte a una favola moderna, cosa che gli permette di prendersi certe licenze poetiche e ci porta a chiudere un occhio su alcune leggerezze della trama e alcuni grossi buchi di sceneggiatura. Complice un cast perfettamente azzeccato, dialoghi ben scritti, una colonna sonora composta perlopiù da pezzi dell’anno in cui è ambientata la maggior parte delle vicende (se vi dico Push the Button delle Sugababes e Dilemma di Nelly e Kelly Rowland, riuscite a indovinare di che anno si tratta?), la pellicola convince pienamente. Oltre a essere il perfetto “date movie“, è anche un film che può essere gradito dalla parte maschile della coppia (come già capitava con Love Actually): si ride, ci si può commuovere e non ci si annoia mai. Promosso.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *