M-Review: Gravity

Gravity

Ci sono film per cui si genera un hype elevatissimo, ma che spesso viene miseramente disatteso. Gravity è stato un progetto in lavorazione per quasi un lustro, di cui si sono dette molte cose, ma che ha cominciato a mostrare qualcosa di sé soltanto qualche mese fa. Lo potremmo definire un thriller fantascientifico, in cui i veri protagonisti non sono Sandra Bullock e George Clooney, che vestono i panni di due astronauti americani (una meno esperta, l’altro un veterano), ma lo spazio profondo, con la sua immensità e l’incredibile senso di vuoto e di paura che può provocare. La trama è molto semplice: mentre sono al lavoro per riparare una stazione spaziale, una pioggia di meteoriti e detriti colpisce la zona in cui si trovano i due cosmonauti, uccidendo chiunque altro eccetto loro e costringendoli a dover lottare con tutte le loro forze per sopravvivere e tornare sulla terra sani e salvi.

Un film che si apre con un piano sequenza da 18 minuti è l’equivalente di un orgasmo dal punto di vista registico e il lavoro svolto da Cuaron, di cui conosciamo l’abilità e la maestria nell’utilizzo della macchina da presa, è a dir poco incredibile. Gravity è un film che va visto assolutamente al cinema, perché non credo esista nessuna soluzione casalinga che permetta di sentirsi così immersi e quindi così dentro l’avventura dei protagonisti: non è solo l’aspetto visivo a essere fenomenale, ma anche tutto il sound design e, soprattutto, l’utilizzo del 3D, senza dubbio il più convincente dai tempi di Avatar. E a convincere è anche la recitazione della Bullock, che nonostante sia letteralmente circondata dagli effetti speciali, cosa che a memoria non le era mai capitata in precedenza, riesce a dar vita a un personaggio molto umano e ben caratterizzato, mentre Clooney si limita a fare il veterano spaccone come spesso gli è accaduto in passato. Come avrete capito, Gravity mi è piaciuto davvero tantissimo, anche se non lo ritengo il capolavoro assoluto che molti hanno dipinto (qualche difetto di sceneggiatura c’è e ci sono un paio di momenti in cui il ritmo rallenta eccessivamente e non dovrebbe). Visione obbligatoria, anche se non vi piace la fantascienza. Vi ricrederete.

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