M-Review: Elysium

Elysium

Il 2013 è stato un anno piuttosto ricco per gli amanti della fantascienza, in cui si sono alternati film più riusciti (come ad esempio Star Trek Into Darkness) e meno riusciti (quel disastro chiamato After Earth ce lo ricordiamo tutti). Quando il tuo primo film si chiama District 9 ed è un capolavoro del genere è ovvio che le aspettative per ciò che verrà dopo siano altissime. Elysium è l’ennesima dimostrazione che anche un regista talentuoso, quando si ritrova tra le mani un budget molto più alto di quello a cui è abituato, non riesce a sfruttarlo come si deve e finisce per tirare fuori qualcosa che non è niente di speciale. In un futuro prossimo venturo, la terra è diventata una specie di gigantesca favela, mentre i ricchi si sono trasferiti tutti su Elysium, lontano pianeta in cui esiste ancora una parvenza di civiltà. Max è un ex-carcerato, operaio di una fabbrica di robot terrestre, che dopo un incidente sul lavoro viene contaminato da radiazioni che gli lasciano soltanto 5 giorni di vita, a meno di non riuscire a raggiungere Elysium per curarsi.

Fortemente sbilanciato verso l’action, con pochissimo sottotesto politico e filosofico (diversamente da District 9) e chiarissime citazioni videoludiche, nient’affatto sorprendenti visto il background di Neill Blomkamp, Elysium è purtroppo un film riuscito soltanto a metà. Non ci si annoia e si resta attaccati alla poltrona per tutta la sua durata, ma la sceneggiatura è così piena di buchi e di assurdità che dopo un po’ non si riesce più a non farci caso. Matt Damon si conferma un ottimo action man, credibile sia a menare le mani che a recitare, mentre Jodie Foster interpreta un cattivo piuttosto standard. A svettare ancora una volta è l’attore feticcio di Blomkamp, ossia Sharito Copley, vera e propria nemesi di Damon e vero villain della pellicola, bastardo e cattivo come si conviene a un personaggio del genere. Come già ribadito sopra, Elysium non è il film che ci si aspettava da Blomkamp: la profondità di District 9 è svanita, rimpiazzata da uno spara-spara molto hollywoodiano e ricco di stereotipi. Peccato.

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