M-Review: The Lone Ranger

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Anche i migliori sbagliano: Jerry Bruckheimer è uno che, per fortuna, ci ha sempre visto piuttosto lungo e ha sbagliato pochissimo nella sua più che trentennale carriera hollywoodiana. Come qualsiasi produttore, ha dovuto subire dei flop, inattesi o attesi che siano, ma nessuno mi venga a raccontare che The Lone Ranger appartiene alla prima categoria. Quando un progetto viene cancellato più volte perché il budget previsto è intorno ai 250 milioni di dollari (un’enormità), ma poi torna in vita quando la somma scende a 210 milioni (che è sempre un’enormità) e nonostante questo i dubbi rimangano, solo un miracolo può salvare la situazione. La formula applicata è stata questa: prendi Jack Sparrow e il regista della prima trilogia dei Pirati dei Caraibi, trasferiscili nel vecchio west e aspetta che il pubblico affolli le sale. Peccato che, come molti avevano previsto, sia accaduto l’opposto. Il film è ispirato ai personaggi dello storico dramma radiofonico americano, diventato poi serie TV, film TV e pure film svariate volte nel corso degli ultimi 80 anni. Il protagonista, però, qui diventa per ovvi motivi l’indiano Tonto, interpretato da Johnny Depp, mentre il ranger solitario passa parzialmente in secondo piano.

Intendiamoci, The Lone Ranger è un film divertente, recitato piuttosto bene, con una valida regia, ambientazioni e sequenze spettacolari, oltre a una fotografia davvero eccezionale. I più di 200 milioni di dollari spesi sono ben visibili, grazie anche alle tante scene girate con effetti speciali dal vivo e non computerizzati. Oltre a Depp ci sono anche Armie Hammer (che però ha il carisma di un cercopiteco) e la solita masnada di bravi caratteristi, da William Fichtner a Tom Wilkinson, passando per Barry Pepper, Ruth Wilson e Helena Bonham-Carter, tipici delle produzioni Bruckheimer. Il problema principale del film è quello di essere privo di identità: si cambia registro troppo spesso, alternando situazioni esilaranti a sequenze inutilmente brutali e forti, almeno per un prodotto di questo tipo. L’obiettivo è probabilmente quello di attirare target di pubblico diversi, ma a quanto pare la strategia non ha assolutamente funzionato. L’unico capace di far incassare un western negli ultimi decenni è stato quel fenomeno di Quentin Tarantino, mentre gli altri sono tutti stati soggetti a morte e distruzione. The Lone Ranger, come già detto qualche riga fa, è un film che riesce a funzionare nonostante i tanti problemi. Da vedere a prezzo ridotto, magari, ma comunque non aspettatevi chissà che.

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