M-Review: The Congress #cannesedintorni

Congress

Ogni anno, a Milano, nella prima metà di Giugno, si tiene una rassegna chiamata Cannes e Dintorni, che fornisce la possibilità di vedere in anteprima alcuni dei film presentati qualche settimana prima al Festival della Palma d’Oro. Due anni fa ci avevo visto quel capolavoro assoluto di Drive, l’anno scorso il commovente Amour di Michael Haneke (vincitore 2012), mentre quest’anno avrei voluto fare lo stesso con La Vie d’Adele (e non solo per le scene lesbo). Per una serie di coincidenze, impegni saltati e rischedulati e altre amenità, mi sono ritrovato invece in sala per The Congress, pellicola che mi aveva incuriosito molto dal trailer (che trovate poco più sotto), ma che non avevo preventivato di vedere. Robin Wright interpreta sé stessa in questa storia, ambientata in un presente alternativo/futuro prossimo, con una Hollywood in cui è rimasto un solo studio cinematografico, chiamato Miramount, che propone agli attori di ritirarsi e dedicarsi alla propria vita offrendogli in cambio di essere digitalizzati per poter recitare in eterno e restare sempre giovani agli occhi del pubblico, senza limitazioni di utilizzo, però, da parte dello studio.

Diretto da Ari Folman, regista del bellissimo Waltz for Bashir, il film è una critica tutt’altro che velata al mondo degli studios hollywoodiani e al modo in cui trattano gli attori, veri e propri burattini al loro servizio. La pellicola è divisa in due parti: la prima, live action, bella e appassionante, in cui vediamo recitare un cast di tutto rispetto, di cui fanno parte, oltre alla protagonista, anche Harvey Keitel, Danny Huston, Paul Giamatti, Sarah Shahi e il giovane Kodi Smit-McPhee, mentre la seconda, distopica, quasi completamente animata e ispirata all’omonimo romanzo di Stanislaw Lem (l’autore di Solaris, proprio lui), dallo stile che richiama i mitici cartoon di Max Fleischer, è un vero e proprio trip mentale, che si chiude con un finale che commuove ma in cui, allo stesso tempo, il WTF regna sovrano. Pur non essendo del tutto riuscito, The Congress è un’opera molto coraggiosa, che merita la visione, sia per il tema trattato che per lo stile con cui è stata messa in scena. Personalmente, lo ritengo un film tutt’altro che perfetto, ma in questo caso è davvero questione di gusto. Se dovesse mai uscire ufficialmente in sala, andate a vederlo.

One comment

  1. […] e Dintorni mi ha dato la possibilità di vedere in anteprima diversi film, come Drive, Amour, The Congress e altri, qualche settimana dopo la loro presentazione sulla Croisette. Quest’anno è toccato […]

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