Archive for July 31, 2013

M-Review: Now You See Me

NowYouSeeMe

In questa estate fatta di sequel e adattamenti, i film completamente originali sono una vera boccata d’aria fresca. Now You See Me è l’unica pellicola di questa categoria, finora, a essere riuscita a portarsi nella Top 10 cinematografica dell’anno al di là dell’oceano, superando i 200 milioni di dollari di incasso. Non male per questo action thriller dal cast stellare, che ha come protagonisti quattro illusionisti assoldati da un tizio misterioso, a cui viene dato l’obiettivo di portare a termine un piano molto preciso. A inseguirli, un poliziotto molto determinato e un’affascinante agente francese dell’Interpol. Il film del transalpino Louis Leterrier, che abbiamo conosciuto come regista della più recente incarnazione di Hulk e di Scontro tra Titani, è un bel viaggio sulle montagne russe, ricco di colpi di scena, mai noioso e dotato di un gran ritmo. Il merito, oltre alla regia e a una buona sceneggiatura, va sicuramente anche al cast.

Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Dave Franco e Isla Fisher compongono il quartetto di illusionisti, affiancati dal duo di poliziotti interpretato da Mark Ruffalo e da quella meraviglia di donna che risponde al nome di Melanie Laurent (c’è pure Common in un piccolo ruolo da agente) e dagli onnipresenti Morgan Freeman e Michael Caine. Con un gruppo di attori simile era difficile sbagliare e infatti Leterrier va tranquillamente in meta, nonostante un paio di passaggi un po’ forzati e un finale assolutamente inaspettato, che però lo spettatore non ha la possibilità di intuire, vista la totale mancanza di indizi, anche minimi, durante tutta la pellicola. Now You See Me risulta comunque un film solido, che intrattiene a dovere e vi permetterà di uscire dal cinema piuttosto soddisfatti. E di questi tempi, non è poco.

Videogiochi: quando digitale e realtà si mischiano (da Wired.it)

RealDigital

Tutto torna, in qualsiasi settore. Nell’ultimo decennio, infatti, si è assistito a un’erosione lenta ma continua del mercato dei giochi, a scapito di quello videoludico. Non c’è molto da spiegare, d’altronde: anche i più piccoli preferiscono l’intrattenimento digitale a quello tradizionale, nonostante gli faccia piacere, di tanto in tanto, tornare alle origini. L’unico modo per soddisfare entrambi i palati…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/07/18/skylanders-digitale-realta-564748.html.

Oggi Cucino Io! #61: Muffin all’Amatriciana

Muffin

Come avrete notato, da qualche settimana, le ricette di biscotti su questo blog hanno dato il cambio ad altre pietanze. D’altronde, dopo un anno passato a far biscotti di qualsiasi genere, era il caso di cambiare. Questa volta vi voglio proporre un muffin salato, perfetto per merende o picnic, dal sapore forte. Per i muffin all’amatriciana ho usato questi ingredienti:

  • 300 g di farina 0
  • 125 g di burro
  • 100 ml di latte
  • 2 uova
  • 100 g di guanciale
  • 75 g di pecorino
  • 75 g di parmigiano reggiano
  • 8 g di lievito per torte salate
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Cominciate tagliando il guanciale a striscioline o a cubetti. Io ho scelto la prima opzione.

Guanciale

Mettetelo quindi a tostare in padella, in modo che perda tutto il grasso. Se non siete ancora sicuri, una volta tolto dalla padella, asciugatelo con un foglio di carta, ma non dovreste averne bisogno.

Padella

Grattugiate quindi pecorino e parmigiano in un contenitore a parte.

Formaggio

A questo punto, dovreste avere tutti gli ingredienti pronti, quindi mettete farina (possibilmente setacciata), lievito, burro, latte e uova sbattute (con un pizzico di sale) in una terrina.

Ingredienti

Dopo aver mescolato a dovere tutti questi ingredienti, aggiungete anche il guanciale tostato e i formaggi, oltre al pepe. Il risultato finale sarà un impasto abbastanza sodo, ma tutt’altro che omogeneo.

Impasto

Usate uno stampo da muffin e riempite i vari incavi con l’impasto.

Stampo

Infornate a 160 °C per 20/25 minuti. Il trucco per capire se è tutto pronto è, come al solito, quello dello stecchino. Se è cotto, infilzando lo stecchino non dovrà attaccarsi nulla.

Muffin2

Buon appetito! :)

M-Review: The Lone Ranger

LoneRanger

Anche i migliori sbagliano: Jerry Bruckheimer è uno che, per fortuna, ci ha sempre visto piuttosto lungo e ha sbagliato pochissimo nella sua più che trentennale carriera hollywoodiana. Come qualsiasi produttore, ha dovuto subire dei flop, inattesi o attesi che siano, ma nessuno mi venga a raccontare che The Lone Ranger appartiene alla prima categoria. Quando un progetto viene cancellato più volte perché il budget previsto è intorno ai 250 milioni di dollari (un’enormità), ma poi torna in vita quando la somma scende a 210 milioni (che è sempre un’enormità) e nonostante questo i dubbi rimangano, solo un miracolo può salvare la situazione. La formula applicata è stata questa: prendi Jack Sparrow e il regista della prima trilogia dei Pirati dei Caraibi, trasferiscili nel vecchio west e aspetta che il pubblico affolli le sale. Peccato che, come molti avevano previsto, sia accaduto l’opposto. Il film è ispirato ai personaggi dello storico dramma radiofonico americano, diventato poi serie TV, film TV e pure film svariate volte nel corso degli ultimi 80 anni. Il protagonista, però, qui diventa per ovvi motivi l’indiano Tonto, interpretato da Johnny Depp, mentre il ranger solitario passa parzialmente in secondo piano.

Intendiamoci, The Lone Ranger è un film divertente, recitato piuttosto bene, con una valida regia, ambientazioni e sequenze spettacolari, oltre a una fotografia davvero eccezionale. I più di 200 milioni di dollari spesi sono ben visibili, grazie anche alle tante scene girate con effetti speciali dal vivo e non computerizzati. Oltre a Depp ci sono anche Armie Hammer (che però ha il carisma di un cercopiteco) e la solita masnada di bravi caratteristi, da William Fichtner a Tom Wilkinson, passando per Barry Pepper, Ruth Wilson e Helena Bonham-Carter, tipici delle produzioni Bruckheimer. Il problema principale del film è quello di essere privo di identità: si cambia registro troppo spesso, alternando situazioni esilaranti a sequenze inutilmente brutali e forti, almeno per un prodotto di questo tipo. L’obiettivo è probabilmente quello di attirare target di pubblico diversi, ma a quanto pare la strategia non ha assolutamente funzionato. L’unico capace di far incassare un western negli ultimi decenni è stato quel fenomeno di Quentin Tarantino, mentre gli altri sono tutti stati soggetti a morte e distruzione. The Lone Ranger, come già detto qualche riga fa, è un film che riesce a funzionare nonostante i tanti problemi. Da vedere a prezzo ridotto, magari, ma comunque non aspettatevi chissà che.

Radio-interviste (Radio International Bologna 89.8)

FabioCristi

Questo post rientra nella categoria “shameless self-promotion“. :) Scherzi a parte, mi va di condividere con voi lettori un’intervista che ho fatto qualche giorno fa per una radio bolognese, Radio International Bologna 89.8, parlando di sport e videogiochi. La potete ascoltare dal player qua sotto (la mia parte comincia all’incirca al minuto 10) e dura circa 20 minuti.

Si è parlato del dualismo tra FIFA e PES, delle classifiche di vendita dei giochi sportivi, delle proposte social per gli amanti del pallone e di come si sviluppa un videogioco (in modo molto semplificato). Ringrazio il conduttore Alessio Aymone per avermi contattato e intervistato su questo tema. A me non rimane che augurarvi “Buon ascolto!“. :)

Oggi Cucino Io! #60: Torta di Pasta Matta con Mortadella, Ricotta e Zucchine

PastaMatta

Le torte salate sono piatti perfetti per ogni stagione, ma diventano utili soprattutto d’estate, quando si vuole cenare velocemente o si vuole fare qualcosa da portare a un picnic. Questa volta, mi sono dedicato a una torta dall’impasto abbastanza leggero e dal ripieno decisamente estivo. Cominciamo quindi a vedere quali sono gli ingredienti da usare per la pasta matta:

  • 300 g di farina 0
  • 80 ml di olio extravergine d’oliva
  • 70 ml di acqua frizzante
  • 10 g di sale

Mettete tutti gli ingredienti nel recipiente della planetaria (o equivalente) e impastate finché non si è creato un impasto quanto più possibile omogeneo e liscio.

Impastare

Allargatelo un po’, poi mettetelo a riposare in frigo per almeno mezz’ora.

Riposo

Gli ingredienti da usare per il ripieno sono:

  • 150 g di zucchine
  • 100 g di mortadella
  • 100 g di ricotta
  • Pecorino grattuggiato q.b.
  • Sale q.b.

Tagliate a dadini piccoli sia le zucchine che la mortadella.

Dadini

Mettete quindi a saltare in padella, le zucchine con olio, acqua e sale, per qualche minuto.

Padella

Nel frattempo, mettete l’impasto tra due fogli di carta forno e tiratelo piuttosto sottile, in modo che copra fondo e bordi della tortiera.

Tortiera

Mettete assieme zucchine e mortadella, poi aggiungete ricotta, sale e pecorino grattuggiato, mescolando con un cucchiaio.

Mescolare

Spargete quindi il ripieno all’interno della torta, ricoprendo la superficie in modo uniforme.

Uniforme

Utilizzate la pasta in eccesso per rattoppare quelle parti del bordo che sono più basse rispetto al resto, poi piegate il bordo all’interno e utilizzate una forchetta per farlo aderire maggiormento al ripieno.

Bordo

Siccome vi sarà rimasta ancora dell’impasto, tiratelo con il mattarello e, con un coppapasta, create dei tondi da qualche cm di diametro.

Coppapasta

Utilizzateli per decorare la torta nel modo che più vi aggrada (la foto sotto mostra quel che ho fatto io).

Decorazione

A questo punto, non vi rimane altro che infornarla a 180 °C per almeno 30 minuti. Se dopo quel periodo di tempo non è ancora cotta, tenetela d’occhio e tiratela fuori al momento opportuno.

Finale

Buon appetito! :)

M-Review: World War Z

WWZ

Ci sono libri che sono predestinati a diventare film: World War Z, diventato Guida per Sopravvivere agli Zombi nella traduzione italiana, scritto da Max Brooks, figlio del grande Mel, è proprio uno di questi. D’altronde, quando il tema è quello di un’epidemia che ha reso zombi la quasi totalità della popolazione mondiale, Hollywood non può fare altro che sguazzarci. Un evento visto dagli occhi di Gerry Lane, ex-dipendente delle Nazioni Unite, richiamato in servizio per comprendere le cause di questa tremenda malattia, cosa che lo porterà a fuggire dagli USA per essere inviato prima in Corea del Sud, poi in Israele ed infine in Galles. Va detto, per dovere di cronaca, che l’unica cosa che film e libro hanno in comune sono il titolo ed il tema generale, visto che la struttura del romanzo, una specie di diario costituito da varie testimonianze “orali” di più personaggi, era difficilmente adattabile in un qualcosa di coerente, a livello narrativo. La pellicola ha avuto una genesi piuttosto travagliata, da una sceneggiatura riscritta più volte da mani diverse (la versione targata J. Michael Straczynski, datata 2007, uno dei migliori script che abbia mai letto, venne inspiegabilmente rifiutata da Paramount) a un terzo atto risceneggiato e completamente rigirato a pochi mesi dall’uscita, prevista inizialmente per fine 2012.

Nonostante questi presupposti facessero presagire il disastro totale, World War Z, grazie a un ritmo serrato, qualche sequenza ben riuscita, un protagonista carismatico e i suoi validi comprimari, riesce a salvarsi in calcio d’angoloBrad Pitt, anche produttore del film, si dimostra convincente anche in un ruolo abbastanza movimentato, cosa che non gli capitava da un bel po’ di tempo. Mirelle Enos, l’israeliana Daniella Kertesz e James Badge Dale sono i nomi noti del cast che compaiono per più di dieci minuti di film, visto che le apparizioni di David Morse e Matthew Fox (che era parte integrante del finale originale, rigirato in seguito) si limitano a comparire in una manciata di scene. Grazie al nuovo finale, però, il cast si è arricchito di nomi come Peter Capaldi, Moritz Bleibtreu, ma soprattutto Pierfrancesco Favino (#epicwin), unico attore di casa nostra in grado di partecipare a blockbuster hollywoodiani di peso. Marc Forster dimostra ancora, dopo quella tragedia di Quantum of Solace, di non essere adatto a girare film in cui l’azione è predominante. Lo script, che non c’entra un belino con il capolavoro di Straczynski di cui parlavo qualche riga più sopra, su cui hanno messo le mani Matthew Michael Carnahan e il duo lostiano Drew Goddard-Damon Lindelof (per il terzo atto) è degno di una pellicola di Roland Emmerich, in grado di alternare momenti assurdi e ridicoli a cose un pelo più sensate, che per fortuna, in questo caso, surclassano le prime. Niente di particolare da segnalare sotto il profilo tecnico, visto che è tutto molto valido (e per forza, con i 190 milioni di $ che hanno speso). World War Z è un buon prodotto di intrattenimento, spettacolare e divertente, che incolla alla poltrona per due ore, nonostante i tanti difetti. Se pensate sia un male, fidatevi, non lo è affatto.

Pixel Press: creare un videogioco con carta e matita (da Wired.it)

PixelPress

Fare videogiochi oggi è molto più facile che in passato. Non si tratta di un’affermazione campata in aria, come potrebbe sembrare, ma di una grande verità, derivata dalla presenza di strumenti come Unity, UDK, GameMaker e tanti altri, che rispetto al passato permettono anche a chi non è un abile programmatore o un capace grafico di creare qualcosa di concreto ed effettivamente giocabile

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/06/05/pixel-press-videogioco-672802.html.

Oggi Cucino Io! #59: Plumcake Salato alle Verdure

Plumcake

Quando si viene invitati a un picnic, è d’uopo portare qualcosa, bere o mangiare che sia, come faranno sicuramente gli altri commensali. Ho approfittato dell’occasione per preparare un bel plumcake salato a base di verdure. Gli ingredienti che ho usato sono:

  • 180 g di farina 0
  • 100 g di olio di semi di mais
  • 100 g di Parmigiano Reggiano
  • 100 ml di latte
  • 1 bustina di lievito per torte salate
  • 100 g di carote
  • 100 g di zucchine
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Tagliate le carote e le zucchine a dadini, poi saltatele in padella, separatamente, con un filo d’olio, per poi sistemarle temporaneamente in una terrina.

Carote

Versate quindi in un recipiente farina, uova e latte e cominciate ad amalgamare il tutto con un cucchiaio.

Primocomposto

Utilizzate le fruste per sbattere il composto, aggiungendo man mano il lievito e l’olio di semi.

Composto2

Quando il composto sarà bello denso, aggiungete le verdure e il parmigiano grattugiato, mescolando in seguito con un leccapentole.

Terrina

Foderate con un foglio di carta forno bagnata uno stampo per plumcake e poi versateci dentro il composto.

Stampo

A questo punto, infornate a 170 °C per circa 45/50 minuti. Non aprite ASSOLUTAMENTE il forno per i primi 30 minuti, per evitare che il plum cake si sgonfi. Fate la prova dello stecchino per verificare quando è cotto: se lo stecchino è pulito, allora è venuto il momento di sfornarlo e di farlo raffreddare prima di mangiarlo.

Fine

Buon appetito! :)

M-Review: Pacific Rim

PacificRim

Adoro Guillermo del Toro, lo ritengo uno dei pochi registi in circolazione dotato di una creatività fuori dal normale, capace di trasformare sceneggiature orribili (vedi alla voce Blade II) in film che meritano di essere visti e rivisti. Il Labirinto del Fauno e i due Hellboy, per quanto il secondo non sia al livello degli altri lavori citati, sono dei capolavori visionari, che in mano ad altri si sarebbero trasformati in film ultrapacchiani, ma con lui come nume tutelare sono diventati veri e propri classici. In una stagione cinematografica composta perlopiù da sequel o adattamenti di IP già esistenti (se si eccettua lo scandalosamente brutto After Earth), il lancio di un nuovo franchise è pura aria fresca e Pacific Rim dimostra di avere tutte le potenzialità per avere successo. In un futuro prossimo, una breccia si è aperta nell’oceano nelle vicinanze di San Francisco, dalla quale sono fuoriusciti dei Kaiju, gigantesche creature mostruose che hanno cominciato a distruggere città su città. Per fronteggiarle e ucciderle, i governi hanno autorizzato la costruzione dei Jager, enormi robot controllati in cooperativa da due soldati iperaddestrati e interconnessi fra loro. Il film è  l’atto d’amore di Guillermo del Toro nei confronti degli anime giapponesi anni ’80, da cui attinge a piene mani, sia nella trama che nello stile.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=2vKz7WnU83E]

Un sceneggiatura leggermente più approfondita rispetto al classico blockbuster è sicuramente uno dei punti di forza della pellicola. A parte alcuni personaggi di contorno, sono infatti chiare sia le origin story che le motivazioni di tutti i protagonisti. Aggiungiamoci una storia d’amore (per fortuna) solo abbozzata e una forte enfasi sui legami familiari, cose che fanno capire quanto Del Toro abbia personalizzato il soggetto originale di Travis Beacham (il cui unico precedente credit è il remake di Clash of the Titans, per dire). E’ proprio il protagonista Charlie Hunnam a non brillare particolarmente, mentre se la cava abbastanza bene il resto del cast, dalla giapponesina Rinko Kikuchi a un Idris Elba fermo e deciso, passando per gli svitati Charlie Day e Burn Gornam e l’ottimo Ron Perlman, attore feticcio del regista messicano e un po’ più defilato del solito. La vera star del film, però, sono gli effetti speciali, targati Industrial Light & Magic, assolutamente di prima categoria e che riescono nell’arduo compito di far risultare verosimile quanto vediamo sullo schermo. La percezione che si ha, infatti, è quella che gli scontri tra Jager e Kaiju siano veri e non tra creature completamente generate al computer (a differenza di quanto accade in un qualsiasi Transformers, ad esempio). Nonostante non sia stato girato nativamente in 3D, il film dà la paga a qualsiasi altra pellicola “riconvertita” vista finora, grazie al budget speso in questa operazione, ma anche alla regia di Del Toro, che sembra quasi pensata per l’aggiunta della terza dimensione. Se poi avete la possibilità di gustarvelo in IMAX, fatelo di corsa (il sovrapprezzo, in questo caso, è assolutamente giustificato). Insomma, Pacific Rim mi ha divertito come pochi altri blockbuster negli ultimi anni, anche se la sensazione generale è quella di un film che non riuscirà a essere apprezzato dalle masse, ma soltanto da una nicchia di persone. Spero di sbagliarmi, non sapete quanto…