M-Review: Fast & Furious 6

Fast&Furious6

Nata all’inizio del nuovo secolo, la serie Fast & Furious si è radicalmente modificata nel corso degli anni. Dopo un ottimo primo episodio e un deludente sequel, i produttori hanno provato a cambiare formula, senza però riuscire a portare a casa grandi risultati. Solo a questo punto hanno capito che bisognava ripartire da zero, scelta perfettamente azzeccata, che dopo un quarto film di transizione ha dato origine a una quinta pellicola addirittura meglio riuscita dell’originaleFast & Furious 6 parte esattamente da dove era terminato l’ultimo episodio, con un Dom Toretto (Vin Diesel) ritirato al caldo e accoppiato con quella ipergnocca di Elsa Pataky e un sergente Hobbs (The Rock), che gli chiede di tornare in attività, rimettendo insieme tutta la sua banda, per fermare un criminale che minaccia di recuperare un ordigno in grado di far morire milioni di persone. E come se non bastasse, pare che il suo grande amore Letty (Michelle Rodriguez), apparentemente morta due episodi fa, sia in realtà viva e collabori proprio con il perfido Shaw (Luke Evans).

Budget immenso, cast praticamente al completo (manca solo Eva Mendes) e aspettative altissime sono le premesse su cui si basa questo sesto capitolo, che sposta l’ambientazione nella vecchia Europa, tra una Londra incredibilmente cupa e un’Andalusia inedita (infatti le scene spagnole sono state girate a Tenerife). Nonostante la durata monstre, pari a circa 130 minuti, il film di Justin Lin, sempre dietro la macchina da presa a partire da Tokyo Drift, intrattiene e non annoia, grazie a sequenze che funzionano (anche se tutto il finale in aeroporto è alquanto confusionario), un cast che è ormai una grande famiglia (uno dei temi del film) e finalmente un villain degno di tale nome, che nel prossimo episodio, previsto per la prossima estate, lascerà il posto a qualcuno ancora più degno (rivelato da un cameo nella scena interna ai titoli di coda). Peccato che F&F6, in generale, sia decisamente meno valido del suo predecessore, a causa di una sceneggiatura un po’ ballerina, dialoghi che fanno rizzare i capelli e una serie di scelte poco ispirate che lo rendono appena sufficiente. I fan della saga, comunque, si sono divertiti come pazzi, cosa dimostrata dagli incassi e si divertiranno ulteriormente con il settimo film, che uscirà fra un annetto e vedrà James Wan (Saw) alla regia. Riassumendo, non ho apprezzato particolarmente Fast & Furious 6, ma devo dire che, nonostante i suoi difetti, porta a casa il risultato. E di questi tempi, fidatevi, è una cosa davvero importante.

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