Archive for May 31, 2013

Oggi Cucino Io! #53: Strudel di Mele dell’Alto Adige #CasaAltoAdige

Strudel

Un paio di settimane fa ho avuto modo di partecipare a uno dei vari e interessanti eventi organizzati da Casa Alto Adige. Dopo quello di Febbraio, dedicato alle farine, questa volta era il turno di un altro dei prodotti simbolo dell’Alto Adige, ossia le mele. Tutto quello che abbiamo assaggiato, dal sidro allo strudel, dai succhi alle varie portate (trovate un po’ di foto sul mio Instagram, usando l’hashtag #casaAltoAdige) era infatti a base di questo frutto e delle sue tante varietà. Il momento “interattivo” della serata consisteva nella preparazione dello strudel.

Strudeliamo

Questa volta, rispetto all’altra, tutto era più facile, in quanto noi partecipanti non avevamo da preparare l’impasto, ma semplicemente limitarci a riempire le sfoglie fornite con mele e tutto il resto, chiuderle, personalizzarle e metterle in forno per ritirare a fine serata il risultato dei propri pochi sforzi. Tra gli omaggi della serata c’era un bel kit, preparato dallo chef Stefan Unterkircher del ristorante Castel Ringberg di Caldaro, per preparare questo gustoso dolce della tradizione altoatesina. Oltre all’impasto erano presenti alcune mele e un preparato composto da alcuni degli ingredienti necessari. Inutile dire che, tornato a casa per il weekend, mi sono dato da fare e ho sfornato qualche strudel. La ricetta completa prevede questi ingredienti:

  • 250 g di farina 00
  • 125 g di burro
  • 125 g di zucchero
  • 1/2 bustina di zucchero vanigliato
  • Scorza di limone
  • 1 cucchiaio di latte
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • Un pizzico di sale

Per il ripieno, invece, servono:

  • 600 g di mele
  • 50 g di zucchero
  • 50 g di pane grattugiato abbrustolito nel burro
  • 40 g di uva sultanina
  • 20 g di pinoli
  • 2 cucchiai di rum
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • Scorza di limone

Cominciate mettendo assieme burro, zucchero, scorza di limone e zucchero vanigliato, realizzando un composto omogeneo. Aggiungete uovo, latte, farina, lievito in polvere e impastate, facendo poi riposare l’impasto risultante per almeno mezz’ora.

Impasto

Nel frattempo, sbucciate e pulite le mele, poi tagliatele a pezzettini, per mescolarle successivamente a zucchero, pane grattugiato, uva sultanina, pinoli, rum, zucchero vanigliato, cannella e scorza di limone.

Ripieno

Stendete quindi la pasta con il mattarello, ma piuttosto spessa. Lo strudel, infatti, deve avere una certa consistenza.

Sfoglia

A questo punto, prendete il ripieno e stendetelo lungo una striscia al centro del pezzo d’impasto, per poi arrotolare la pasta su sé stessa. Non dovrà essere troppo alto, se vorrete che l’impasto si chiuda.

Ripieno

Chiudete quindi l’impasto e spennellate poi con dell’uovo per unire meglio i due lati.

StrudelVari

A questo punto, con il forno ventilato a 180 °C, infornate per 35 minuti. Con la pasta spessa, d’altronde, non si può fare molto, se lo si vuole ben cotto.

Sfornati

Spolverate con zucchero a velo, se volete, poi preparatevi a gustarlo. Vi piacerà molto, non ho dubbi.

Finale

Buon appetito! :)

M-Review: Il Grande Gatsby

GatsbyPoster

Ci sono pochi registi in grado di rendere un evento i film che dirigono: Baz Luhrmann è senza dubbio uno di questi. Il cineasta australiano è uno dei pochi che può ancora permettersi di dirigere due pellicole per decennio e disporre sempre di budget astronomici, godendo del pieno favore degli studios. Moulin Rouge è nella mia Top 10 cinematografica e anche Romeo + Giulietta, detestato in adolescenza per colpa del protagonista, non se ne sta troppo distante. Ho relativamente apprezzato anche Australia, che non è così tragedia come in tanti l’hanno definito. Sembra quasi inutile dire che le mie aspettative nei confronti del Grande Gatsby erano altissime, ulteriormente alimentate da tutti i trailer mostrati negli ultimi mesi. Tratto dal romanzo di Francis Scott Fitzgerald, il film narra la storia del miliardario Jay Gatsby e della sua impossibile storia d’amore con la bella Daisy Buchanan, tutto visto dagli occhi del vicino di casa Nick Carraway, che lo incontra per la prima volta all’inizio dei ruggenti anni ’20. Leonardo Di Caprio si dimostra per l’ennesima volta il miglior attore attualmente in circolazione (sì, era proprio lui che odiavo quando ero ragazzino), incarnando perfettamente il complesso protagonista.

 Peccato che, a livello recitativo, sia l’unico a salvarsi, perché tutti i comprimari, da Tobey Maguire a Carey Mulligan, passando per Joel Edgerton, Isla Fisher, Jason Clarke e l’algida e bellissima Elizabeth Debicki, vanno dal “non pervenuto” a “macchietta esagerata“. L’ipercinetico stile registico di Luhrmann trasuda da ogni scena, con il suo montaggio frenetico, le sue magniloquenti panoramiche e i suoi eccessi, ma quello che in Moulin Rouge funzionava perfettamente, qui invece non sta proprio in piedi. C’è proprio una distonia, a mio modo di vedere, tra la storia che dovrebbe essere rappresentata e il modo in cui il regista australiano ha deciso di rappresentarla. Tecnicamente, la pellicola è pazzesca, con costumi e scenografie (curati da Catherine Martin, moglie di Luhrmann) assolutamente spettacolari ed effetti speciali di altissimo livello. Anche la colonna sonora, come tradizione, è fantasmagorica (qua sotto ne potete ascoltare un assaggio): il produttore esecutivo Jay-Z ha messo insieme un roster di artisti che va dalla moglie Beyonce a Sia, passando per Lana Del Rey, Florence + The Machine e i The XX, tanto per citarne alcuni. Tantissimi pezzi originali e qualche cover, belli da ascoltare ma ancora più azzeccati nel contesto del film (l’utilizzo di Together dei The XX, per esempio, è davvero da #epicwin). Il problema è che, nonostante tutte queste cose belle, sia proprio il film a mancare, ciccando miseramente nel trittico regia, sceneggiatura e recitazione. Delusione, cocente delusione, almeno per me.

Tutta la Campagna Social dei Daft Punk (da Wired.it)

DaftPunk

Oggi esce Random Access Memories, il nuovo e attesissimo album dei Daft Punk (recensito in anteprima qui). Si tratta del quarto album per il duo francese (quinto se vogliamo proprio considerare la colonna sonora di Tron Legacy). E’ trascorso quasi un decennio da Human After All, uscito nel 2004 e di acqua sotto i ponti, nel mondo musicale, ne è passata davvero tanta. Il modo in cui gli utenti ascoltano musica è cambiato, come anche il modo di promuoverla. L’utilizzo intelligente del Web è indispensabile per riuscire nell’intento di vendere e la coppia formata da Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem Christo ha dimostrato negli ultimi mesi di sapersela cavare sui social media e di saper sfruttare la rete come pochi altri (grazie all’aiuto di un’agenzia specializzata, Biz3).

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://daily.wired.it/news/internet/2013/05/21/daft-punk-social-media-nuovo-album-247819.html.

Oggi Cucino Io! #52: Tranci di Spada su Letto di Peperoni e Cipolla con Sfumatura di Birra #birrasceltanaturale

Spada

Per l’altra ricetta legata all’iniziativa “Birra gusto naturale“, dopo l’antipasto costituito dai gnocchi di ricotta con olive, mazzancolle e salsa alla birra, come già anticipato la settimana scorsa, sono passato a un secondo di pesce. Bando alle ciance e vediamo questi tranci di spada su letto di peperoni e cipolla con sfumatura di birra. Gli ingredienti che ho usato sono:

  • 500 g di pesce spada
  • 3 peperoni (giallo, verde, rosso)
  • 1 cipolla di Tropea
  • 33 cl di birra Poretti 4 Luppoli
  • Olio q.b.
  • Sale q.b
  • Pepe q.b.
  • Zucchero q.b.
  • Timo q.b.
  • Timo limone q.b.

Cominciate tagliando a dadini i peperoni. Per preparare il “letto” non ve ne serviranno molti, ma usate comunque la quantità indicata sopra, perché potranno esservi utili da mangiare insieme come verdura.

Dadini

Una volta tagliati tutti i peperoni, metteteli in una terrina.

Misto

Fate lo stesso con la cipolla, che dovrà però andare in un contenitore a parte, così da mantenere inizialmente separati i due sapori.

Cipolla

Mettete quindi a marinare la verdura per 15/20 minuti con olio, sale, pepe, timo e zucchero.

Marinare

Nel frattempo, mettete i tranci di spada in una pirofila e conditeli con olio, sale, pepe e qualche rametto di timo limone. In questo modo, la loro carne comincerà a prendere sapore.

Pirofila

Prendete una padella, fatela scaldare e poi saltate la verdura per qualche minuto. Nel caso non la troviate ancora abbastanza saporita, conditela ulteriormente.

Padella

Mettete il pesce in forno a circa 150 °C, versandoci dentro circa mezza bottiglia di birra (io ho usato la Poretti 4 Luppoli). Nel frattempo, preparate il letto di verdure sul piatto da portata, come mostrato nella foto seguente.

Letto

Dopo circa 10 minuti, aprite il forno e versate il resto della birra assieme al pesce, in modo che continui la cottura nel liquido.

Cottura

Attendete il termine della cottura, poi tirate fuori la pirofila dal forno e disponete i tranci sul piatto, magari ripulendoli un po’ dall’albumina che si è formata mentre cuoceva.

Flyby with dog

A questo punto, versate sui tranci un po’ di liquido di cottura (c’è birra dentro, quindi il gusto amarognolo contrasterà perfettamente con quello delicato del pesce spada) servite e gustatevi il piatto con un bel bicchiere fresco di birra Poretti 4 Luppoli.

Finale

Buon appetito! :)

M-Review: La Casa

EvilDead

I remake, soprattutto quando l’originale è un pezzo di storia del cinema o ci si è particolarmente legati, sono film in cui la dilusione (Crozza-Bastianich docet) è sempre dietro l’angolo. Sono ormai 20 anni che il pubblico chiede a gran voce a Sam Raimi un sequel per la sua trilogia più celebre, quella cominciata nel 1983 con il primo Evil Dead e terminata, per ora, nel 1992 col divertentissimo L’Armata delle Tenebre. Ma mentre il regista americano preferisce, da una parte, dedicarsi a film che come già detto spesso e volentieri, secondo me non gli appartengono, dall’altra, con la sua casa di produzione, sostiene giovani registi che realizzano film mirati allo stesso tipo di pubblico che lo aveva sostenuto inizialmente. Fede Alvarez è un giovane uruguaiano che si è fatto conoscere con Panic Attack, un corto ricco di effetti speciali pubblicato su YouTube, realizzato con due soldi, ma che ha catturato l’attenzione di Raimi, il quale ha assegnato al regista un compito difficilissimo, quello di girare un remake di La Casa. E il fatto che sia Raimi stesso ad aver promosso e finanziato il rifacimento, beh, fa ben sperare.

In questa versione 2013 del film, gli occupanti della casa in mezzo ai boschi sono un gruppo di amici, che hanno portato lì Mia, sorella di uno di loro, tossicodipendente, con l’obiettivo di tenerla lontana dal suo demone: la droga. La lettura di un misterioso e gigantesco volume evocherà una creatura demoniaca che prenderà possesso della ragazza e che comincerà brutalmente a uccidere i giovani uno per uno. La maggiore differenza tra originale e remake è che in questa versione l’ironia è stata completamente messa da parte. Il risultato è sorprendentemente efficace: siamo infatti di fronte a uno dei migliori horror da un bel po’ di tempo a questa parte, con sangue che scorre a fiumi, effetti di trucco pazzeschi e morti che più cruente non si può. Alvarez ha uno stile di regia che si addice perfettamente alla storia che sta portando in scena e la sceneggiatura cita spesso momenti e situazioni dell’originale. L’unico anello debole del film è il cast che, a parte una bravissima Jane Levy (che è la protagonista di Suburgatory, per chi ama le serie TV), non brilla particolarmente. Personalmente, ho apprezzato molto questo remake e l’ho trovato una buona modernizzazione dell’originale. E se gli ottimi risultati al botteghino sono un preludio al ritorno di Ash e compagnia cantante, beh, ben venga davvero.

Fuorigio.co e l’#xboxreveal: Martedì 21 Maggio dalle 19

XboxReveal

Dopo l’annuncio di PlayStation 4 da parte di Sony nello scorso Febbraio, ecco arrivare anche il momento in cui Microsoft scoprirà le carte per la prossima generazione di console. Martedì 21, dalle 19:00, la casa di Redmond svelerà al mondo tutto ciò che c’è da sapere sulla nuova Xbox.

Il sottoscritto e tutta l’allegra combriccola di fuorigio.co, seguiremo tutta la diretta dell’evento, ospiti di Ambito5. Attiveremo per la prima volta il nostro canale di Live Streaming e commenteremo insieme tutto l’evento #XboxReveal senza perdere nemmeno un secondo della diretta!

Per inaugurare al meglio il nostro debutto, con noi ci sarà Frank! Speaker radiofonico e amico appassionato di videogiochi che ha deciso di vivere una emozionante serata insieme a noi.

A questo punto non vi resta che puntare il vostro browser su live.fuorigio.co e godervi lo spettacolo! :-)

Oggi Cucino Io! #51: Gnocchi di Ricotta con Olive, Mazzancolle e Salsa alla Birra #birrasceltanaturale

Gnocchi

Qualche settimana fa ricevo un’e-mail in cui mi viene chiesto se mi piacerebbe partecipare a un’iniziativa intitolata “Birra gusto naturale“. Inutile dire che, essendo un forte consumatore di questa bevanda, in ogni sua forma, non potevo dire di no. L’iniziativa, promossa da Assobirra, l’associazione italiana dei produttori di birra, ha come obiettivo quello di promuovere la birra come bevanda naturale e amata da chi ha scelto uno stile di vita green.

La partecipazione all’iniziativa implicava anche la realizzazione di una ricetta che contenesse o fosse accompagnata dalla birra (per dovere di cronaca, ho ricevuto un fantastico pacco contenente 12 bottiglie di varie marche, da utilizzare per questo e, ovviamente, anche da bere). Io ho deciso di preparare addirittura una cena, quindi di realizzarne due: un antipasto, oggetto di questo post, e un secondo di pesce, che vedrete la prossima settimana. Per preparare questi gnocchi di ricotta con olive, mazzancolle e salsa alla birra, ho utilizzato:

  • 300 g di ricotta fresca
  • 120 g di farina 0
  • 1 uovo
  • 50 g di olive taggiasche
  • 5 cl di birra Moretti Baffo d’Oro
  • 10 g di panna da cucina
  • 4 mazzancolle
  • Olio q.b.
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Maggiorana q.b.
  • Aceto di mele q.b.

Partiamo con la preparazione dell’impasto dei gnocchi di ricotta. Mettete assieme ricotta, farina e uovo e cominciate a impastare, aiutandovi con un leccapentole.

Impasto

Aggiungete sale, pepe e le olive tagliate molto piccole (evitate di fare una poltiglia), poi continuate a mescolare.

Olive

Assaggiate e continuate ad aggiungere questi ultimi tre ingredienti finché il sapore dell’impasto non vi ha convinto. Se volete, mettete anche qualche goccia di aceto di mele per dare un po’ di acidità al tutto. Lasciate quindi riposare l’impasto in frigo per una mezz’ora.

Impasto finale

Mettete a bollire l’acqua e, nel mentre, preparate le mazzancolle. Prendete una padella, versate un po’ d’olio sul fondo, fatela scaldare e poi buttatele dentro, sfumandole con la birra.

Gamberi

Una volta tolti i gamberi dalla padella, aggiungete al liquido di cottura la panna e la maggiorana per creare la salsa che sarà utilizzata per accompagnare il piatto finale. Mentre l’acqua finisce di bollire, dotatevi di due cucchiai e create i gnocchi: devono essere di dimensioni abbastanza grosse, a forma di quenelle.

Preparazione

Gettateli nell’acqua bollente e fateli cuocere finché non sono tornati a galla. Vi conviene cuocerne un paio alla volta, altrimenti rischierete che vi scappino.

Cottura

Una volta cotti, disponeteli sul piatto da portata, con un paio di olive sopra ciascuno, alternati alle mazzancolle, magari tagliando queste ultime in due parti. Nel frattempo, fate scaldare la salsa sul fuoco, in modo da contrastare il fatto che il gnocco sia un piatto freddo.

Flyby

A questo punto, mettete qualche erbetta (io ho usato della melissa) per guarnire, poi versate la salsa sopra i gnocchi. Gustatevi il piatto con un bel bicchiere di birra Moretti Baffo d’Oro, perfetta per antipasti di questo genere.

Closeup

Buon appetito! :)

M-Review: Hansel & Gretel: Cacciatori di Streghe

Poster

Per certi registi, disporre di un budget molto più alti di quelli a cui sono abituati porta spesso a risultati insoddisfacenti. Il norvegese Tommy Wirkola si era fatto conoscere dagli appassionati con Dead Snow, un ironico horror a basso budget, stiloso e divertente, che gli ha permesso di fare qualcosa che non riesce proprio a tutti i cineasti semi-esordienti: andare a Hollywood con una propria sceneggiatura, trovare una casa produttrice disposta a sviluppare il progetto (nella fattispecie la Gary Sanchez Productions del grande Will Ferrell) e una major (o due, visto che si tratta di una coproduzione Paramount/MGM) intenzionata a metterci la grana, più o meno 50 milioni di dollari. Nasce così Hansel & Gretel: Cacciatori di Streghe, rivisitazione completamente fuori di melone della nota fiaba, in cui vediamo fratello e sorella, anni dopo aver rischiato di morire nella casetta di marzapane, diventati cacciatori di streghe, che devono vedersela con una minaccia proveniente dal loro passato.

Se vi aspettate una trama più complessa, cambiate pure film, perché la pellicola interpretata da Jeremy Renner (che l’ha girata ancora prima di Mission Impossible: Ghost Protocol, The Avengers e The Bourne Legacy), da una Gemma Arterton sempre più gnocca e da una cattivissima Famke Janssen, sepolta però da chili di trucco, è un insieme di sequenze frenetiche, senza un momento di sosta, caratterizzate da assurdità varie, armi da videogioco e sangue a fiumi. Il problema, dal mio punto di vista, è che un film del genere, con un budget contenuto, avrebbe costretto il regista a trovare soluzioni un po’ più creative, mentre così tutto va esattamente come ci si aspetta. La storia, come profondità, non è tanto diversa da Dead Snow, ma è l’esecuzione che fa un po’ desiderare. Non posso negare di essermi divertito, sia chiaro, ma i difetti del film, a mio modo di vedere, in questo caso sono molto maggiori dei pregi. Se vi piace il genere, un’occhiata magari dategliela, ma aspettate di recuperarlo in home video (nonostante mi dicano che il 3D è molto buono).

Videogiochi, quando trailer e screenshot sono poco realistici (da Wired.it)

ScreenShotFake

Videogiochi e cinema si assomigliano sempre di più in diversi elementi, a partire dal budget fino al modo in cui vengono venduti e promossi al grande pubblico. Se una volta bastavano semplici screenshot di gioco, magari leggermente ritoccati, e trailer che riflettevano momenti in cui il giocatore si trovava poi direttamente coinvolto, da qualche tempo a questa parte sono la spettacolarità e il cosiddetto punch emozionale a dover emergere a tutti i costi, proprio come accade con i trailer cinematografici. Non che sia un male, ma è la dimostrazione delle distanze siderali esistenti tra chi sviluppa un videogioco e le divisioni marketing delle stesse aziende sviluppatrici o dei publisher. Vendere è importantissimo…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/05/08/videogiochi-trailer-marketing-3275819.html.

Oggi Cucino Io! #50: Ciambelline all’Olio d’Oliva e Vinsanto

CiambelleVi racconto, anche se forse l’ho già fatto, come avviene la scelta della ricetta della settimana. Io ne cerco qualcuna che mi intriga, le propongo al feldmaresciallo (a.k.a. mia madre), che nel 90% dei casi non le approva, quasi sempre per l’eccesso di burro (“Mangi troppi grassi”, peccato che a far ingrassare siano i carboidrati e non quelli, ma vabbè, vai a farlo capire). Le ricette con l’olio, e meno ce n’è meglio è, passano quasi sempre. Non che sia un male, per carità, ma mi mancano i frollini fatti come si deve. In queste ciambelline ho usato olio d’oliva al posto del solito olio di semi, cosa che gli ha dato un sapore davvero particolare. Per preparare queste ciambelline all’olio d’oliva e vinsanto dovrete utilizzare:

  • 240 g di farina 00
  • 50 g di fecola di patate
  • 20 g di farina di mandorle
  • 4 g di lievito per dolci
  • 100 g di zucchero a velo
  • 2 tuorli d’uovo
  • 80 ml di olio extravergine di oliva
  • 60 g di frutta essiccata
  • 40 ml di vinsanto
  • Un pizzico di sale

Per prima cosa, mettete il vinsanto in freezer, perché dovrà essere molto freddo quando lo utilizzerete nell’impasto. Quindi, triturate la frutta essiccata (io ho usato ciliegie e albicocche) e immergetela nell’olio d’oliva, in modo da ammorbidirla.

Frutta/Olio

Mettete insieme farina, lievito, sale e zucchero a velo, setacciando il tutto per evitare che si formino grumi, quindi aggiungete la farina di mandorle e cominciate a mescolare con un cucchiaio.

Polveri

Unite, nell’ordine, olio, frutta e i due tuorli e continuate a mescolare. Dopo un po’, aggiungete anche il vinsanto.

Impastare

Andate avanti con il cucchiaio finché non sarà necessario lavorare l’impasto a mano, per compattarlo e renderlo una pallotta unica. Il risultato sarà una pasta piuttosto unta che però, in alcuni casi, potrebbe tendere a sbriciolarsi. Se ciò dovesse succedere, il mio consiglio è quello di aggiungere altri 10/20 ml d’olio e continuare a impastare.

Impasto

Mettete l’impasto a riposare in frigo per una decina di minuti, poi tiratelo fuori. Dovrete creare dei piccoli filoni di pasta, per poi avvolgerli su loro stessi e realizzare le ciambelline.

Mano

Riempite quindi uno stampo di ciambelline, operazione che non dovrebbe richiedere molto tempo. Nel mio caso, a causa dell’impasto un po’ troppo friabile, ci ho messo di più, ma pazienza.

Stampo

A questo punto, infornate a 170 °C in forno ventilato, per 12/15 minuti. Tirate fuori dal forno e lasciatele raffreddare per qualche decina di minuti.

Raffreddamento

Armatevi di un colino e spolverate le ciambelline con un po’ di zucchero a velo, per renderle ancora più dolci e gustose.

Montagna

Buon appetito! :)