M-Review: Iron Man 3

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The Avengers ha segnato la chiusura della cosiddetta Fase 1 dell’universo cinematografico Marvel: una serie di film, sei per l’esattezza, cominciati proprio con il primo Iron Man, che hanno portato alla più grossa reunion di supereroi di tutti i tempi. Se la Fase 1 è durata all’incirca 4 anni, la Fase 2 si risolverà nella metà del tempo. Tutte le pellicole che porteranno a The Avengers 2, in uscita a Maggio 2015, sono infatti già state delineate: il sequel di Thor arriverà a Novembre, mentre nel 2014 sarà la volta di un nuovo Captain America e della novità assoluta, Guardians of the Galaxy. Questa seconda fase comincia proprio come era cominciata la prima, da un Tony Stark profondamente cambiato, però, rispetto a quando lo abbiamo conosciuto per la prima volta. I fatti di New York hanno infatti avuto contraccolpi piuttosto pesanti sulla psiche del geniale miliardario proprietario delle Stark Industries, i cui nemici sono questa volta una figura proveniente dal suo passato, lo scienziato Aldrich Killen e un malvagio e spietato terrorista, chiamato Il Mandarino. Dopo il disastro, anche se non a livello di incassi, costituito da Iron Man 2, un bel colpo di coda era necessario per riportare le avventure cinematografiche di Tony Stark sulla retta via. La scelta di Shane Black come regista e co-sceneggiatore si è rivelata incredibilmente azzeccata.

Per chi non lo sapesse, il personaggio in questione, ai tempi giovanissimo, ha scritto i primi due Arma Letale, per poi proseguire con cose come Last Action Hero e L’Ultimo Boy Scout. Il suo primo film da regista, Kiss Kiss Bang Bang, risalente al 2005, che guarda caso aveva Robert Downey, Jr. come protagonista, è un gioiellino che gli amanti delle action comedy non possono assolutamente perdersi. Shane Black ci ha messo tantissimo del suo in Iron Man 3: il film è fondamentalmente una action comedy (molto meno dark e cupa di quanto viene venduto dai trailer), che alla fine si trasforma in un buddy movie alla Arma Letale, con una struttura molto simile alle pellicole sopraelencate. Non mancano ovviamente le sequenze d’azione spettacolari, dall’attacco a Casa Stark al salvataggio dei passeggeri dell’Air Force One, passando per il pirotecnico e affollatissimo finale con le mille mila armature diverse, ma l’assurdo è che conta molto di più tutto il resto rispetto a quei momenti in cui si vedono i 200 milioni di dollari messi in campo da Disney per imbastire questo sequel. La sceneggiatura unisce una trama che va avanti senza sosta e dialoghi brillanti con battute fantastiche a incomprensibili buchi logici su alcuni personaggi di contorno e colpi di scena telefonati all’inverosimile (vi anticipo che i fan del fumetto si incazzeranno a morte dopo aver visto la “trasformazione” del Mandarino, geniale, seppur supertelefonata, in questo contesto). Robert Downey, Jr. continua a gigioneggiare in quello che è probabilmente il personaggio che più gli appartiene nella sua storia d’attore, Gwyneth Paltrow ha qualcosa in più da fare rispetto al solito e Don Cheadle si comporta come il suo personaggio richiede. Ben Kingsley dà vita a un Mandarino credibile in qualsiasi cosa faccia, nel bene e nel male, mentre purtroppo Guy Pearce ha lo stesso appeal come cattivo del sottoscritto in mezzo a un harem di modelle. Non pervenuta, purtroppo, Rebecca Hall, bellezza affascinante e di gran classe, ma il cui personaggio, così come è messo in scena, non serve assolutamente a nulla. Gli effetti speciali, questa volta made in WETA Digital (e non più dalla “factory di casa” IL&M), sono davvero superlativi e lo stesso si può dire di tutta la parte tecnica. Iron Man 3 è un film che, nonostante i grossolani difetti di script, mi è piaciuto e mi ha divertito un sacco, tenendomi incollato alla poltrona per tutti i suoi 130 minuti di durata. La cosa triste è che potrebbe essere l’ultima avventura cinematografica, per un po’ di tempo, di Tony Stark. Vedremo se Marvel è così miope da lasciarsi scappare altre occasioni simili.

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