Archive for March 29, 2013

Oggi Cucino Io! #44: Biscotti alla Banana con Ciliegie Essiccate e Glassa Rossa al Limone

Header

Qualche weekend fa mi sono messo alla ricerca di una ricetta per biscotti che prevedesse l’uso di frutta fresca. Non se ne trovano tante in giro, per cui dopo aver beccato, su uno dei libri materni, un biscotto alla banana, ho deciso di mettermi subito a farla. Gli ingredienti che ho utilizzato per questi biscotti alla banana con ciliegie essiccate e glassa rossa al limone sono:

  • 200 g di farina 00
  • 75 g di zucchero
  • 50 g di burro freddo
  • 50 g di panna
  • 1 uovo
  • 50 g di farina di mandorle
  • 1 banana
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 1 pizzico di sale
  • Ciliegie essiccate
  • 50 g di zucchero a velo (per la glassa)

  • Colorante alimentare rosso in gel (per la glassa)

Cominciate tagliando a pezzi una banana, schiacciatela con una forchetta in modo da creare una poltiglia, poi irroratela con un cucchiaio di limone.

Banana

Unite farina, burro, panna, zucchero, farina di mandorle, sale, uovo, qualche ciliegia essiccata tritata finemente e la banana schiacciata, poi impastate. L’impasto risultante sarà piuttosto elastico e compatto, ma dovrete obbligatoriamente gestirlo con il sac à poche.

Impasto

Armatevi quindi della sacca da pasticcere e create delle pallotte di impasto su una teglia ricoperta di carta forno. Visto che non c’è lievito, potrete disporle tranquillamente una vicina all’altra. Dopodiché, mettete una ciliegia essiccata al centro di ogni pallotta e premete per schiacciarla al centro e appiattire l’impasto.

Teglia

Mettete quindi in forno per circa 20 minuti a 180 °C se usate un forno ventilato, a 200 °C nel caso di un forno normale. Sfornate e mettete a raffreddare i biscotti dove vi è più comodo.

Biscotti

A questo punto, mettete 50 grammi di zucchero a velo in una ciotola, assieme a 2 gocce di colorante rosso in gel e cominciate a mescolare con un cucchiaino. Versate pian piano, continuando a mescolare, il cucchiaio di limone rimasto e andate avanti finchè non si è formata una glassa bella densa.

Glassa

Armatevi di siringa e decorate i biscotti come più vi aggrada. Se non siete molto pratici, come il sottoscritto, purtroppo i ghirigori non verranno al meglio, ma si sa, sbagliando si impara. Lasciatela a solidificare per un po’, poi gustate la vostra creazione.

Glasse

Buon appetito! :)

M-Review: Spring Breakers #figaamazzi

Spring Breaker HeaderLa coppia Larry Clark/Harmony Korine ha saputo descrivere, più di chiunque altro, la gioventù americana degli ultimi 20 anni. Sin dai tempi di Kids, di cui il primo era regista, mentre il secondo sceneggiatore, i due hanno illustrato con notevole realismo quella facciata dei giovani che tutti, a volte, fingiamo di non conoscere. Spring Breakers procede su questa linea e, nonostante la trama all’apparenza banale, ha al suo arco una serie di frecce di un certo peso. La storia è quella di un gruppetto di giovani e disinibite (oltre che stragnocche) studentesse universitarie che decidono di rapinare un fast food per potersi permettere di partecipare allo Spring Break, la settimana di puro divertimento e perdita di controllo, vero e proprio rito di passaggio all’età adulta per gli adolescenti americani. Il colpo di genio del regista sta nell’aver chiamato a interpretare le protagoniste tre starlette di casa Disney, che siamo solitamente abituati a vedere in tutt’altre vesti.

Se Vanessa Hudgens e la mia cotta personale Ashley Benson sono un po’ più smaliziate (ovviamente non vi linkerò gli autoscatti nudi della Hudgens, siete abbastanza grandi per trovarveli da soli), Selena Gomez invece dà vita a un personaggio molto più fragile ed è quella che ne esce meglio a livello di recitazione. C’è poi anche la giovane moglie del regista, Rachel Korine, che è alla fine l’unica delle quattro a mostrarsi come mamma l’ha fatta. James Franco dà vita a un’interpretazione quasi perfetta, con un personaggio che funge da catalizzatore della storia, oltre a essere protagonista della sequenza più bella del film, una cover al pianoforte di Everytime di Britney Spears, con una rapina sullo sfondo, a metà tra surreale e completa pazzia. Echi di Drive nello stile registico e un montaggio non cronologico sono gli elementi che risaltano di questo film, il cui maggiore problema è quello di suscitare nello spettatore, alla fine, un semplice “E quindi?“. Non si capisce dove voglia parlare il regista, non c’è una morale chiara. Per carità, Spring Breakers non è assolutamente un brutto film, solo che non si capisce dove vuole andare a parare e, purtroppo, questo è il suo limite maggiore. Da vedere, ma non aspettatevi nulla di straordinario.

Oggi Cucino Io! #43: Macine al Limone

Macine

Questa settimana ho deciso di provare una versione diversa del classico frollino, a livello di ingredienti base, aggiungendogli inoltre una variante aromatica, fornita dal limone. Gli ingredienti che ho usato questi biscotti sono:

  • 225 g di farina gialla fine
  • 150 g di farina 00
  • 150 g di zucchero
  • 90 g di burro fuso
  • 70 g di panna
  • 3 tuorli d’uovo
  • 5 g di lievito per dolci
  • Buccia e succo di un limone

Mettete insieme tutti gli ingredienti nell’impastatore/planetaria e lasciate andare finché non si è formato un impasto bello compatto.

Ingredienti

Avvolgete l’impasto nella pellicola e mettetelo a riposare in frigo per almeno mezz’ora.

Impasto

Dopo averlo tolto dal frigo, stendete un foglio di carta forno, spolveratelo con un po’ di farina e poi tirate la sfoglia. L’impasto, a causa della presenza del limone, risulta piuttosto umido e tenderà ad attaccarsi alla carta forno. Grazie alla farina, riuscirete a tirarlo molto più facilmente.

Sfoglia

A questo punto, prendete un coppapasta da 3/4 cm di diametro e cominciate a creare dei biscotti di forma rotonda. Usate un beccuccio di forma tonda per creare il buco nel mezzo.Biscotti

Infornate per 12/15 minuti, come sempre, a 180 °C di temperatura, poi mettete a raffreddare i biscotti su una gratella. Assaggiateli per apprezzare il forte aroma di limone, che gli conferisce un gusto davvero particolare.

Macine

Buon appetito! :)

M-Review: Gangster Squad

GangsterPoster

L’ultima resurrezione del genere hard boiled si era verificata alla fine degli anni ’90, grazie al successo di L.A. Confidential. Ci sono voluti quasi quindici anni e un videogioco, L.A. Noire, per convincere qualcuno a riproporre questo tipo di storie al cinema. E’ innegabile, vedendo Gangster Squad, che il titolo Rockstar/Team Bondi sia stata la principale fonte d’ispirazione visiva per il terzo film da regista di Ruben Fleischer, che avevamo apprezzato col divertentissimo Zombieland, trattato a pesci in faccia dalla distribuzione italiana, qualche anno fa. La storia del film è quella che vi aspettereste da una pellicola di questo tipo: c’è la Los Angeles di fine anni ’40, un gruppo di poliziotti, un gangster, la pupa del boss che se la fa con uno dei tutori della legge e tutti gli elementi che caratterizzano il genere.

Il principale problema di Gangster Squad è che nelle sue quasi due ore di durata non riesce mai a sollevarsi dalla sua medietà, se mi si passa il termine. Non è un brutto film, sia chiaro, solo che non ha particolari punti di forza, né a livello tecnico, né a livello artistico. Fleischer porta tranquillamente a casa il compitino, affidandosi a un gruppo di attori con cui non si può sbagliare, guidato da Josh Brolin, Sean Penn, Ryan Gosling ed Emma Stone, con tanti altri nomi e volti noti (da Nick Nolte a Mireille Enos, passando per Troy Garity e Anthony Mackie) in ruoli di contorno. Il cast, però, non si sbatte più di tanto e si limita a fare il minimo sindacale per essere credibile nel proprio ruolo. La ricostruzione della Los Angeles della prima metà del secolo scorso è bella da vedere, la fotografia è patinata al punto giusto e ci sono pure un paio di sequenze con qualche trovata interessante. Nel complesso, però, il film si colloca in quel limbo dove si trovano tutti i “senza infamia e senza lode“. Per me, grossa occasione mancata.

Real Racing 3, rivoluzione free-to-play (da Wired.it)

RealRacing3

Quando si parla di giochi di guida per piattaforme mobili, in particolare iOS, il primo nome che viene alla mente è senza dubbio quello di Real Racing. Il simulatore di guida sviluppato dagli australiani di Firemint e uscito nel 2009 ha segnato la storia degli smartphone di casa Apple, come il suo sequel, Real Racing 2, apparso su App Store nel 2010, e – con i suoi 2 milioni di dollari di budget – a lungo il gioco più costoso realizzato per iOS. Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, Firemint è stata acquisita da Electronic Arts e, dopo essersi fusa con Iron Monkey, altro sviluppatore australiano responsabile di numerosi porting mobile per conto di EA, ha dato origine a Firemonkeys, che è diventato il riferimento per il megapublisher americano quando si parla di racing game su piattaforme tascabili.

Need for Speed: Most Wanted, uscito qualche mese fa, è stato il primo gioco realizzato dalla nuova software house ed è stato l’antipasto…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/03/06/real-racing-3-simulatore-guida-78365.html.

Oggi Cucino Io! #42: Biscotti Doppia Sfoglia con Mirtilli e Ciliegie Essiccate

BiscottiSpesso, i vecchi libri di ricette della mamma sono il modo migliore per trovare cose buone e che non abbia già rifatto più volte. Questi biscotti, nella versione originale, contenevano uva passa, ma siccome non amo l’uvetta, ho deciso di sostituirla con frutta essiccata che avevo in casa. Gli ingredienti che ho usato sono:

  • 300 g di farina 00
  • 100 g di zucchero
  • 150 g di burro
  • 1 uovo
  • Succo di mezzo limone
  • 100 g di ciliegie/mirtilli essiccati
  • Un pizzico di sale
  • Zucchero a velo

Mettete tutti gli ingredienti, tranne la frutta essiccata, nell’impastatore/planetaria e lasciate andare finché non si è formato un impasto bello compatto. Nel frattempo, bagnate la frutta con un vino dolce (come il Moscato che ho usato io), poi strizzatela e scolate il liquido, quindi sminuzzatela in pezzi più piccoli.

Frutta sminuzzata

Tirate la sfoglia in modo che abbia uno spessore di 2/3 mm. A questo punto avete due alternative: potete creare due rettangoli che poi dovrete sovrapporre, oppure potete ricoprire una parte della sfoglia con l’altra che avete lasciato libera.

Sfoglie

Qualsiasi soluzione abbiate scelto, distribuite in modo uniforme sulla sfoglia la frutta sminuzzata.

Frutta e sfoglia

Dopodiché, ricopritela con l’altro velo di sfoglia e, con il mattarello, fate aderire i bordi e la pasta all’interno.

Aderire

Armatevi di un coltello ben affilato e tagliate i due strati di sfoglia con dentro i mirtilli e le ciliegie, prima a strisce abbastanza larghe, creando successivamente biscotti di forma rettangolare.

Biscotti rettangolari

Infornate a 180 °C in forno ventilato per circa 20 minuti e poi mettete a raffreddare i biscotti su una grata. Spolverateli di zucchero a velo e preparatevi a gustarli.

Fine

Buon appetito! :)

M-Review: Broken City

BrokenCityHeader

Per cominciare, una piccola curiosità: questo film ha la bellezza, secondo i credits su IMDB (ma lo noterete anche osservando i titoli di coda), di 21 produttori. Il budget, stranamente, è inferiore ai 40 milioni di dollari e non è che sia un male, anzi, ma analizzato assieme al dato di cui sopra, non fa presagire buone cose. Dopo averlo visto, comunque, non si può dire che Broken City sia un brutto film, ma soltanto una gigantesca occasione sprecata. Perché quando disponi di un cast con gente come Russell Crowe, Mark Wahlberg e Catherine Zeta-Jones nei ruoli principali e svariati volti noti come Barry Pepper, Griffin Dunne, Kyle Chandler e Jeffrey Wright in quelli di contorno e ciò che riesci a tirare fuori è una pellicola da seconda serata sfigata su Italia 1, forse è meglio farsi qualche domanda. Il problema del film di Allen Hughes, alla sua prima regia in solitaria senza il fratello Albert, è il suo essere davvero ordinario, oltre a non fornire particolari emozioni, compiendo una serie di peccati davvero mortali.

La storia è quella di un ex-poliziotto che, riciclatosi investigatore privato, viene assoldato dal sindaco di New York in periodo pre-elettorale per seguire la moglie fedifraga. Inutile dire che il tradimento non è altro che la punta dell’iceberg di una vicenda con qualche colpo di scena (molto prevedibile, state tranquilli) che metterà a dura prova le persone coinvolte. Nessun membro del cast si impegna più di tanto, in primis i due protagonisti. Sia Crowe che Wahlberg, infatti, si limitano a portare a casa la pagnotta, come tutti gli altri. Aggiungiamoci una regia senza particolari guizzi e una sceneggiatura poco brillante e potete capire a cosa ci troviamo davanti. Il problema è che non ci sono nemmeno difetti così grossi con cui potersela prendere. Broken City è un film che non si prende né rischi né topiche clamorose, ma per cui risulta difficile trovare elementi per consigliare o sconsigliare di vederlo. C’è di peggio in giro, ma anche tanto di meglio.

Il presente e il futuro di Activision Mobile (da Wired.it)

Canessa

Tra i grandi dell’entertainment videoludico mondiale, Activision è sicuramente il nome che si è sentito di meno nel mondo mobile di questi ultimi anni. Mentre EA e Ubisoft hanno dominato l’App Store, rilasciando una valanga di prodotti, la software house californiana ha centelinato le proprie uscite, con l’obiettivo di muoversi in forza fosse il momento giusto. Da poco meno di un anno, Activision ha esplicitamente creato una propria divisione mobile, a cui è stato messo a capo Greg Canessa, ex-PopCap e Microsoft. Abbiamo avuto modo di intervistarlo per fargli qualche domanda sul presente e sul futuro di Activision nel mercato mobile.

Come mai Activision ha deciso di entrare in forza nel mercato mobile soltanto adesso, diversi anni dopo gli altri player più importanti? Per quale motivo ritenete che questo sia il momento giusto per farlo?

“Per prima cosa, vorrei far notare che Activision ha partecipato attivamente al mercato mobile negli ultimi due anni e ha ottenuto diversi successi, soprattutto su iOS. L’approccio è stato diverso…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/02/19/activision-mobile-canessa-56154.html.

Oggi Cucino Io! #41: Ciambelline Agrumate con Cuore di Ciliegia

CiambellineQuesta volta ho voluto un po’ sperimentare. Ho trovato in giro per la rete una ricetta per dei biscotti all’olio d’oliva, poco grassi (ma con molte uova, quindi il feldmaresciallo ha dovuto ovviamente trovar da dire) e l’ho modificata con un paio di tocchi personali. Nulla di rivoluzionario, sia chiaro, ma il risultato finale è stato decisamente incoraggiante. Vi elenco quindi gli ingredienti che ho usato per queste ciambelline:

  • 340 g di farina 00
  • 3 uova intere
  • 120 g di zucchero semolato
  • 50 ml di olio extravergine d’oliva (ligure)
  • 8 g di zucchero vanigliato
  • 8 g di lievito per dolci
  • Scorza di 1 arancia
  • Un pizzico di sale
  • Ciliegie essiccate

Ricavate la scorza da una bella arancia grossa, poi mettete uova e zucchero in un recipiente e cominciate a sbattere il composto. Dopo un po’, aggiungete l’olio extravergine d’oliva e la scorza.

Ingredienti

A questo punto, versate il liquido in un’altra terrina in cui avete già messo farina (setacciata), lievito e sale. Cominciate a impastare, è indifferente che lo facciate a mano o con qualche macchinario.

Pre-impasto

Qui devo ammettere di aver probabilmente sbagliato qualcosa negli ingredienti. La ricetta originale, infatti, diceva che l’impasto finale avrebbe dovuto essere compatto e pronto per essere steso con un mattarello. Peccato che a me sia venuto fuori un qualcosa di molto elastico e attaccaticcio, difficile da gestire anche con il sac à poche. Sì, devo ammetterlo, le ciambelline sono state un ripiego dovuto alla situazione, ma in cucina si deve essere pronti anche a questo.

Impasto

Ho così recuperato uno stampo in silicone e, con il sac à poche, ho riempito per tre quarti ciascun stampino. Dopodiché, ho preso ogni singolo pezzo di pasta e l’ho appiattito leggermente usando le mani. In credenza avevo alcune ciliegie essiccate comprate in fiera qualche settimana fa e ne ho messa una per ciambellina.

Stampo

Infornate per circa 15 minuti a 180 °C e poi tiratele fuori dal forno. Ok, dovevano essere semplici frollini all’olio, si sono trasformati in qualcosa di più sfizioso. Non tutto il male vien per nuocere. :)

Ciambelline

Buon appetito! :)

M-Review: Die Hard: Un Buon Giorno per Morire

DieHardHeader

Ci sono personaggi entrati nella storia del cinema che, a un certo punto, dovrebbero essere lasciati stare e non più tirati in ballo in nessun modo. E’ giusto gli appassionati se ne ricordino nel modo migliore possibile. Quando Bruce Willis è tornato a interpretare il personaggio di John McClane, nel 2007, in Die Hard: Vivere o Morire, non potevo far altro che storcere il naso. Per carità, per quanto oltre il limite del ridicolo, il film era sicuramente piacevole da guardare, ma resta il fatto che scongelare questa icona degli action movie 12 anni dopo la sua ultima e memorabile apparizione cinematografica (il divertentissimo Die Hard: Duri a Morire), sia alquanto discutibile. Lo stesso vale per questo quinto episodio della serie, che marcava malissimo sin da quando è stato annunciato. La trama può essere riassunta in modo molto semplice: il buon John decide di recarsi a Mosca alla ricerca del figlio scomparso, per scoprire che il ragazzo ha deciso di seguire le orme del padre ed è un agente della CIA che sta seguendo una banda di criminali che vogliono portarsi a casa armi nucleari.

Diretto da quell’incapace di John Moore, regista che sembra la ruota di scorta che la 20th Century Fox usa quando non sa a chi far dirigere un film, Die Hard: Un Buon Giorno per Morire è un colpo al cuore per i fan del poliziotto interpretato da Bruce Willis. Botti concentrati all’inizio e alla fine, con tanta noia nel mezzo e la sensazione che qualche dirigente della major abbia fatto un po’ di spending review quando si trattava di mettere in piedi il film, cominciando dal cast. A parte Willis, il quasi debuttante Jai Courtney (che comunque un paio di cose grosse le ha fatte) e un paio di brevissime apparizioni di facce note, il resto è composto da misconosciuti volti provenienti dall’est europeo (anche il fattore gnocca è coperto, grazie alla bellissima Yuliya Snigir, peccato che a parte la scena vista nel trailer, successivamente sia sempre coperta dalla testa ai piedi). Poche ambientazioni, ritmo completamente traballante, regia poco ispirata, interpretazioni annoiate e all’insegna del “quando finiamo di girare?“. Questo ultimo Die Hard è un vero disastro, un film in cui i 92 milioni di $ spesi per mettere in scena il tutto non si vedono per niente in scena e una delusione per tutti quelli che ogni tanto mettono su il DVD di Trappola di Cristallo per vedersi gli action belli di una volta. John Moore e Skip Woods, andate a zappare i campi.