V-Review: Guardians of Middle-Earth (PSN)

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Nota bene: l’articolo è stato pubblicato Lunedì 21 Gennaio su Wired.it. Lo trovate anche all’indirizzo: http://gadget.wired.it/reviews/videogiochi/2013/01/21/guardians-of-middle-earth-9383674.html.

Che cos’è un MOBA? Significa Multiplayer Battle Online Arena e si riferisce a quel genere di giochi, nato con Defense of the Ancients (per gli amici DotA), mappa custom per Warcraft 3: Reign of Chaos, nel quale due squadre composte da un certo numero di personaggi ciascuna si scontrano con l’obiettivo di distruggere la struttura principale in possesso della squadra rivale. Nel farlo, vengono aiutati da gruppi di unità generati periodicamente dal computer, che si muovono verso la struttura avversaria seguendo percorsi predefiniti. Si tratta di un genere che mischia azione e strategia, visto che entrambe le componenti sono necessarie per vincere: non si attaccano quasi mai gli eroi avversari, ma sempre le loro strutture, mentre la coordinazione con il proprio team risulta fondamentale per portare a casa la vittoria.

Questo genere di giochi è nato e proliferato su PC, con titoli come League of Legends, nato nel 2009, che conta ben 32 milioni di iscritti e diversi milioni di giocatori ogni giorno, ma non era mai comparso su console. Guardians of Middle-Earth è il primo esempio di MOBA per PlayStation 3 e Xbox 360. Un esperimento davvero rischioso da parte di Warner Bros, che si è affidata ai veterani di Monolith (reduci da un altro prodotto online-only su licenza, lo sparatutto Gotham City Impostors) per tentare di portare questo genere sulle attuali console. Utilizzare una licenza pesante come quella del Signore degli Anelli, con Lo Hobbit nelle sale, è una scelta decisamente fuori dagli schemi, visto che di solito i prodotti legati ai film hanno come unico obiettivo quello di vendere il più possibile, seguendo il concetto del minimo sforzo, massimo guadagno. Warner Bros merita già di ricevere complimenti per aver evitato di realizzare un tie-in di Lo Hobbit, tentando qualcosa di più profondo e, soprattutto, innovativo.

L’unica via per riuscire a portare un genere simile su console era quella di semplificare le meccaniche di gioco e, da quanto visto, in Monolith ci sono riusciti in modo decisamente egregio. Per quanto riguarda i controlli, l’accoppiata mouse/tastiera che su PC garantisce precisione e velocità è stata sostituita con un sistema basato sulle aree di effetto, perfettamente controllabile via pad. Non servirà più mirare verso le strutture o i personaggi nemici, perché sarà sufficiente far entrare il bersaglio all’interno del raggio d’azione per riuscire a colpirlo. L’altra semplificazione riguarda la mancanza di un market interno, per acquisire nuove abilità per i propri guardiani, rimpiazzato da un più agevole e intuitivo sistema di upgrade automatico quando si sale di livello. Non aspettatevi di poter controllare tutti i personaggi fin da subito, però, visto che per farlo dovrete vincere battaglie su battaglie, guadagnando l’esperienza necessaria per poterli sbloccare.

Ci sono 20 guardiani disponibili al momento, con personaggi come Gandalf, Gollum e Legolas a guidare le fila, affiancati però da alcune creazioni totalmente inedite, che non stonano per nulla con l’atmosfera generale. Col passare dei mesi, gli sviluppatori inseriranno nuovi guardiani tramite DLC che potranno essere scaricati individualmente o attraverso il comodo Season Pass che permetterà di accedere a tutti i contenuti aggiuntivi disponibili. Se le abilità che caratterizzano ogni personaggio sono alquanto azzeccate, non si può dire lo stesso del bilanciamento generale, che soffre invece di qualche difetto di troppo. I ragazzi di Monolith hanno però promesso di tenere d’occhio la situazione e di aggiornare questi parametri costantemente, cosa che accade puntualmente quando si avvia il gioco (piuttosto naturale trattandosi di un titolo online).

Tra gli altri difetti da segnalare vanno citati la scarsità di mappe, che saranno sicuramente aggiornate man mano e il ritmo un po’ blando, molto meno frenetico di quello di un classico MOBA, un altro di quegli elementi di semplificazione che, però, in questo caso, non pareva così fondamentale. Il gioco, poi, soffre in questo periodo di qualche problema di connessione, ma vista la natura e la gioventù del prodotto, non ce ne stupiamo più di tanto. Graficamente, il titolo Warner se la cava abbastanza bene, pur non brillando particolarmente, mentre dal punto di vista sonoro la qualità generale è abbastanza buona.

Riassumendo, Guardians of Middle-Earth è probabilmente la miglior trasposizione possibile del genere MOBA su console: qualche difetto c’è, ma viene tranquillamente surclassato dai numerosi pregi che questo gioco possiede. Se avete giocato a League of Legends o volete sperimentare questi combattimenti online su console, lanciatevi senza esitare nella Terra di Mezzo.

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