M-Review: Pazze di Me

Pazze di Me

Un paio di settimane fa, mi ritrovo indeciso su cosa andare a vedere al cinema durante l’unica serata che mi era rimasta libera da impegni. Indeciso perché avevo già visto tutte le cose più interessanti e mi restavano poche possibilità. Così, incuriosito anche dal simpatico trailer (che trovate qua sotto), ho deciso di pagare i miei 5 € per la visione di questa commedia italiana. Pazze di Me è l’ultimo film di Fausto Brizzi, regista di Notte Prima degli Esami e del suo sequel, oltre che di altre cose un po’ meno riuscite. Se c’è una cosa di cui bisogna dare atto al regista romano è che, nonostante abbia scritto svariati cinepanettoni, nelle sue prove dietro la macchina da presa ha cercato di proporre copioni più sofisticati e moderni, molto più vicini alle commedia americana che a quella classica italiana. Non è stato il solo a farlo, sia chiaro, ma è innegabile che Notte Prima degli Esami sia stato pioniere in questo. L’idea alla base di Pazze di Me, infatti, è un gioiellino dal punto di vista commerciale: un quasi trentenne, bruttarello e sfigato, la cui vita viene costantemente rovinata dalle sette donne che compongono la sua famiglia, dopo la fuga del padre avvenuta quando era bambino.

Il film, sorprendentemente funziona e, ancora più inaspettatamente, una delle cose che funziona di più è il Nongio protagonista. Sarà che ormai siamo abituati a vederlo quasi esclusivamente nei panni di Ruggero De Ceglie, ma il buon Francesco Mandelli riesce nella difficile impresa di reggere il film sulle sue spalle. Nel cast femminile, sia Loretta Goggi che Chiara Francini (che io sto rivalutando, anche dal punto di vista meramente estetico, film dopo film) hanno una marcia in più, mentre se la cava bene anche Valeria Bilello, ex-compagna di Mandelli nella vita reale, che qui interpreta proprio invece una delle sue fidanzate (e non vi dirò nulla della Bilello, se non che la trovo una delle donne italiane più belle in circolazione). Tanti i cameo celebri, da Flavio Insinna a Luca Argentero, passando per Fabrizio Biggio, l’altro Solito Idiota, che nonostante appaia solo in due scene (che hanno il merito di far tornare indietro la memoria alla MTV italiana dei primi anni 2000), ha un ruolo piuttosto importante nella storia. E quello che non ci si aspetta è anche un finale dal gusto decisamente malinconico, ben lontano dal positivismo imperante che ci si attenderebbe da film simili. Personalmente, Pazze di Me mi ha davvero convinto. Ci sono diversi difetti, che non sono stato a elencare, ma non ci farete molto caso e passerete il tempo a ridere di gusto.

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