M-Review: Les Misérables

Les Misérables

Succede che un’amica ti chieda, circa un mese prima dell’uscita, di accompagnarla al cinema a vedere Les Misérables. Succede che tu le dica di sì senza pensarci troppo “Tanto durerà meno di due ore, che vuoi che siano”. Succede che il film, visto che siamo nella Awards Season, si renda disponibile in rete in ottima qualità e tu decida di scaricarlo e di vederlo, per arrivare preparato. Succede che ti penta di aver detto di sì, perché resistere 2 ore e 40 (altrochè “meno di due ore“) di cui l’80% sono cantate, non è cosa facile. Ma una promessa è una promessa… Scherzi a parte, questa trasposizione cinematografica dell’omonimo musical tratto dal romanzo di Victor Hugo non è per nulla leggera, ma nonostante questo non si può negare che il risultato finale sia davvero di qualità. La storia è quella che tutti conoscete, incentrata sul continuo scontro tra l’ex-galeotto Jean Valjean (Hugh Jackman), diventato poi sindaco di una cittadina francese e l’ispettore di polizia Javert (Russell Crowe), sempre sulle sue tracce.

Diretto dal regista di Il Discorso del Re, Tom Hooper, il film è la classica macchina macina-premi. Una messa in scena davvero sontuosa, costata molto meno di quel che sembra (avrei pensato a un budget superiore ai 100 milioni di dollari, invece ne sono stati spesi solo 61), ottimamente diretta e recitata in maniera esemplare, sia dai due protagonisti maschili sopraelencati, che dagli altri membri del cast, come Anne Hathaway, Amanda Seyfried, Eddie Redmayne, Helena Bonham-Carter, Sasha Baron Cohen e la debuttante Samantha Banks. La caratteristica peculiare di questo musical è il fatto che tutti gli attori cantino live, come a teatro, senza registrare prima le canzoni e poi andare in playback una volta sul set. Una scelta che, per il regista, avrebbe dovuto rendere il tutto più brutale e realistico, ma che alla fine della fiera, secondo me, si è rivelata un’arma a doppio taglio. Quelli che sono abituati a calcare i palcoscenici, come Hugh Jackman e Anne Hathaway, se la cavano molto bene anche in queste condizioni, ma un attore come Russell Crowe, le cui uniche esperienze musicali sono quelle con la sua band rock, si trova completamente spaesato, oltre a cantare sempre due toni sopra per tutto il film. Certo, non stona mai, ma è sempre al limite e l’effetto è davvero fastidioso. Se amate il genere, Les Misérables vi piacerà molto. Sappiate soltanto, però, che guardarlo non sarà affatto una passeggiata.

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