Global Game Jam, videogiochi e creatività (da Wired.it)

GGJ

Nota bene: l’articolo è stato pubblicato Martedì 5 Febbraio su Wired.it. Lo trovate anche all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2013/02/05/global-game-jam-videogiochi-28961.html.

Le game jam sono eventi in cui sviluppatori, artisti, designer e musicisti collaborano per creare veri e propri videogiochi, nati e realizzati sul momento, in un brevissimo periodo di tempo: solitamente due o tre giorni. Una versione moderna delle vecchie gathering, che negli anni ‘90, ma non solo, vedevano riunirsi i più bravi coder e smanettoni del momento, che si cimentavano nello sviluppo di demo ad alto contenuto tecnologico e a bassa occupazione di memoria. La più celebre tra le attuali jam è senza dubbio la Global Game Jam, nata nel 2008 e organizzata ogni anno in un weekend alla fine di gennaio. Si tratta di un evento globale, che si svolge contemporaneamente in numerosi Paesi.
La Global Game Jam 2013 ha visto partecipare ben 63 Paesi, con 321 location diverse impegnate a sviluppare circa 3mila videogiochi (tutti scaricabili dal sito ufficiale), ma non solo. Ogni anno, la GGJ ha un tema diverso, attorno al quale dovrebbero essere creati tutti i giochi: in questa edizione è stato Il battito di cuore a fungere da ispirazione per tutti i jammers. Nel nostro Paese, che ormai da un paio d’anni risulta molto sensibile a queste iniziative, grazie alla presenza di una folta comunità di sviluppatori indie, erano presenti tre sedi: Roma, Catania e Genova. Proprio durante l’edizione 2012 è stato infatti creato l’unico gioco italiano a essere diventato finalista all’Indipendent Game Festival 2013 di San Francisco, quel Mirror Moon realizzato in tandem dai talentuosi Santa Ragione (Fotonica) con il programmatore Paolo Tajé, alias BloodyMonkey.

Quest’anno, Roma è stata senza dubbio la location più produttiva, grazie all’elevato numero di partecipanti che, nei tre giorni della jam, hanno creato 19 giochi. Tra quelli realizzati, brilla The King Is Drunk, un divertente party game cooperativo che, pur essendo abbastanza fuori tema, ha convinto praticamente tutti quelli che lo hanno provato e, secondo noi, se ampliato e rifinito a dovere potrebbe avere ben più di una chance a livello commerciale. Heart Attack è invece un gioco multigiocatore che, nonostante la grafica angelica, è decisamente cattivo: un giocatore impersona un vecchietto che vuole solo riposare, mentre l’altro ha come obiettivo quello di fargli venire un infarto e ucciderlo. Tra gli altri giochi interessanti sviluppati a Roma meritano una segnalazione Visions of Eris, in cui la realtà aumentata la fa da padrona, il platform old-style My Ow Chest, lo stiloso puzzle-platform Steel Daddy, il terrorizzante I Am Fear, in cui il battito del cuore è lo strumento per trovare le proprie prede e Unisound, adattamento molto essenziale di un board game.

Animal Gym

Per quanto riguarda la jam di Catania, meritano una segnalazione il platform bidimensionale old style Kyle and the Crystal of Love, i combattimenti di Core Defenders e l’approccio salutistico di Heart Defence, in cui il giocatore interpreta l’ultimo linfocita rimasto all’interno di un corpo umano. Genova ha prodotto soltanto tre giochi, ma tutti di elevata caratura: con Animal Gym il giocatore deve mantenere stabile il battito cardiaco di un gruppo di animali, Anheuristic è un’affascinante visione su un mondo morente, mentre il terrorizzante Nighty Nighty Honey ti mette nei panni di un bimbo che deve dormire ma ha paura del buio.

Se dovessimo citare tutti i giochi realizzati nelle jam di tutto il mondo che abbiamo trovato interessanti potremmo scrivere un libro, motivo per cui ci limitiamo a segnalarvi quelli che ci hanno colpito di più. Surgeon Simulator 2013, una specie di versione inquietante dell’Allegro Chirurgo è uno di questi, come la discesa verso il cuore di un serpente nel sudamericano Sigurdrs Havoc. 1MinLife è un life simulator proveniente dall’Asia in cui il giocatore si ritrova a dover sopravvivere per l’arco di un’intera vita, You Have One Minute ti mette nei panni di un soldato che ha soltanto un minuto per salvare il mondo e 180 Beats, risultato del lavoro di un gruppo di ragazzi australiani, è un action con grafica dall’alto in cui il protagonista ha soltanto 180 mosse, pari a 180 battiti, da compiere prima di morire.

Chiunque sviluppi videogiochi dovrebbe provare a partecipare a una jam almeno una volta. Si tratta di un’esperienza davvero istruttiva, ma soprattutto creativa, elemento spesso mancante nel tradizionale game development che qui, per fortuna, continua a sopravvivere e prosperare. L’appuntamento, quindi, è alla prossima GGJ, che si terrà dal 26 al 28 Gennaio 2014.

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