M-Review: Django Unchained

Django

Sono pochi i registi ad amare il cinema quanto lo ama Quentin Tarantino. E questo amore lo si nota in tutti i suoi film, anche in quelli insopportabili per lo spettatore medio e non solo (vedi alla voce Death Proof, pura masturbazione cinematografica che anche molti cinefili detestano oltre ogni limite). Django Unchained sta al western quanto Kill Bill stava ai film di arti marziali e Inglorious Basterds a quelli di guerra. La maggiore fonte di ispirazione è, anche in questo caso, il cinema di genere del nostro paese, come già era accaduto con la sua opera precedente (il cameo del Django originale, Franco Nero, è una di quelle strizzate d’occhio indimenticabili). Il genio di Tarantino, in questo caso, sta nell’aver ibridato la storia dello schiavo che viene liberato da un cacciatore di taglie di origini tedesche con l’Anello del Nibelungo, cosa che risulta in un western incredibilmente moderno che, per quanto ricco di sequenze che, in pura tradizione tarantiniana, mostrano la bravura del regista nello scrivere i dialoghi, non risulta mai noioso, pur durando quasi tre ore.

Jamie Foxx, nei panni del protagonista, è forse il meno convincente del cast. Christoph Waltz si conferma attore multiforme, Leonardo Di Caprio si diverte come un matto nei panni del cattivissimo schiavista Calvin Candie, ma a sorprendere è un incredibile Samuel L. Jackson, nei panni del capo degli schiavi di Candle, con un’interpretazione degna di un Oscar (è un peccato che sia stato nominato Waltz come attore non protagonista, per quanto molto meritevole, e non lui). Don Johnson, Walton Goggins e Kerry Washington completano la parte principale del cast, mentre ci sono una marea di volti noti (da Jonah Hill a John Jarratt, da Michael Parks a James Russo) che compaiono soltanto per pochi secondi (considerate che la prima versione del film durava cinque ore, quindi probabilmente molto del loro lavoro è stato tagliato). Gran colonna sonora, composta in parte da pezzi strumentali anni ’70 di produzione italiana, ma anche da svariati pezzi originali, su cui svettano l’accoppiata Morricone/Elisa con Ancora Qui e la meravigliosa Who Did That to You? di John Legend (prodotta da Paul Epworth, lo stesso della fantastica Skyfall di Adele). Django Unchained è un film epico, appassionante, avvincente. Correte a vederlo al cinema e non rimarrete delusi.

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