I videogiochi invisibili del 2012 (da Wired.it)

Invisibili2012

Nota bene: l’articolo è stato pubblicato Venerdì 28 Dicembre su Wired.it. Lo trovate anche all’indirizzo: http://gadget.wired.it/news/videogiochi/2012/12/28/videogiochi-gli-invisibili-2012-212345.html.

La fine dell’anno è il momento più adatto per fare un bilancio di quanto è accaduto nei precedenti 12 mesi. Oramai escono talmente tanti videogiochi per una pletora di piattaforme diverse che risulta facile farsi sfuggire anche titoli molto validi, che non sono riusciti a emergere per tanti motivi. Per questo motivo, abbiamo deciso di elencare quei giochi che, pur non essendo stati premiati dalle vendite durante l’anno, andrebbero assolutamente recuperati.

Binary Domain (PS3/X360)
Ci sono giochi che devono essere provati per comprenderne appieno le potenzialità. Binary Domain, action game in terza persona ad ambientazione fantascientifica targato Sega, è sicuramente uno di questi. Prodotto dalle stesse menti che hanno realizzato Yakuza, questo titolo si è differenziato dalla massa grazie a una serie di elementi di gioco decisamente innovativi, come il Consequence System, sistema basato sulla fiducia che varia il comportamento degli altri membri del plotone che il giocatore controlla e che, quindi, influenza anche la storia. Peccato che Binary Domain sia praticamente rimasto invisibile agli occhi dei videogiocatori al di fuori del Giappone, paese in cui ha venduto di più. Davvero strano, per un gioco dallo stile tutt’altro che orientale. Il nostro consiglio è di recuperarlo quanto prima: chi ama il genere, difficilmente ne resterà deluso.

Tokyo Jungle (PSN)
Il bello degli store digitali come PSN e Xbox Live Arcade è che lasciano ancora molto spazio all’originalità, permettendo a titoli che non potrebbero mai giungere sugli scaffali di emergere ed essere giocati da un sacco di persone: Tokyo Jungle è proprio uno di questi. Un gioco davvero fuori di testa, una via di mezzo tra videogioco GTA-style e picchiaduro a scorrimento orizzontale in cui ci si trova a impersonare, in una Tokyo post-apocalittica, diverse decine di animali diversi, ognuno con le sue abilità peculiari. Un titolo che sembrava destinato a non uscire in occidente, ma che dopo il successo nel paese del Sol Levante ha trovato la via dei PlayStation Store europeo e americano. Peccato che l’accoglienza, nonostante le recensioni piuttosto favorevoli, sia stata alquanto fredda. Se a Natale non sai cosa regalarti e desideri un videogioco che ti faccia divertire in modo quasi isterico, hai trovato quel che fa al caso tuo.

Skullgirls (PSN/XBLA)
Il problema degli store digitali, collegandosi a quanto detto in precedenza è che, spesso e volentieri, portano vere e proprie gemme videoludiche a passare inosservate. Un altro di quei giochi davvero meritevoli di essere giocati, uscito soltanto su PSN e XBLA, è Skullgirls, picchiaduro 2D manga-style, a squadre, in cui si possono usare soltanto personaggi femminili.  Anche in questo caso, le recensioni sono state unanimemente positive, ma il pubblico sembra non aver apprezzato. Certo, si gioca meno ai picchiaduro rispetto a una volta e il 2D è apprezzato ormai soltanto da chi è nato prima degli anni ‘90, ma perdersi un gioco così ben bilanciato e divertente, se piace mazzuolare virtualmente, è davvero un reato.

X-Com: Enemy Unknown (PC/PS3/X360)
La serie X-Com, nota inizialmente come UFO, nata a metà degli anni ‘90, ha letteralmente segnato un’epoca, perché nessuno era mai riuscito a mischiare strategia a turni e fantascienza in quel modo. Dopo tre episodi, Microprose e Hasbro diedero vita ad alcuni spin-off che cercavano di portare il brand su altri generi, dallo sparatutto in terza persona alla space-sim, senza però mai riuscire a centrare il bersaglio. Ci sono voluti 15 anni da X-Com Interceptor per vedere un altro strategico a turni. X-Com Enemy Unknown, sviluppato dalla Firaxis di Sid Meier, è un gioco davvero sontuoso, che unisce un gameplay profondo come pochi a una grafica spettacolare, mossa dal potentissimo Unreal Engine 3. Il problema è che il pubblico odierno, soprattutto su console, preferisce pensare meno e agire di più e si trova davvero spaesato davanti a un titolo simile. Il punteggio medio delle recensioni è davvero impressionante, ma il milione di copie, traguardo minimo per un videogioco di questo calibro, al momento pare davvero irraggiungibile.

Lollipop Chainsaw (PS3/X360)
Cosa succede quando si mettono assieme l’estro e l’originalità di Goichi Suda, creatore di genialate del calibro di Killer 7 e No More Heroes e l’abilità nella scrittura di James Gunn, futuro regista dei Guardiani della Galassia targati Marvel. Il risultato è Lollipop Chainsaw, un sanguinolento action game in terza persona in cui si vestono i panni di una bionda e formosa teenager americana, che si ritrova all’improvviso a dover affrontare, con il solo aiuto della testa decapitata del suo ragazzo, una devastante epidemia zombie. La grafica coloratissima e le atmosfere da teen movie contrastano con l’ estrema violenza di cui si rende responsabile la protagonista, ma il bello del gioco sta proprio in questo ossimoro. Purtroppo, però, nonostante le grandi aspettative degli sviluppatori, Lollipop Chainsaw ha abbastanza deluso, muovendo meno di 1 milione di copie in tutto il mondo. Chi apprezza il genere deve assolutamente recuperarlo.

Gravity Rush (PSVita)
Tra i tanti problemi di PlayStation Vita, a un anno dalla sua uscita, c’è la mancanza di una o più killer application capaci di attirare il pubblico degli appassionati e portarli a comprare la console. Sony riponeva molta fiducia in Gravity Rush, stiloso action-RPG di produzione nipponica, esclusiva PSVita, dotato di una grafica in stile cartoon e un gameplay decisamente innovativo, che sfrutta finalmente a dovere alcune delle tanto sbandierate feature della console. Se però a diversi mesi dall’uscita sono state mosse meno di 300 mila copie, beh, diciamo che è il caso di farsi qualche domanda, soprattutto sul futuro di PlayStation Vita.

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