M-Review: Dracula 3D

La noia fa brutti scherzi, soprattutto quando spinge ad andare al cinema e spendere 7,50 € per vedere, in assoluta consapevolezza, una vera e propria trashata. Dovete infatti sapere che, a Milano, avendo un grosso multisala a pochi km dalla mia polverosa stanzetta (a.k.a. Cristi’s Tugurio), le serate in cui non sono invitato a eventi, non sono a cena fuori o da amici, per non soccombere alla tristezza, alla noia e alle scarse dimensioni di quelle quattro mura, esco e mi reco al cinema. Costa poco, mi fa passare un paio d’ore e mi allevia la sofferenza da vita cittadina. La curiosità mi ha portato a vedere l’ultima opera di Dario Argento, sapendo perfettamente cosa mi apprestavo a fare. E il problema è che Dracula 3D mi ha deluso, perché mi aspettavo un maggior numero di momenti di puro trash, da risata sguaiata, ma che invece sono piuttosto limitati. Il regista romano, che ormai non ne azzecca più una da 25 anni (anche se i due episodi di Masters of Horror che ha diretto, Jenifer e Pelts, a me non sono per niente dispiaciuti) ha scelto di restare aderente al testo scritto da Bram Stoker, catapultando il tutto in un’atmosfera degna dei mitici film horror della Hammer. Per quanto le intenzioni di fondo siano buone, però, il risultato finale è davvero ridicolo, per tutta una serie di motivi.

Innanzitutto, le campagne di Biella, luogo delle riprese del film, sono davvero poco credibili come Transilvania. Lo stesso si può dire per gli attori scelti a interpretare le genti del luogo, che a parte un paio di casi, soffrono dello stesso problema delle ambientazioni. E questo è solo l’inizio: ci si potrebbe scrivere un libro con tutti i “no” del film, per cui vale la pena sottolineare soltanto i più importanti. La sceneggiatura ha dialoghi che sembrano scritti da un cerebroleso (e il fatto che ci abbiano lavorato in quattro è ancora più preoccupante), la regia ha qualche intuizione interessante ma per il resto scivola nella mediocrità più totale, gli attori sono praticamente tutti fuori parte, spaesati, quasi svogliati e nemmeno il doppiaggio li aiuta (perché doppiare con altre voci quando il tuo cast è quasi tutto italiano?). E’ un peccato, perché con gente come Rutger Hauer e Thomas Kretschmann si potrebbe puntare a qualcosa di più. Mi spiace più che altro per la brava e bella Marta Gastini, che ha una lunghissima carriera davanti a sé, ma non dovrebbe rovinarsi recitando in cose simili. Ah, e gli effetti speciali? Sembrano usciti direttamente da un film di 20 anni fa, soprattutto la mantide religiosa, una delle trasformazioni del conte (sic), che rappresenta anche il momento più trash del film. Sono solo due le cose che si salvano: il 3D, che sorprendentemente è uno dei migliori che mi sia capitato di vedere in questi anni e quello spettacolo femminile che risponde al nome di Miriam Giovanelli (link NSFW). La giovane attrice italo-spagnola è perfetta come seducente vampira, grazie al suo sguardo magnetico e al pazzesco corpo che si ritrova e che mette in risalto nelle due scene di nudo di cui è protagonista. Per il resto, no comment. Dracula 3D è l’ennesima dimostrazione che il buon Dario dovrebbe ritirarsi, magari limitandosi a produrre film altrui. Lo diciamo per il suo bene.

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