M-Review: 7 Psicopatici

Ci sono voluti quattro anni per veder tornare Martin McDonagh dietro la macchina da presa. Il regista inglese si era rivelato nel 2008 con il bellissimo In Bruges, black comedy con un cast di tutto rispetto, guidato da Colin Farrell, Brendan Gleeson e Ralph Fiennes, dall’ambientazione atipica e dall’invidiabile sceneggiatura. 7 Psicopatici è un altro viaggio all’insegna del surreale, in cui realtà e finzione si mescolano in continuazione, solleticando la mente dello spettatore e tenendolo incollato allo schermo. La storia è quella di un giovane sceneggiatore, interpretato ancora da Colin Farrell, che soffre del blocco dello scrittore. La sua vita viene sconvolta quando viene coinvolto da un amico nel rapimento di uno Shih Tzu di proprietà di un gangster, cosa che porterà a conseguenze inimmaginabili.

La fredda Bruges, in questo caso, è sostituita dall’assolata California, ma molti degli elementi visti nell’opera prima del regista trovano l’ovvia evoluzione in questo film. La sceneggiatura è senza dubbio il fiore all’occhiello della pellicola, per la sua capacità di mescolare cose all’apparenza reaii con le creazioni che escono dalla penna dello sceneggiatore. Ci sono diversi colpi di scena che lasciano spiazzati, all’apparenza un po’ assurdi, ma che però funzionano perfettamente nell’insieme creato da McDonagh. Farrell è affiancato da un cast di pesi massimi, del quale fanno parte Sam Rockwell, Christopher Walken, Woody Harrelson e Tom Waits, con Abbie Cornish e Olga Kurylenko che, nonostante appaiano sulla locandina, hanno parti davvero insignifcanti. Dire altre cose sul film risulta difficile, perché si rischia di spoilerare a manetta. Sappiate che a me è piaciuto tanto e sono uscito dal cinema davvero soddisfatto. Promosso a pieni voti.

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