M-Review: Reality

Non sono tanti i film italiani che mi spingono a una visione cinematografica. A parte rarissimi casi, tendo sempre infatti ad attendere qualche mese e recuperarli in home video, perché c’è poco o nulla che ritengo vada visto subito. Il nuovo lavoro del regista di Gomorra, Matteo Garrone, è invece una di quelle pellicole per cui non si può aspettare. Vuoi perché il romano è uno tra i registi italiani più interessanti in circolazione, vuoi perché il tema trattato incuriosisce molto. Reality racconta la storia di Luciano, un pescivendolo di un paesino vicino a Napoli, che arrotonda il magro stipendio lavorando da “intrattenitore” (se così possiamo definirlo) in feste e altri eventi. Un provino per il Grande Fratello, fatto inizialmente per accontentare una delle sue figlie, innesca un meccanismo auto-distruttivo, che lo porterà a desiderare in modo ossessivo di partecipare al programma e gli farà perdere completamente la testa.

Interpretato dal non professionista Aniello Arena, attualmente in carcere (un po’ come alcuni dei protagonisti di Gomorra), Reality è, dal mio punto di vista, nonostante Garrone affermi il contrario, un atto di accusa nei confronti del sistema televisivo, del suo modo di alimentare illusioni nelle menti più deboli. Il regista ci offre un’estremizzazione del concetto, ma quel che è chiaro è che Luciano rappresenta tutta quell’orda di varia umanità che frequenta i provini per partecipare a un reality show (io i talent show li metto su un altro piano, ma non è il luogo più giusto per disquisirne), illusi di poter diventare ricchi nel modo più facile possibile, senza saper fare davvero nulla di concreto, semplicemente apparendo in TV al momento giusto. Arena è bravissimo nel rappresentare la discesa agli inferi del suo personaggio e sarà davvero un peccato non poterlo rivedere in altre prove vista la sua condizione di ergastolano (eh sì, pensate che c’è anche gente al di là dell’oceano, come Danny Trejo, alias Machete, che ha passato decenni in prigione). L’unica cosa che non ho gradito più di tanto è stato il finale, a metà tra sogno e realtà. Avrei preferito qualcosa di più deciso e netto. Nonostante questo, non si può negare che Reality sia il miglior film italiano da un po’ di tempo a questa parte e che meriti assolutamente la visione.

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