M-Review: National Theatre Live: Frankenstein

Non sono mai stato un gran appassionato di teatro, però va detto che, se vivessi a Londra o a New York, probabilmente lo frequenterei più del cinema. Quando si va a scorrere la lista degli spettacoli presenti in queste città, si può notare quanti attori celebri per le loro interpretazioni cinematografiche siano in realtà anche protagonisti di svariate piece teatrali (per farvi un esempio, con Scarlett Johansson a fare da protagonista della Gatta Sul Tetto Che Scotta, probabilmente sarei a teatro almeno due volte al giorno). Mesi fa ho avuto modo di vedere, per caso, il trailer di National Theatre Live: Frankenstein, riproposizione cinematografica dello spettacolo teatrale che Danny Boyle, regista di Trainspotting e 28 Giorni Dopo, ha diretto al National Theatre di Londra all’inizio del 2011. La peculiarità di questa piece, adattamento del romanzo di Mary Shelley, sta nei ruoli interpretati dai due attori protagonisti, Jonny Lee Miller e Benedict Cumberbatch. Entrambi, infatti, vestono i panni sia del Dottor Frankenstein che della creatura, ma a giorni alterni: quando Miller fa il dottore, Cumberbatch è il mostro, mentre il giorno successivo i ruoli si invertono.

Nexo Digital ha deciso di portare in Italia questa opera, in una serie di cinema selezionati sparsi un po’ per tutta la penisola, in lingua originale con i sottotitoli in inglese. Da quel che ho capito, l’unica versione proiettata è stata quella che ho visto anch’io, con lo Sherlock americano* (ed ex-marito di Angelina Jolie) nei panni del dottore e lo Sherlock made in BBC* in quelli della creatura. Visto che il National Theatre non pare interessato al riversamento in DVD/BluRay della piece, difficilmente noi italiani riusciremo a vedere l’altra versione. Nonostante questo, devo dire che la visione è stata alquanto soddisfacente. La storia è leggermente diversa da quella che conosciamo, ma la cosa non si nota: sia Miller che Cumberbatch, soprattutto il secondo, sono straordinariamente bravi nei loro ruoli. Il futuro Smaug dello Hobbit conferisce un’incredibile umanità alla creatura, caratteristica che non ho mai visto così spiccata negli altri adattamenti. A parte Naomie Harris (007: Skyfall, 28 Giorni Dopo e gli ultimi Pirati dei Caraibi), non ci sono altri volti noti nello spettacolo. La colonna sonora è invece, ovviamente, dei preferiti di Boyle, quegli Underworld che gli hanno anche musicato la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Londra. Non so se farete ancora in tempo a vederla (qui trovate l’elenco delle proiezioni), ma nel caso, correte al cinema. Nonostante il biglietto costi 10 €, ne vale davvero la pena.

*Benedict Cumberbatch interpreta Sherlock Holmes nell’acclamatissima mini-serie targata BBC, mentre Jonny Lee Miller veste i panni di Holmes nel clone americano della serie, quella Elementary cominciata negli USA da un mesetto. Maggiori info qui.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *