M-Review: Candidato a Sorpresa

2012: anno di elezioni americane. Un evento importante per tutto il pianeta e, di conseguenza, anche per il mondo del cinema. Abbiamo visto Abramo Lincoln combattere i vampiri e rivedremo la sua storia, raccontata però in modo molto più serio, nel film di Spielberg in uscita a Novembre. Per Jay Roach, regista dei tre Austin Powers, oltre che, tra gli altri, di Ti Presento i Miei e del suo sequel, è stato un anno piuttosto impegnativo dal punto di vista politico. Entrambi i film che ha diretto, infatti, affrontano temi politici, seppur in modo diverso: prima Game Change, pellicola targata HBO sulle elezioni 2008, incentrata sulle figure di John McCain e Sarah Palin, poi questo Candidato a Sorpresa, in cui l’argomento elettorale è trattato in modo comico. Il film racconta della rivalità per conquistare un seggio in North Carolina, tra Cam Brady, deputato del Congresso di lunghissimo corso e Marty Huggins, strano personaggio additato per tutta la sua vita di essere un perdente, ma attaccatissimo al suo territorio e alla sua famiglia.

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Una candidatura dovuta a due loschi industriali, i quali desiderano di poter fare i loro porci comodi sul territorio, cosa che li porta a decidere di finanziare pesantemente Huggins, le cui azioni sono però mosse da ideali sinceri. La campagna elettorale sarà ovviamente senza esclusione di colpi, ricca di azioni sleali e fastidiose sia da una parte che dall’altra. Will Ferrell torna a far divertire dopo diverse prove piuttosto discutibili, mentre Zach Galfianakis si conferma attore dalla grande fisicità e goffaggine, caratteristiche indispensabili per la riuscita dei suoi personaggi. I due portano avanti il film quasi autonomamente, nonostante siano circondati da svariati volti noti (Jason Sudeikis, Dylan McDermott, Brian Cox, Dan Aykroyd, John Lithgow), limitati però a parti piccole, seppur piuttosto significative. Candidato a Sorpresa vola via che è un piacere, anche per la brevissima durata (meno di un’ora e venti senza titoli di coda). Non c’è tempo di annoiarsi, le battute si susseguono una dopo l’altra quasi senza respiro e si ride sempre di gusto. Unica nota negativa, ma forse inevitabile, un finale esageratamente buonista, che stona se confrontato con tutto quel che si è visto prima. Nonostante questo, se volete passare una serata spensierata, il film vale la pena di essere visto. Io mi sono divertito molto.

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