Archive for September 28, 2012

Oggi Cucino Io! #17: Tortiglioni con Pesto alla Siciliana

Forse non tutti sanno che, da quando lavoro fisso a Milano, ossia da poco più di un anno e mezzo, non ho mai cucinato un piatto nel cosiddetto “tugurio” in cui vivo a Vimodrone. Tutti i miei pranzi e un paio di cene a settimana (le altre solitamente vado fuori o mangio qualcosa di inscatolato) vengono preparati a casa in Romagna, a Cervia, nel weekend. Prima faceva tutto mia madre, mentre da qualche mese a questa parte, da quando ho cominciato a mettere le mani come si deve in cucina, sono io che faccio buona parte delle cose, soprattutto i primi. Questi vengono cucinati, infilati in qualche contenitore di plastica e congelati, poi portati su dentro una bella borsa frigo.

Lo scorso weekend volevo provare a cucinare qualcosa di diverso dal solito e mamma mi ha consigliato di provare a fare qualcosa con il pesto alla siciliana, che avevo già sentito menzionare, ma di cui non avevo approfondito la conoscenza. Si tratta di un condimento alquanto semplice da realizzare, ma molto gustoso, che credo replicherò più volte nelle prossime settimane. Gli ingredienti per questo piatto sono:

  • 80/100 g di tortiglioni
  • 1 pomodoro
  • 8/10 foglie grosse di basilico
  • 20 g di pistacchi
  • 50 g di ricotta
  • Olio, sale e pepe q.b.
  • Parmigiano e pecorino grattuggiato q.b.

Scottate il pomodoro in un pentolino con acqua bollente, poi spellatelo e tagliatelo a pezzi per metterlo nel recipiente in cui preparerete il pesto.

A questo punto, mettete tutti gli ingredienti richiesti per il pesto all’interno del recipiente. Dopo i pomodori, mettete la ricotta, i pistacchi, le foglie di basilico, il parmigiano, il pecorino, olio, sale e pepe.

Prendete un frullatore a immersione e usatelo per frullare il tutto. Il composto risultante dovrà essere piuttosto denso. Assaggiatelo e aggiungete eventualmente altro olio, sale e pepe per renderlo più saporito. Non esagerate con l’olio, altrimenti diverrà troppo liquido.

Mettete quindi a cuocere la pasta, lasciando riposare il pesto nel recipiente.

Scolate e mettetela nel piatto o nella schiscetta, poi condite con il pesto.

Mangiate oppure mettete il contenitore in freezer, pronto per essere scaldato col microonde per il pranzo in un’ordinaria giornata lavorativa. In qualsiasi modo, buon appetito! :)

M-Review: The Bourne Legacy

La prima trilogia di Bourne è stata una delle più grosse sorprese cinematografiche dell’ultimo decennio. Nessuno avrebbe infatti scommesso un nichelino sull’efficacia di Matt Damon come action hero. Dopo The Bourne Identity, abbastanza bruttarello, almeno secondo il sottoscritto, la serie tratta dai romanzi di Robert Ludlum è andata in crescendo, con i due episodi diretti in maniera spettacolare da Paul Greengrass, il quale ha dimostrato che si può fare azione in maniera “intelligente”, mettendo insieme trame coerenti, personaggi credibili e spettacolarità (sì, perché ci sono certe sequenze di The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum che farebbero impallidire Michael Bay). Quando Matt Damon ha annunciato che non avrebbe più ripreso il ruolo di Jason Bourne, la reazione dei fan è stata abbastanza scontata. Era ovvio che Universal non avrebbe mollato questa gallina dalle uova d’oro ed eccoci quindi all’ancora più ovvio reboot, che condivide però alcuni personaggi con i precedenti episodi della serie.

The Bourne Legacy ha come protagonista Aaron Cross, agente membro di un programma segreto del dipartimento di difesa americano, che si ritrova a dover fuggire dai suoi datori di lavoro, che lo vogliono uccidere. Diretto dal suo sceneggiatore Tony Gilroy, il film è un discreto thriller spionistico, con una trama valida, sequenze d’azione ben realizzate e un cast, che vede la partecipazione di nomi come Rachel Weisz, Edward Norton, Oscar Isaac e gli habituée David Strathairn e Joan Allen, che si impegna e non si limita a fare il minimo sindacale per portare a casa la pagnotta. Il problema maggiore della pellicola sta purtroppo nel protagonista, Jeremy Renner, che Hollywood vorrebbe farci passare per il nuovo action hero di questo decennio (visti i suoi ruoli in The Avengers e Mission Impossible: Protocollo Fantasma), ma che in realtà ha lo stesso carisma di una foca monaca. E’ un bravo attore, per carità, ma non ha la presenza scenica e il physique du role necessari per rivestire questi ruoli. A parte questo, come già detto, The Bourne Legacy non è un brutto film, ma non aspettatevi le stesse emozioni che avete vissuto con i precedenti due episodi. Dategli una chance a prezzo ridotto, altrimenti se amate il genere, aspettate l’uscita in home video.

Trailer: Wreck-It Ralph/Ralph Spaccatutto

Come tutti ben sapete, non è che i videogiochi siano sempre stati trattati molto bene dal punto di vista cinematografico. Gli adattamenti realizzati non hanno mai eccessivamente brillato e nemmeno gli scarsissimi tentativi di realizzare qualcosa di originale. Ma forse, grazie a Disney e a quel genio assoluto di John Lasseter (che non figura tra i credits, ma essendo capo della divisione animazione della House of Mouse, in qualche modo avrà contribuito), tutto sta per cambiare. Wreck-It-Ralph, che diventerà Ralph Spaccatutto nell’edizione italiana, a giudicare da quanto visto finora, sembra essere il Toy Story dei videogiochi. La storia è quella del cattivo di un videogioco che, stufo di aver rivestito questo ruolo per anni, decide di scappare in altri videogiochi per dimostrare di saper non solo distruggere palazzi e terrorizzare gli altri.

Diretto da Rich Moore, che per anni ha diretto episodi dei Simpson e di Futurama, il film sembra essere il primo a carpire davvero l’essenza di un mondo che il cinema non ha mai compreso del tutto. Disney poi è riuscita nell’incredibile, facendo entrare all’interno della storia, seppur in brevi cameo, personaggi della storia videoludica, da Sonic a Bowser di Super Mario Bros., da Ryu, Ken, Bison, Zangief e Chun Li di Street Fighter a Kano di Mortal Kombat e così via. Pare che l’umorismo non mancherà e direi che si può facilmente capire dalle immagini che nemmeno chi desidera qualcosa di tecnicamente eccelso resterà deluso. Il film esce il 2 Novembre negli USA, mentre a noi toccherà aspettare il Mercoledì pre-natalizio, il 20 Dicembre, per vederlo. Le solite scelte miopi della distribuzione italiana, ma così è la vita. Nel frattempo, se possedete un dispositivo iOS, volate qui per giocare a Fix-It Felix, Jr., il gioco da cui il buon Ralph vuole scappare per dimostrare davvero chi è. Un buon modo per conoscere meglio il mondo di Wreck-It Ralph.

Oggi Cucino Io! #16: Ragù Leggero

Il ragù è senza dubbio uno degli elementi più importanti della tradizione culinaria emiliana e romagnola. Mamma è di origini emiliane, però ha sempre fatto il ragù a suo modo, meno condito e “potente” dell’originale, ma comunque gustoso e buono da mangiare. E lo dice uno che apprezza tantissimo anche le cose ultracondite. Durante le ormai lontane ferie estive, ho chiesto a mamma di insegnarmi a farlo. Questi sono gli ingredienti:

  • Mezzo Kg di carne di maiale macinata
  • Un bicchiere di vino rosso
  • Concentrato di pomodoro
  • Sedano, carota e cipolla
Sminuzzate sedano, carota e cipolla e mettetele in una pentola con un po’ d’acqua o brodo vegetale.

A questo punto, prendete il macinato e mettetelo nella pentola. Io ho utilizzato soltanto carne di maiale perché avevo quella in casa, ma di solito si utilizza un misto di carne di vitello e carne di maiale. Nessuno vi vieta di utilizzare anche carni più ricercate, chessò, di cinghiale o di cavallo. Alla fine non c’è una ricetta precisa per il ragù.

Lasciate andare la carne per una decina di minuti, girandola abbastanza frequentemente e facendo attenzione che non manchi mai liquido all’interno della pentola. Se notate che il bordo della pentola si sta bruciando, aggiungete un po’ d’acqua o brodo, a seconda di quel che avete usato all’inizio. Dopo circa 10 minuti (non c’è un tempo preciso, diciamo che la carne deve essere abbastanza cotta), aggiungete un bicchiere di vino rosso. Io ho utilizzato anche in questa occasione quel che avevo in casa, ossia del Morellino di Scansano. Certo, va bene anche un vino meno nobile, non preoccupatevi. :)

Lasciate evaporare il vino, continuando a girare e facendo sempre attenzione a non far bruciare il bordo della pentola. Dopo un altro po’, aggiungete il concentrato di pomodoro.

Anche qui non c’è una quantità predefinita, dipende da quanto lo volete rosso. Come vedete dall’ìmmagine, a me non piace eccessivamente rosso, quindi non ne ho messo molto. Continuate a lasciar andare a fuoco lento e a girare.

Continuate a girare, magari un po’ meno frequentemente di prima, per un’altra decina di minuti. Dopodiché abbassate il fuoco, metteteci un coperchio sopra e lasciatelo andare per almeno un’ora, controllandolo di tanto in tanto e girando per evitare che si bruci qualcosa.

Come avrete notato, non è stato usato né olio né burro. E vi assicuro che il ragù viene buonissimo e gustoso anche in questo modo. Non nego, mentre lo preparavo, di essere andato alla ricerca di qualche crostino o pezzo di pane per fare scarpetta. Una vera e propria delizia.

Usatelo per condire la pasta oppure mettetelo in freezer e conservatelo per quando lo volete usare. Nel frattempo, Buon Appetito. :)

M-Review: Prometheus

L’hype è una brutta bestia, soprattutto quando poi viene disatteso. Ne avevo avuto il sentore dopo aver letto alcune delle recensioni provenienti da oltreoceano e mi tocca confermarlo dopo aver visto il film personalmente. Prometheus prometteva davvero tantissimo, ma il risultato finale è una pellicola con troppi punti oscuri, un sacco di incertezze di scrittura, soprattutto nella seconda parte, oltre a una somiglianza abbastanza eccessiva al film di cui dovrebbe essere il prequel, pur non essendolo del tutto (l’eventuale sequel, infatti, dovrebbe collegare in modo più completo le vicende di Prometheus con quelle di Alien). Riassumere la trama è molto semplice: in un futuro prossimo, un gruppo di scienziati viene inviato su un pianeta sconosciuto alla ricerca di nuove forme di vita, che ovviamente si riveleranno tutt’altro che amichevoli.

Trovare elementi positivi in Prometheus non è difficile. A parte una Noomi Rapace inadatta a diventare la nuova Sigourney Weaver, il resto del cast se la cava davvero bene, a partire da una Charlize Theron bastardissima e incredibilmente gnocca, seguita da un Michael Fassbender che continua a non sbagliare davvero un colpo. Anche tutta la confezione scenica, dalla scenografia agli effetti speciali, è davvero di altissimo livello. Non ho ancora avuto modo di vedere il film in 3D, ma chi lo ha fatto spergiura che si tratta di uno dei migliori 3D visti finora. Per il resto, Prometheus mostra un’ottima prima metà, seguita da una seconda parte in cui tutto il castello di carte creato in precedenza crolla miseramente. Troppi passaggi insensati, troppi comportamenti strani da parte dei personaggi. Non so se la colpa sia di Ridley Scott o dello sceneggiatore Damon Lindelof, ma i punti interrogativi, a partire da un certo momento, si sprecano. Ed è davvero un peccato, perché una pellicola del genere avrebbe potuto facilmente diventare un classico della fantascienza, ma così è soltanto un mediocre sci-fi horror che prometteva tanto, ma che alla fine si è rivelato davvero poca cosa. Amen.

Video: Leona Lewis – Trouble

Nonostante l’immensa bravura e l’incredibile talento, la carriera discografica di Leona Lewis ha seguito, negli ultimi due anni, un percorso molto simile a quello di gran parte di coloro che sono usciti da un talent show. Grande successo al primo album, poi flop con il secondo (che brutto non era affatto, semplicemente non aveva singoli trascinanti come Bleeding Love) e quindi totale indecisione da parte della casa discografica su cosa farle cantare. Collide è stato l’esempio di come si possa andare molto vicini a distruggere una carriera in poche mosse. Canzone pessima, assolutamente non adatta alla ragazza inglese, che ha portato al rinvio di quasi un anno del suo terzo album, inizialmente previsto per il 2011. Quasi 12 mesi dopo, sembra che finalmente Leona Lewis sia tornata in carreggiata.

Trouble è il titolo del nuovo singolo, un pezzo dalle influenze trip-hop che Leona ha scritto assieme alla star di questo periodo Emeli Sandé e al suo produttore Naughty Boy (tanto che assomiglia tantissimo a Heaven, hit della Sandé dello scorso anno, in cui la cantante scozzese ricordava tantissimo la Lewis). Il pezzo, che trae ispirazione dalle fasi finali della relazione tra Leona e il fidanzato storico, è davvero bellissimo, entra in circolo al primo ascolto e addirittura il featuring di Childish Gambino (alias Donald Glover, uno dei protagonisti della serie Community) è uno dei rap più azzeccati che mi sia capitato di sentire in un pezzo “pop” da un po’ di tempo a questa parte. Il video, che presenta una versione alternativa della canzone, senza rap, vede la partecipazione di Colton Haynes, attore della serie di MTV Teen Wolf, e veste perfettamente il pezzo. Speriamo che Trouble sia un bell’apripista per Glassheart, il nuovo album, per cui ho grandi aspettative.

Oggi Cucino Io! #15: Torta con Panna e Ricotta

L’autunno, purtroppo, si avvicina e con esso anche il ritorno a cibi più nutrienti e ricchi. Certo, ci sono quelli, come il sottoscritto, che i cibi calorici, ricchi e nutrienti non li hanno mai abbandonati. A parte frutta e verdura, infatti, che sono giustamente stagionali, io mangio volentieri tutto il resto in qualsiasi stagione. Nonostante questa ricetta appaia sul blog soltanto adesso, risale in realtà a poco dopo Ferragosto (sigh, sob, le ferie…). Questa bella torta di panna e ricotta è uno di quei dolci che hanno lo stesso effetto di una droga. Cominci mangiandone una fettina, poi prosegui mangiando fette sempre più grandi e ti accorgi di quel che stai facendo soltanto dopo averlo finito. Vediamo quindi come si fa. Cominciamo con la base, fatta di pastafrolla, che deve essere realizzata con questi ingredienti:

  • 250 g di farina 00
  • 150 g di burro
  • 100 g di zucchero a velo
  • 2 g di sale
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 150 g di farina di mandorle

Sabbiate farina, burro e farina di mandorle, dopodiché unite lo zucchero a velo e il sale, seguiti dall’uovo. Potete anche farla a mano, se volete, non è necessaria la planetaria o l’impastatrice.

Prendete uno stampo rotondo e foderatene la base, poi mettete in frigo. A questo punto, si può cominciare a preparare il ripieno/farcitura. Gli ingredienti sono:

  • 6 uova (separate tuorli e albumi fin da subito)
  • 240 g di zucchero (servono due dosi da 120 g, quindi dividete subito)
  • 500 g di panna da montare
  • 300 g di ricotta
  • 1 bustina di vanillina o zucchero vanigliato

Dovete preparare tre composti diversi. Il primo è composto da 6 tuorli d’uovo e 120 g di zucchero. Dotatevi di una frusta e cominciate a montarlo a scrittura. Non sapete cosa vuol dire? Semplicemente che dovrete montarlo normalmente finché non avrà raggiunto una consistenza tale da colare come se fosse inchiostro su un foglio.

Il secondo composto è formato dai 6 albumi e da 120 g di zucchero. In questo caso, montate a neve, finché il tutto non sarà bello compatto.

Il terzo composto è formato invece da 300 g di ricotta, 500 di panna da montare e 1 bustina di vanillina. Mettete tutto in un recipiente e servitevi di un frustino per amalgamare il tutto. Una volta terminato anche questo step (siate rapidi, perché altrimenti tuorli e albumi rischiano di smontarsi) avrete tre composti diversi.

A questo punto, cominciate a versare gradualmente i tuorli montati nella panna/ricotta e mescolate man mano finché non avrete esaurito il contenuto del primo recipiente. Fate lo stesso anche con gli albumi.

Tirate fuori lo stampo dal frigo e versate il composto al suo interno, senza però riempirlo fino all’orlo. Arrivare a tre quarti d’altezza va bene, considerando che un po’ si gonfierà.

Infornate a circa 150 °C per un’ora, poi tiratela fuori dal forno e lasciatela raffreddare e riposare finché non è a temperatura ambiente (o, meglio ancora, alla fine, mettetela un po’ in frigo).

La torta è pronta per essere mangiata.

Buon appetito! :)

M-Review: Ribelle: The Brave

Non mi piace per nulla la piega che hanno preso i lavori Pixar negli ultimi tempi. Fino a Toy Story 3 è andato più o meno tutto bene, ma Cars 2 è stato uno di quei film che Lasseter & Co. non avrebbero mai dovuto fare. Comprendo le esigenze di marketing, ma vista la qualità a cui eravamo stati abituati, non si poteva che restarne delusi. Il fatto che Brave (non mi piace il titolo italiano, quindi lo chiamerò così) proceda su questa strada non è affatto positivo. Certo, siamo anni luce avanti a Cars 2, ma questa non deve essere una consolazione. La storia è quella di Merida, principessa dallo spirito libero in un regno, localizzato più o meno nell’antica Scozia, che non ci sta a seguire le convenzioni imposte dal suo ruolo, prima tra le quali quella di un matrimonio combinato. Merida decide di ribellarsi, ma nel farlo, combina molti più guai di quanto si aspettava, cosa che la costringerà a fare l’impensabile per rimettere a posto la situazione (come vedete, faccio il vago per evitare spoiler, visto che alla Disney sono stati bravi a evitare qualunque tipo di riferimento a ciò che accade pure nei trailer).

Qualcuno potrà dire che, in effetti, la trama ricorda molto quella di un altro film animato Disney di una decina di anni fa e che a cambiare sono soltanto l’ambientazione e il periodo storico, ma Brave per fortuna possiede diversi elementi distintivi tipici del DNA Pixar, che gli danno una mezza marcia in più. I personaggi sono azzeccati, il livello tecnico è come sempre eccelso, ci sono alcune sequenze davvero mozzafiato per regia e messa in scena, ma l’amalgama, come già detto all’inizio, sembra essere priva di quel “cuore” e di quei significati che i film di Lasseter e compagnia cantante hanno sempre avuto. E credetemi, tutto questo alla fine si percepisce sul serio. Andatelo comunque a vedere, perché sempre di un film della Pixar si tratta. Due note conclusive: i “talent” italiani chiamati a doppiare personaggi di contorno (in questo caso Anna Mazzamauro, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta e Shel Shapiro) non se la cavano affatto male col doppiaggio, tanto da risultare quasi irriconoscibili. E italiano è anche Enrico Casarosa, il regista del bellissimo corto La Luna, che precede Brave. Tra gli sceneggiatori troviamo invece Steve Purcell. Non sapete chi è? Beh, se vi rivelo che è il creatore di Sam & Max, due personaggi che noi amanti dei videogiochi dovremmo ben conoscere, cosa mi dite? :)

Trailer: Cloud Atlas

I Wachowski sono senza dubbio tra le menti più originali del cinema contemporaneo. Pur non essendo mai riusciti a replicare il successo e realizzare film al livello del primo Matrix, hanno sempre dimostrato, anche come produttori, di essere abbastanza fuori dagli schemi. Certo, Matrix Reloaded e Revolutions ce li saremmo davvero risparmiati, ma va anche detto che Speed Racer non si meritava assolutamente di essere il flop che è stato. Sono passati quattro anni e, finalmente, si sta avvicinando il momento di vedere un loro nuovo film in sala. Cloud Atlas è un’opera incredibilmente ambiziosa, tratta da un romanzo a detta di molti impossibile da adattare, che i due hanno diretto assieme a Tom Tykwer, regista di Lola Corre e di tante altre valide pellicole.

Si tratta di un film di fantascienza, la cui trama è davvero difficile da sintetizzare, visto che è composta da una serie di storie interconnesse, in cui ogni membro del cast interpreta più di un personaggio. Il trailer ci mostra chiaramente Tom Hanks, Halle Berry, Jim Broadbent, Susan Sarandon, Hugo Weaving e tanti altri vestire i panni di personaggi totalmente differenti, in alcuni casi addiritura di sesso opposto rispetto a chi li interpreta. La pellicola, completamente finanziata in modo indipendente, ha avuto una lavorazione alquanto travagliata e ha rischiato più volte di non partire nemmeno, ma fortunatamente non è andata così. Per il sottoscritto, Cloud Atlas è uno dei film più attesi dei prossimi mesi. Negli USA uscirà a Ottobre, mentre noi italiani sfigati dovremo attendere Gennaio del nuovo anno per vederlo in sala. I distributori (in questo caso Eagle Pictures) non impareranno mai.

Oggi Cucino Io! #14: Pizza @CasaCristi

Vi avevo promesso, qualche settimana fa, che con Settembre sarebbero tornate sul blog le ricette. Siccome ogni promessa è debito e a me piace mantenere quello che prometto, rieccoci qua con la rubrica mangereccia del Venerdì. Durante le ferie ho avuto modo di cimentarmi su un po’ di piatti che non avevo ancora provato a cucinare. Purtroppo non sono riuscito a dedicare alla cucina tutto il tempo che avrei voluto, visto che avevo da fare un fantastiliardo di cose (infatti non ho riposato un minuto), ma comunque ho imparato qualcosa di nuovo, che è la cosa importante. Il primo piatto che ho preparato è stata la pizza, nel modo in cui mia madre è solita prepararla, a partire dall’impasto fino alla cottura in forno (purtroppo non a legna). Cominciamo quindi proprio dall’impasto, per cui servono questi ingredienti (per 4/5 pizze):

  • 1 Kg di farina per pizza
  • 1 bustina di lievito di birra disidratato
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 22 g di sale
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 550 ml d’acqua

Mettete in una terrina o nella planetaria farina, lievito e zucchero, per poi mescolarli a mano. Dopodiché, mettete il sale e all’incirca 100 ml d’acqua e cominciate a impastare usando la planetaria o l’impastatrice. Dopo una decina di secondi mettete anche l’olio e, gradualmente, i restanti 450 ml d’acqua. Fate impastare molto bene per qualche minuto.

A questo punto, togliete l’impasto dalla planetaria, dividetelo mettendolo su due terrine che ricoprirete, quasi a sigillarle, di pellicola. Non deve assolutamente entrare aria. Portate quindi l’impasto in un luogo con circa 18/20 °C e lasciatelo lievitare per qualche ora.

Per quanto riguarda la farcitura, in casa si tende di solito a riempire la pizza di verdura (in quanto mamma si nutre quasi soltanto di vegetali, pur non essendo vegetariana), oltre all’immancabile mozzarella, aggiungendo un po’ di salume soltanto per dare più sapore al tutto. Gli ingredienti usati per la farcitura sono:

  • 2 zucchine
  • 1 melanzana
  • 1/2 cipolla
  • 6 funghi coltivati
  • 1/2 peperone
  • 200 g di mozzarella
  • Qualche fetta di mortadella
  • Olio, sale e origano

La preparazione della verdura è molto semplice. Tagliate zucchine, melanzane e peperoni a dadini, la cipolla a striscioline e i funghi a lamelle sottili.

Conditele tutte, una per volta, con olio e sale, poi infornatele a due a due (prima zucchine e melanzane, poi peperoni e cipolla, chiudendo coi funghi), senza però mischiarle, tenendole in forno per qualche minuto in modo che perdano buona parte della loro acqua.

Preparate la mozzarella, usando uno schiacciapatate per ridurla in fili piuttosto spessi, dopodiché tagliate qualche fetta di mortadella, spessa o sottile a seconda dei vostri gusti.

Andate a prendere l’impasto, che sarà lievitato a dovere e dividetelo in panetti da circa 300 g ciascuno, poi stendetelo sulla carta forno e mettetelo sullo stampo. Condite con un filo d’olio extravergine, stendendolo uniformemente sull’impasto, seguito da un pizzico di sale.

Iniziate a farcire con la mortadella, che dovrà stare sul fondo, seguita da zucchine melanzane, peperoni e cipolla.

A questo punto, mettete la mozzarella, poi ricoprite tutta la pizza con i funghi. Non dimenticatevi l’origano.

Non vi rimane altro che metterla in forno a 200 °C, aspettare circa 10 minuti, tirarla fuori e mangiarla con gusto.

Devo dirvi che ho ricevuto i complimenti da mia madre, perché l’impasto è venuto davvero soffice, molto più del solito. La fortuna dei principianti. Buon appetito, quindi. :)