Video: Maroon 5 – One More Night

Certi artisti, quando le vendite cominciano a scarseggiare, per far tornare i numeri ai valori di qualche anno prima, decidono di cambiare completamente stile. Questo è ciò che è successo ai Maroon 5, che dopo quattro album, diciamolo sinceramente, decisamente sopra la media rispetto a quel che si trova di solito in classifica, han deciso di virare verso il pop più spinto, a causa delle deludenti vendite di Hands All Over (che era effettivamente il loro lavoro meno riuscito, ma comunque piuttosto valido). Quella svolta che era cominciata con Moves Like Jagger, in cui la faceva ancora comunque da padrone il loro funkettino paraculissimo, ha trovato il suo compimento in Overexposed, quinto album della band, le cui sonorità sono il risultato del lavoro di produttori come Max Martin, Shellback e Benny Blanco, nomi dietro alla maggior parte dei successi pop degli ultimi 15 anni.

Il problema è che ci sono soltanto un paio di pezzi carini in tutto l’album: lo strasentito Payphone, che comunque riesce a reggere dopo tutti questi mesi, e il secondo singolo, One More Night, dallo stile quasi reggae. Il video del pezzo in questione vede Adam Levine nei panni di un pugile padre di famiglia, che lascia la casa dove vive con la moglie (una Minka Kelly tremendamente gnocca) e il figlio piccolo per recarsi al match più importante della propria vita. Peccato che al ritorno a casa, beh… lo scoprirete da voi. Diretto da Peter Berg, regista di film come Battleship, Hancock e Cose Molto Cattive, che aveva già lavorato con la bellissima attrice americana nel pilot di Friday Night Lights (serie che mi sono ripromesso più volte di vedere, ma su cui non sono ancora riuscito a mettermi), il video mostra anche un’altra svolta: non vediamo più infatti Levine cantare, ma soltanto recitare. Sappiate che nei prossimi mesi ce lo ritroveremo nella seconda stagione di American Horror Story e in un film intitolato Can a Song Save Your Life? assieme a Keira Knightley (oltre che nella terza stagione di The Voice USA, in cui è giudice). Preludio alla carriera solista? Speriamo di no, perché i Maroon 5 sono una di quelle band che merita di restare in vita, ma che però dovrebbe tornare al tipo di musica che faceva fino a un paio di anni fa e che a me, personalmente, piaceva da morire.

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