M-Review: Biancaneve e il Cacciatore

Il grande successo di Alice in Wonderland ha portato le major hollywoodiane a investire pesantemente sulle trasposizioni cinematografiche delle fiabe più celebri, ovviamente in versione riveduta e corretta per piacere al pubblico attuale. Il 2012 è stato l’anno di Biancaneve, prima con la stranissima e surreale versione di Tarsem, una specie di pellicola di Bollywood in salsa hollywoodiana, poi con questa pellicola molto più dark e virata al fantasy. Variazioni sul tema rispetto alla fiaba originale ce ne sono, ma sono molto più leggere rispetto all’opera “rivale”. Il film diretto dall’esordiente Rupert Sanders può contare su un budget altissimo e su una messa in scena davvero sontuosa, oltre che su un cast di veri e propri pesi massimi.

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Se Charlize Theron, nei panni della cattivissima regina Ravenna (essì, “Tutti odiano Ravenna”, battuta che mi ha fatto sorridere un paio di volte), si dimostra sempre più affascinante e più brava, non si può dire lo stesso di una Kristen Stewart monoespressiva e perennemente scazzata in quelli della “più bella del reame” (con quella scucchia? Ma fatemi il piacere) e di un Chris Hemsworth che ha purtroppo la sfiga di sembrare sempre Thor in ogni film a cui partecipa. La scelta di sovrapporre i volti di attori come Bob Hoskins, Ian McShane e Ray Winstone, tanto per citare i più popolari, sul corpo di veri nani potrà far discutere, ma si rivela alquanto efficace, vista la caratura di chi recita. Il regista dirige con mano sicura, nonostante sia il suo primo lungometraggio, ma non è aiutato da una sceneggiatura che, come purtroppo norma nella maggior parte dei blockbuster hollywoodiani, ogni tanto si perde senza motivo. La pellicola merita comunque di essere vista ed è sicuramente la cosa migliore uscita nelle sale italiane finora in questa scarna estate cinematografica.

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