M-Review: Bed Time

Non sono un gran estimatore di Jaume Balaguerò, ma va dato atto al regista spagnolo di essere stato in grado, nell’ultimo decennio, di lavorare con attori internazionali di un certo spessore, cosa che non capita così di frequente ad autori europei (buona parte del merito va comunque data alla Filmax, la factory spagnola specializzata in cinema horror di cui Balaguerò è uno dei nomi di punta). Rec e il relativo sequel, entrambi oggetto di remake negli USA, sono stati precursori del cinema appartenente al genere del cosiddetto “found footage” che imperversa ormai nelle sale da qualche anno (sì, lo so che il vero capostipite è The Blair Witch Project, ma questo è una cosa diversa), ma non mi hanno mai entusiasmato particolarmente. Dopo aver letto del suo passaggio al thriller “old style” mi sono avventurato in sala, in una calda serata di Luglio, con gran curiosità. E devo dire che questo Bed Time, il cui titolo originale è in realtà Mientras Duermes (ossia “Mentre Dormi”), mi è assai piaciuto.

La storia è quella di Cesar, portiere di uno stabile nel centro di Barcellona, uomo infelice che ha sempre vissuto in solitudine e che non sta bene quando vede altre persone felici. Il suo obiettivo è quello di rendere un inferno la vita di queste persone, per renderle come lui e la sua nuova vittima si chiama Clara, una giovane positiva e sempre sorridente, che farà il grandissimo errore di fidarsi di lui. Interpretato magistralmente da Luis Tosar (ve lo ricordate in Cella 211?), Cesar è un personaggio inquietante e molto più subdolo e cattivo di tanti villain cinematografici. Forse perché, in fondo, è una persona che potremmo incontrare nella realtà, cosa che lo rende davvero terrificante. Non sto a rivelarvi altro della trama e dei personaggi del film, ma sappiate resterete a bocca aperta almeno un paio di volte negli ultimi 20 minuti. Balaguerò ha fatto un gran lavoro, rinunciando all’effetto “salto sulla sedia” per dirigere un thriller (tra l’altro sceneggiato dal torinese Alberto Marini) molto psicologico, cupo e, in un certo senso, disturbante. Se vi capita di trovarlo in sala prima che le sale siano occupate dalle nuove uscite agostane, non esitate e andatelo a vedere. E’ raro che un film riesca a sorprendermi: Bed Time ci è riuscito.

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