M-Review: The Amazing Spider-Man

I reboot sono ormai diventati il metodo utilizzato dagli studios hollywoodiani per riprovare a fare cassa velocemente su un franchise che ha visto crollare la qualità e, spesso, anche gli incassi. Dal punto di vista economico, la trilogia di Spider-Man diretta da Sam Raimi non ha mai deluso, portando nelle casse di Sony svariate centinaia di milioni di dollari. Il terzo episodio non ha particolarmente brillato dal punto di vista artistico (va detto che non sono un fan dei film di Raimi, anzi, li considero tra i peggiori comic book movie mai realizzati) e questo ha convinto la major nippo-americana a ripartire da zero. Tralasciando le promesse fatte inizialmente sul budget, che doveva essere di 90 milioni di $, ma che è improvvisamente levitato a 215 milioni (se facessi cose simili sui progetti di cui sono producer verrei probabilmente impiccato in sala mensa), The Amazing Spider-Man tenta di “attualizzare” la storia di Peter Parker al mood cupo e introspettivo introdotto al cinema dai vari Batman di Christopher Nolan. La storia è quella che conosciamo tutti, anche se con qualche lievissima variazione (pare che ce ne fossero molte di più, ma sono tutte state tagliate in montaggio). Non ci sono né Il Daily Bugle né J. Jonah Jameson, non c’è Mary-Jane Watson e l’approccio è decisamente meno scanzonato di quello adottato da Sam Raimi un decennio fa.

Diretto dal videomaker Marc Webb, già regista del bellissimo 500 Giorni Insieme, The Amazing Spider-Man convince moltissimo nella prima parte, con una delle love story meglio sviluppate in un film tratto da un fumetto. Tra Andrew Garfield e Emma Stone, nei panni di Gwen Stacy, c’è infatti una chimica davvero incredibile, e non stupisce che i due siano diventati una coppia anche nella vita (va detto che si tratta di una delle poche coppie hollywoodiane su cui non esistano strani rumor, quindi potrebbe essere tutto vero). Rhys Ifans è ottimo nel vestire i panni del Dr. Curt Connors finché non si inietta il siero che lo trasforma in Lizard. Da quel momento in poi, per colpa della solita sceneggiatura che rende il villain il personaggio più moscio della pellicola e degli effetti speciali piuttosto discutibili, tutto degenera. Nonostante le sequenze action abbastanza anonime, una regia un po’ troppo didascalica e le voragini presenti nella sceneggiatura (dovute ai tremendi tagli avvenuti in fase di montaggio), il film funziona e risulta davvero piacevole. Merito dei due protagonisti, ma anche di un valido cast di comprimari, che vede la presenza di veterani hollywoodiani come Martin Sheen, Sally Field e Denis Leary. Negli ultimi giorni Sony ha ufficializzato che si tratta del primo film di una nuova trilogia, il cui secondo episodio è già stato annunciato per il 2 Maggio 2014. La base di partenza, questa volta, è molto buona e la sufficienza strascicata che si è preso questo reboot può diventare qualcosa di più positivo, ne sono certo. Cari produttori, però, la prossima volta, non andate a ritoccare il film quando mancano 4 settimane all’uscita…

One comment

  1. […] The Amazing Spider-Man, Sony era riuscita a dare un colpo di spugna all’insopportabile carrozzone targato Sam Raimi, […]

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