Archive for June 29, 2012

Oggi Cucino Io! #9: Frollini al Latte con una Spruzzata di Zucchero

Il problema dei frollini è che, bene o male, sono tutti simili. Gli ingredienti di base sono più o meno sempre gli stessi e variando le loro quantità, aggiungendo o togliendo qualcosa, a cambiare è soltanto la consistenza della pastafrolla, mentre non ci sono grosse differenze a livello di sapore, a meno di non inserire frutta secca, marmellata o altre preparazioni. Questa volta ho voluto provare a realizzare la versione casalinga di un altro “biscotto industriale” (i Frollini alla Panna di una manciata di settimane fa, ora posso dirlo, erano una versione riveduta e corretta delle Macine). Non vi svelerò nemmeno questa volta, però, di quale biscotto si tratta. Vediamo quindi gli ingredienti da usare per questi Frollini al Latte con una Spruzzata di Zucchero:

  • 500 g di farina 00
  • 125 g di zucchero a velo
  • 110 g di burro
  • 90 g di latte
  • 1 uovo
  • Un pizzico di sale
  • Un pizzico di vanillina
  • 12 g di lievito per dolci (3/4 di bustina)
  • Una manciata di zucchero semolato (per la guarnizione)

Cominciate accendendo il forno a 170 °C/180 °C, poi mettete insieme tutti gli ingredienti tranne, ovviamente, lo zucchero. Tagliuzzate il burro in modo da renderlo più facile da lavorare.

A questo punto, mettete tutto nella planetaria o in una terrina e cominciate a impastare.

Dopo aver impastato, armatevi di mattarello e stendete una sfoglia alta 2/3 mm. Poi usate degli stampini per realizzare le forme che preferite.

Una volta messi sullo stampo, spennellate i biscotti di latte e cospargeteli di zucchero. Il latte serve sia per far attaccare i granelli di zucchero sulla superficie del biscotto che per dargli un po’ di colore.

Infornate per circa un quarto d’ora, poi tirateli fuori dal forno e metteteli a raffreddare su una grata o un altro stampo.

Buona scorpacciata! :)

M-Review: Lorax: Il Guardiano della Foresta

Da qualche anno a questa parte, il mondo dell’animazione 3D americana non si limita più, fortunatamente, a Pixar e Dreamworks Animation. Con Cattivissimo Me, Illumination Entertainment, azienda francese guidata da Chris Meledandri, produttore hollywoodiano di esperienza decennale, ha saputo inaspettatamente mostrare di cosa è capace. In attesa dell’inevitabile sequel, i transalpini hanno deciso di adattare un racconto del Dr. Seuss, autore del Grinch, di Il Gatto e il Cappello Matto e di Horton e il Mondo dei Chi (l’unico dei tre a essere un film d’animazione). Lorax è forse il più kids-oriented di tutto il lotto, con la sua storia ricca di temi green, di buoni sentimenti, di canzoni in stile Disney e di tanti elementi che saranno apprezzati soprattutto dai più piccini.

La qualità dell’animazione è molto alta e, anche se non siamo ai livelli Pixar, possiamo dire che dal punto di vista tecnico, il lavoro è di qualità notevole. Il film si lascia guardare, scorre piacevolmente per un’ora e mezza senza mai diventare troppo stucchevole o banale. Come spesso capita, nel doppiaggio italiano di questi lavori si tendono a scegliere voci celebri, poco avvezze però a prestare la loro ugola a personaggi di fantasia. La creatura che dà il nome al film è doppiata sia in originale che in italiano da Danny De Vito e il risultato, dopo un po’ di straniamento iniziale, è sorprendentemente efficace. Chi sorprende davvero è Marco Mengoni, che dimostra di saper usare la voce in maniera davvero impensata. Vi assicuro che resterete increduli ascoltando il suo doppiaggio, più o meno come è successo a me. Lorax è un film perfetto per i vostri figli, fratellini o cuginetti, non portateci la fidanzata (oh, magari le piace, che ne posso sapere 😀 ).

Trailer: Resident Evil: Retribution 3D

I più attenti di voi diranno “Ehi, ma ne avevi già parlato del trailer di RE5!”. Sì, è vero, ma avevo commentato il teaser, uscito a inizio anno. Questo trailer finale fa perfettamente il suo lavoro, ossia quello di aumentare la curiosità e di far presagire che la cagatona fotonica, anche se ad alto tasso di intrattenimento, è dietro l’angolo.

Gli unici elementi in comune con la saga videoludica sembrano essere ormai soltanto alcuni dei personaggi, visto che la storia continua a procedere in una direzione totalmente diversa. Va dato atto a Paul W.S. Anderson di aver saputo creare dalla serie Capcom un universo cinematografico piuttosto coerente, che è sicuramente quello che gli ha dato più soddisfazioni registiche (se non si considera l’incompreso Event Horizon) e Resident Evil: Retribution corre il rischio, da quanto si può intuire dal trailer, di essere il miglior episodio della saga dopo il primo (e voi direte: “Che ci vuole?”). Attendiamo il 14 Settembre per giudicare.

Oggi Cucino Io! #8: Maccheroni al Ferro con Tonno Fresco, Melanzane e Pomodori Secchi

Le paste col sugo di pesce sono uno dei punti fermi dei miei weekend passati a casa. Mia madre non ama cucinare tipico romagnolo, in quanto lo trova un mangiare troppo unto e grasso, oltre a non gradire troppo la carne. Anche se prima o poi mi cimenterò nella realizzazione di qualche piatto tipico della mia terra (altrimenti che #failromagnolo sono?), qualche weekend fa ho deciso di provare a preparare un primo semplice e gustoso, questi maccheroni al ferro con tonno fresco, melanzane e pomodori secchi. Gli ingredienti per quattro persone sono:

  • 500 gr di maccheroni al ferro (o di pasta fresca equivalente)
  • Una fetta di tonno fresco
  • Un paio di fette di melanzana, tagliate abbastanza spesse
  • 4/5 pomodori secchi
  • Olio, sale, pepe e zenzero
  • Cipollotto (per il soffritto)

Buttate un po’ di cipollotto sminuzzato fine in una pentola con un po’ d’acqua e fatelo stufare per una decina di minuti per fare il soffritto. Nel frattempo, tagliate le melanzane a dadini e, quando ritenete che il soffritto sia pronto, buttatele in padella e fatele andare per qualche minuto in modo da farle passire.

A questo punto, tagliate il tonno a pezzettini, mettetelo in una ciotola e conditelo con olio, sale, pepe e zenzero.

Salate l’acqua e buttate la pasta.

Una volta cotta la pasta, scolatela e buttatela in padella assieme alle melanzane, saltatela un po’, quindi abbassate il fornello e mettete assieme il tonno, continuando a saltarla perché prenda meglio il sugo. Aggiungete qualche erba aromatica se volete.

Il piatto è pronto, non vi rimane altro che gustarvelo.

Buon appetito! :)

M-Review: Men in Black 3

Ma ve ne eravate accorti che erano ben 3 anni e mezzo che Will Smith non compariva sul grande schermo? Devo essere sincero, ma non ci avevo davvero fatto caso. Era infatti dai tempi di Sette Anime, il sottovalutatissimo ultimo film hollywoodiano di Gabriele Muccino, che l’attore americano non si faceva vedere al cinema. Men in Black 3 arriva a dieci anni di distanza dal pessimo secondo episodio, che nonostante i notevoli incassi, è un lavoro di rara bruttezza. Questa volta, gli agenti J e K si trovano a dover combattere un perfido criminale alieno, tale Boris l’Animale, che K aveva menomato e imprigionato in gioventù. L’evasione del personaggio e il suo successivo viaggio nel tempo per modificare il corso degli eventi spingono K a creare una distorsione spazio-temporale nella quale lui è morto da 40 anni, cosa che costringerà J a tornare indietro al 1969 per far tornare tutto alla normalità.

Quando un film si presenta con credenziali simili (sequel di un pessimo sequel di un decennio prima), la puzza di bruciato è fortissima sin dalla prima scena. Quello che sorprende è che Men in Black 3, in fin dei conti, non è poi così male. Il viaggio nel tempo, nonostante sia un espediente che, nella mia visione delle cose, denotano mancanza di idee, è invece uno degli elementi che riesce a salvare il film. L’altro punto di forza sono le new entry del cast, da un Josh Brolin assolutamente in parte nei panni del giovane K (sembra veramente Tommy Lee Jones con qualche decina di anni in meno) a un Jemaine Clement irriconoscibile nei panni del cattivo, passando per un simpaticissimo Michael Stuhlbarg (ve lo ricordate A Serious Man dei fratelli Coen?). Men in Black 3 riesce a intrattenere senza annoiare e permette di passare 100 minuti piacevoli: non me lo sarei mai aspettato. Certo, il primo MiB era tutt’altra cosa, ma direi che di questo secondo sequel non ci si può affatto lamentare.

Video: Max Pezzali (ft. J-Ax) – Sempre Noi

Se pensate che il pezzo dell’estate sia una di quelle cagosissime canzoni brasiliane che non sembrano altro che una versione straniera del liscio romagnolo, smettete di leggere questo post. La vera canzone dell’estate è questo megamix tra rock, rap, musica leggera e qualche briciola di elettronica. Certo, Hanno Ucciso l’Uomo Ragno 2012, edizione celebrativa dello storico disco degli 883 con pezzi a cui sono stati aggiunti inserti hip hop a opera di artisti come i Two Fingerz, Emis Killa, Dargen D’Amico e via dicendo, è una delle più grosse occasioni mancate della discografia italiana. Ed è un vero peccato, ma non sto a dilungarmi troppo. Il singolo che se ne esce dall’album, l’unico inedito, è invece un fottutissimo capolavoro.

Sarà l’età, sarà il fatto che il testo rappresenta davvero lo specchio di una generazione, sarà che la produzione è davvero spettacolare per essere quella di un pezzo italiano (le citazioni ai pezzi più celebri degli 883 inserite nella canzone sono delle vere e proprie chicche), ma io ce l’ho in loop ormai da ormai due settimane e penso che continuerà a stare nella mia playlist fino a Settembre e oltre. Il video, di per sé, essendo la classica morbiolata (caro Gaetano Morbioli, che dirigi 20 e più clip l’anno, ma ci riesci a farne qualcuno un po’ diverso? e pensare che a inizio carriera, quando citavi Fight Club con i Plastico, parevi pure un bravo regista), è abbastanza insulso, se non fosse che rivedere Max Pezzali e Mauro Repetto di nuovo assieme sul palco dopo tutto questo tempo provoca una stretta al cuore e riporta la mente all’inizio degli anni ’90. Altri tempi, un’altra Italia, un altro tutto. Vabbé, basta fare i nostalgici. Io dico solo che era un bel po’ che una canzone italiana non mi esaltava come è successo con questa. Bravo Max (e bravo pure J-Ax che dà grinta al pezzo). Questa è la canzone dell’estate 2012, punto e basta.

Oggi Cucino Io! #7: Insalatone (a.k.a. Insalata Russa di Casa Cristi)

Sin da quando sono piccolo, in occasione delle festività natalizie e pasquali, in accompagnamento ai classici cappelletti in brodo, viene cucinato l’insalatone, una variante dell’insalata russa, che mamma ha imparato dai parenti di Reggio Emilia. Perché, quindi, vi chiederete, ce la proponi a qualche giorno dall’inizio dell’Estate? Semplicemente perché, da quando sono a Milano, queste tradizioni si sono perse, visto che sono a casa soltanto nei weekend, quindi capita di mangiarla un po’ più spesso. Qualche weekend fa, come contorno ai cappelletti che avevo preparato a fine Aprile, ho voluto provare a farlo io l’insalatone. Questi sono gli ingredienti, per 4 persone:

  • 5 patate
  • 1 vasetto di giardiniera/antipasto di verdure sottaceto
  • 1 uovo, aceto, sale, olio di mais, olio extravergine di oliva, pepe e succo di limone (per la maionese)

Sbucciate le patate e tagliatele a dadini piuttosto grossi, poi mettetele sul fornello, a cuocere al vapore, per una ventina di minuti. Fate in modo che restino sode e non si trasformino in puré al minimo tocco. Mettete quindi in una terrina a raffreddare.

Nel frattempo, preparatevi a fare la maionese.

Vi servono: un uovo intero, un cucchiaio di aceto (vino o mele pari sono), un po’ di olio di semi di mais, un po’ di olio extravergine d’oliva e del succo di limone. Aprite l’uovo dentro al contenitore del minipimer, quindi fate scaldare l’aceto per una decina di secondi e versatelo nell’uovo. Aggiungete limone, sale, pepe e un po’ d’olio di semi, poi cominciate a far girare il frullino.

Muovetelo in continuazione dall’alto verso il basso e viceversa in modo deciso, aggiungendo l’olio di semi per renderla più densa e quello d’oliva per renderla meno acida. Continuate finché non ritenete che sia pronta, magari assaggiandola in corsa per correggere sapore e acidità prima che sia troppo tardi.

A questo punto, aprite la giardiniera e, dopo averla scolata, versate il contenuto del vasetto (tenendovi da parte qualche pezzo da usare come decorazione) nel tritatutto e sminuzzatela finché non è praticamente diventata poltiglia.

Svuotate il recipiente su qualcosa di assorbente e strizzate la poltiglia in modo da farle perdere parte dell’acqua.

Versate quindi prima la giardiniera e poi almeno 2/3 della maionese nella terrina con le patate e mescolate finché non è tutto piuttosto omogeneo. Spianate il composto alla fine perché andrà poi ricoperto con la maionese rimanente.

Versate quindi il resto della maionese e cercate di distribuirla in modo uniforme sull’insalatone.

A questo punto, decorate a vostro piacimento.

Et voilà, l’insalatone è pronto per essere servito.

Buon appetito! :)

M-Review: Quella Casa Nel Bosco

Il 2012 si contraddistinguerà per essere l’anno della rivalutazione di Joss Whedon. Come ho già detto più volte, ho sempre avuto un’antipatia a pelle per il regista/sceneggiatore americano, amato e osannato dai nerd e dai geek di tutto il mondo. Se The Avengers è riuscito a far vacillare le mie certezze, mi tocca dire che grazie a Quella Casa Nel Bosco la mia stima nei suoi confronti sta continuando a salire. Certo, parliamo del Whedon cinematografico, non di quello televisivo, perché quello continua a essere destinatario di tutto il mio odio. Parlare del film senza spoilerare è un’impresa difficile, ma ci proviamo, riassumendo più o meno quanto viene mostrato nel trailer qua sotto. Un gruppo di giovani decide di passare un weekend in una baita sperduta in un luogo dimenticato da Dio. Quello che i ragazzi non sanno è che in realtà l’edificio è controllato da un gruppo di colletti bianchi il cui obiettivo è quello di vederli morire uno a uno.

Esordio alla regia di Drew Goddard (sceneggiatore di Cloverfield e svariate puntate di Lost), che è anche co-autore della sceneggiatura, Quella Casa Nel Bosco nasconde sorprese e colpi di scena in quantità industriale. Chiunque si aspetti un horror tradizionale è meglio che se ne stia alla larga, perché la premiata ditta Goddard-Whedon non fa altro che decostruire tutti i topos del genere dall’inizio alla fine, sfociando in una parte finale che appaga come raramente è capitato negli ultimi anni. Se si pensa che il film è stato girato nel 2009, ma è stato tenuto in naftalina fino a oggi, ci si rende conto di quanto la miopia degli studios si mantenga sempre su livelli piuttosto alti. Quella Casa Nel Bosco è, a mio modesto parere, la miglior pellicola vista in questo 2012, sicuro acquisto quando se ne uscirà in BluRay fra qualche mese. Bene, caro Joss, ora che Hollywood ti ha tributato i giusti onori, resta sul grande schermo e non tornare più alla televisione, te ne prego.

Replay: Back from the Past #10: Vampire Bloodlines – Prove di doppiaggio italiano (Fine 2004)

Nella prima metà dell’ultimo decennio, e forse pure anche un po’ dopo, per tutti quei videogiochi PC che non venivano localizzati, gruppi di traduttori appassionati si impegnavano a realizzare quello che distributori e software house non facevano, ossia una traduzione nella nostra lingua. C’erano poi titoli di richiamo che vedevano muoversi nomi più importanti del panorama videoludico italiano. Con Multiplayer.it, a fine 2004, si decise di realizzare una traduzione di Vampire the Masquerade: Bloodlines, versione digitale del noto GDR White Wolf, pubblicato da Activision e sviluppato da Troika Games (utilizzando il Source, il motore grafico di Half-Life 2). Prima di riuscire a trovare la quadratura del cerchio ed estrarre dal codice i file contenenti i testi da tradurre, si decise di effettuare un paio di esperimenti di doppiaggio, sulla intro e su un altro filmato, visto che le clip audio contenenti le voci dei personaggi erano molto più facili da individuare. E così il sottoscritto diede fondo a buona parte delle sue capacità vocali e recitative (sì, tutte le voci sono mie) e fece queste prove. E la cosa assurda è che il risultato finale non fu tutto sommato decente. :) Ergo, se non le avete mai incrociate, buon ascolto.

Oggi Cucino Io! #6: Torta allo Yogurt e Ricotta

Questi ultimi weekend hanno tutti avuto una caratteristica comune: il brutto tempo. E in questi casi, non c’è nulla di meglio che cucinare per passare il tempo in modo proficuo. Ed è così che ho deciso di cimentarmi nella preparazione di una torta che mia madre di solito prepara per la colazione. Questi sono gli ingredienti:

  • 200 g di farina 00
  • 50 g di fecola di patate
  • 100 g di zucchero
  • 1 vasetto di yogurt alla vaniglia (o del gusto che preferite)
  • 100 g di ricotta
  • 2 uova
  • 100 g di olio di semi di mais
  • 1 bustina di lievito per dolci

Cominciate accendendo il forno a 170 °C/180 °C, poi mettete insieme i 200 grammi di farina, i 50 grammi di fecola di patate e la bustina di lievito per dolci, quindi setacciateli per evitare che si formino dei grumi.

Versate quindi in un’altra terrina i 100 grammi di olio di mais, il vasetto di yogurt e la ricotta.

Prendete un’altra terrina, pesateci dentro 100 grammi di zucchero, poi aprite le due uova e separate il tuorlo dagli albumi, che saranno poi montati a neve successivamente.

A questo punto, fate montare zucchero e uova usando la planetaria o uno strumento analogo.

Dopodiché, versate olio, yogurt e ricotta all’interno del recipiente, fate girare le fruste un altro po’, quindi buttate dentro anche le polveri (farina, fecola e lievito).

Dopo aver terminato l’impasto, montate a neve l’albume e poi versatelo all’interno del composto, cominciando a mescolare finché non si sarà completamente amalgamato.

Preparate uno stampo da forno e versate in modo uniforme il composto al suo interno. Se volete fare come ho fatto io, versatene soltanto metà nel primo stampo. Vi chiederete perché…

Mischiate un po’ di yogurt e caffé solubile, poi versate il preparato che avete ottenuto nel composto rimasto, quindi mettetelo nello stampo e guarnitelo con frutta secca, pan di spagna abbrustolito o ciò che più vi aggrada.

A questo punto, mettete in forno per 30/40 minuti. Dopo mezz’ora, se volete verificare che la torta sia già cotta, tirate fuori uno stecchino e “pungetela”. Se lo stecchino uscirà pulito, la torta sarà cotta e potrete finalmente gustarvela.

Buon appetito! :)